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Rosario Rocca: «Il bando borghi ha dato a Benestare una speranza per il futuro»

Il progetto con il quale Benestare ha conquistato il 63º posto nella graduatoria del Bando per la valorizzazione dei borghi punta a far conoscere al mondo la realtà straordinaria delle case di gesso.
«Il bando per la valorizzazione dei borghi è arrivato dopo quasi un decennio di attesa – ci spiega Rosario Rocca, sindaco di Benestare al tempo in cui venne ideato il progetto da presentare in Regione, – perché l’ultimo finanziamento per i centri storici calabresi risaliva al periodo iniziale della presidenza di Agazio Loiero, dopo un periodo altrettanto lungo in cui, durante la reggenza di Giuseppe Scopelliti, i nostri borghi non avevano avuto occasioni di sviluppo significative. Per questa ragione si attendeva con trepidazione un bando che permettesse lo sviluppo dei centri dell’entroterra.
«Purtroppo si tratta di un bando che, come scrissi a suo tempo sui social, Mario Oliverio ebbe la colpa di pubblicare in “zona Cesarini”. Ciò non toglie che si tratta di un ottimo finanziamento, che al paese di Benestare dava una speranza e al quale per questo abbiamo partecipato nonostante le difficoltà, dato che il nostro Comune non rientrava in una di quelle aree della Calabria con elementi di pregio riconosciuti. Siamo comunque riusciti a colmare la nostra condizione di svantaggio con un buon progetto, articolato in diversi workshop organizzati sul territorio e che ha visto la partecipazione di associazioni di categoria e professionisti, tecnici e architetti interessati.
«Nel progetto abbiamo cercato di mettere insieme tutti gli elementi caratteristici del nostro paese sia dal punto di vista architettonico o dei beni culturali, sia da quello delle specificità di carattere sociale. Seguendo l’impostazione del bando regionale, infatti, il progetto è finalizzato alla riqualificazione dei borghi, ma anche all’iniziativa privata di imprenditori che vogliono realizzare investimenti finalizzati allo sviluppo turistico-culturale dell’intero territorio. Non a caso, essendo in quel periodo Presidente dei Sindaci della Locride, riuscii a lanciare l’idea di un grande laboratorio territoriale che stimolasse la partecipazione di diverse figure e un lavoro sinergico tra i comuni del comprensorio, che avrebbero così potuto coinvolgere concretamente la società civile. L’azione dei comuni nella realizzazione di questi progetti, in effetti, altro non farà se non mettere l’intero territorio nelle condizioni di attrarre degli investimenti privati nel settore.
«Tornando al dettaglio del nostro progetto – conclude l’ex primo cittadino, – è stato suddiviso in quattro interventi perché all’epoca della stesura ancora non si conosceva con precisione il criterio di premialità e si pensava che la distribuzione di risorse tra più centri potesse implicare il finanziamento di una sola parte dei progetti. Dividendo il nostro in quattro avevamo pensato che, se anche ci fosse andata male, avremmo comunque potuto realizzare almeno uno o due dei punti previsti, e in effetti nell’ultima fase di presentazione, quando ormai non ero più sindaco di Benestare, diversi primi cittadini sono stati chiamati dalla Regione per sottoscrivere convenzioni e atti di adesione che facevano riferimento non a intere progettualità, ma solo a parti di esse, tanto che qualcuno firmava convenzioni per 300 o 400mila euro, ma nessuno per la cifra complessiva di 1,5 milioni.»

Foto: ilreggino.it

Jacopo Giuca

Nato a Novara in una buia e tempestosa notte del giugno del 1989, ha trascorso la sua infanzia in Piemonte sentendo di dover fare ritorno al meridione dei suoi avi. Laureatosi in filosofia e comunicazione, ha trovato l’occasione di lasciarsi il nord alle spalle quando ha conosciuto la sua compagna, di Locri, alla volta del quale sono partiti in una altra notte buia e tempestosa, questa volta di novembre, nel 2014. Qui ha declinato la sua preparazione nella carriera giornalistica ed è sempre qui che sogna di trascorrere la vecchiaia scrivendo libri al cospetto del mare.

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