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Ecco perché serve una “Giornata contro lo spreco alimentare”

Oggi ricorre l’8ª Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare. Istituita nel 2014 dall’agroeconomista Andrea Segrè, coordinatore del Piano Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare del Ministero dell’Ambiente, la ricorrenza cerca di sensibilizzare la cittadinanza sulla necessità di tutelare le risorse e contrastare gli sprechi.
La necessità di istituire questa giornata, che si aggiunge alle molte altre di varia rilevanza sociale che punteggiano ormai i nostri calendari, è sicuramente ben esemplificata dal rapporto dell’Institution of Mechanical Engineers risalente al 2013 in cui si sosteneva che, ogni anno, nel mondo, 2 miliardi di tonnellate di cibo (praticamente la metà di quello che viene prodotto) finisce nella spazzatura. Un vero e proprio paradosso, soprattutto in virtù del fatto che ci sono ancora vaste aree del pianeta i cui abitanti muoiono quotidianamente di fame.
In Italia, in verità, siamo più virtuosi rispetto al resto del mondo ma, stando a un rapporto stilato in occasione di Expo Milano 2015, lo spreco di cibo costa comunque lo 0,5% del nostro Prodotto Interno Lordo, una cifra oggettivamente inaccettabile, soprattutto se pensiamo che questo dato è determinato dall’inserimento nella pattumiera di quasi 20 milioni di tonnellate di generi alimentari, per un costo annuo di circa 450 € a famiglia. Cibo sufficiente a sfamare, secondo Coldiretti, 44 milioni di persone.
Uno dei risvolti positivi della pandemia da Covid-19 è che, nel 2020, in Italia si è sprecato complessivamente l’11% di cibo in meno, ma i dati restano comunque poco lusinghieri, soprattutto al meridione dove (complice probabilmente il maggior numero di privati che hanno a disposizione un orto in cui produrre almeno parte dei vegetali e della frutta che consumano) si continua a sprecare cibo in quantità maggiore rispetto a quanto accada nel resto della Penisola.
Non abbiamo, purtroppo, dati ufficiali sullo spreco alimentare nella Locride, ma di iniziative solidali che hanno avuto per protagonisti quelli che comunemente definiamo avanzi ce ne saranno state al soldo una dozzina. I piccoli gesti di umanità, infatti, contribuiscono a farci imboccare finalmente di la strada giusta per cercare di invertire la tendenza dello spreco di cibo, tanto invisa a tutti quanto purtroppo atavicamente radicata nella nostra condotta sociale. Ecco, allora, perché è necessario celebrare la Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare e cercare ogni giorno di trasformarci, attraverso la tutela di un bene così prezioso come il cibo e l’aiuto agli altri, in quel cambiamento che vorremmo vedere nel mondo.

Foto: terranuova.it

Jacopo Giuca

Nato a Novara in una buia e tempestosa notte del giugno del 1989, ha trascorso la sua infanzia in Piemonte sentendo di dover fare ritorno al meridione dei suoi avi. Laureatosi in filosofia e comunicazione, ha trovato l’occasione di lasciarsi il nord alle spalle quando ha conosciuto la sua compagna, di Locri, alla volta del quale sono partiti in una altra notte buia e tempestosa, questa volta di novembre, nel 2014. Qui ha declinato la sua preparazione nella carriera giornalistica ed è sempre qui che sogna di trascorrere la vecchiaia scrivendo libri al cospetto del mare.

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