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Alessandra Polimeno vs. Vincenzo Maesano: troviamo un punto di incontro

La polemica legata al rientro a scuola a Bovalino non accenna a placarsi.
Dopo la frenetica giornata di lunedì, in cui avevamo previsto di dare un certo taglio alla questione salvo poi, sollecitati dall’editore, cambiare programma in corso d’opera per evitare che il nostro approfondimento fosse troppo sbilanciato sulle parti della minoranza in seno al Consiglio Comunale, ieri è giunta in redazione una lettera della capogruppo di Nuova Calabria Alessandra Polimeno contenente una controreplica a quanto affermato dal sindaco Vincenzo Maesano.
Nel rispetto della nostra linea editoriale, che cerca di far tesoro delle posizioni contrapposte per avanzare proposte che migliorino la realtà sociale del nostro comprensorio, ho deciso di sospendere la pubblicazione sterile delle posizioni di Polimeno onde evitare che queste producessero a loro volta un’ulteriore replica da parte dell’Amministrazione e che il nostro giornale diventasse così il palcoscenico di una diatriba politica che avrebbe interessato pochi e ci avrebbe fatto discostare dalla nostra linea. Lungi da me censurare quanto mi veniva scritto, mi sono preso al contempo l’impegno di sentire una volta di più Maesano e di provare a trarre io stesso le conclusioni di questa querelle.

Le posizioni di Nuova Calabria

La capogruppo di Nuova Calabria, nella lettera che ha sottoposto alla mia attenzione, afferma di non essere stupita dai toni di Maesano, che confermerebbero l’idea del primo cittadino che la minoranza sia una sorta di “errore del legislatore”. Elenca dunque quelle che definisce “molteplici inesattezze” espresse dal sindaco, a cominciare dall’errata percezione del numero di contagi insistenti su territorio comunale. Secondo Nuova Calabria, inoltre, non sarebbe vero che i nuovi positivi verrebbero raggiunti tempestivamente dalle ordinanze di quarantena, una condotta che testimonierebbe una difficoltà gestionale che avrebbe convinto la compagine a fornire una collaborazione sistematicamente ignorata.
Polimeno ritiene dunque deprecabile l’atteggiamento del sindaco che afferma di non essere obbligato da alcuna legge a comunicare quotidianamente i dati relativi ai contagi ai suoi cittadini e specifica che ciò che si contestava mesi addietro a Maesano non sarebbe stata la comunicazione dei dati in sé, ma la metodologia di comunicazione a mezzo social.
Secondo Nuova Calabria sarebbe scorretto, dunque, affermare che il test antigienico non sarebbe sicuro e, a riprova della tesi della minoranza interverrebbe una recente circolare del direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute Giovanni Rezza, nella quale peraltro questa metodologia di test rapido sarebbe suggerita come “strumento di prevenzione nell’ambito del sistema scolastico”. Se proprio i test antigienici fossero inutili, ci si domanda nella nota come mai Maesano dichiari, in un altro passaggio, di aver imposto una quarantena sulla base di un test di questo tipo, mentre per quanto riguarda l’utilizzo dei fondi del Piano Diritto allo Studio della Città Metropolitana per l’acquisto degli stessi, chiarisce che era arrivata in seguito a un’interrogazione all’Ente che aveva avuto risposta affermativa.

L’afflizione di Vincenzo Maesano

Sottoposta la questione allo stesso Maesano, mi sono sentito rispondere che «l’Amministrazione non ha alcuna voglia di replicare a questo genere di affermazioni, che rappresentano un modo di fare politica che a noi non piace.»
Una frase lapidaria, della quale, a dire il vero, mi ha colpito il tono. L’afflizione nella voce di Maesano era evidente e, credete alla mia buona fede, denotava la stanchezza di un amministratore che sta cercando in tutti i modi far funzionare un meccanismo nel quale una parte delle rondelle ha deciso di non collaborare.

Le conclusioni

La decisione con cui Maesano ha esplicitato la connotazione politica della questione scuole alle risposte che ci ha dato lunedì mi aveva sinceramente sorpreso ma, devo dire, le dichiarazioni che Polimeno ha rilasciato ad Anna Laura Tringali costituivano una critica troppo sistematica per sembrare completamente avulsa dal contesto politico, tanto più che venivano riprese troppo pedissequamente anche da Bruno Squillaci.
Venendo all’ultima lettera e alla conseguente risposta del sindaco, invece, sento di dire ad Alessandra Polimeno che, se ha la certezza che le ordinanze non vengano eseguite nei tempi imposti dalla legge, allora avrebbe dovuto rivolgersi già da tempo a interlocutori ben diversi dal nostro giornale (come peraltro afferma di voler fare a chiosa della lettera che ci invia), che per quanto Maesano abbia risposto in maniera secca (fin troppo, se vogliamo), a onor del vero nessun sindaco sta comunicando i dati giornalieri dei contagi ai propri cittadini e che, al netto della circolare del Ministero sui tamponi antigenici, è notizia pubblicata di recente su Gazzetta del Sud che i test inviati in provincia di Reggio siano inefficaci (non è ben chiaro se si tratta di un lotto sfortunato o della tipologia di tampone in sé). Per quanto riguarda la quarantena della discordia, infine, forse non abbiamo reso abbastanza chiaro (perché il sindaco, invece, lo aveva specificato) che si trattava di un provvedimento preventivo in attesa di conferme.
La storia politica del paese la conosciamo e sappiamo che in questi anni qualunque provvedimento amministrativo è stato oggetto di critica (ricordo ancora una polemica paradossale sul design dei nuovi pali per l’illuminazione stradale) ma, arrivato a questo punto, sento di ricordare a entrambe le parti che analizzare tutte le sfaccettature delle puntualizzazioni, delle critiche o delle annotazioni in alcuni casi potrebbe permettere di scoprire degli aspetti che, magari, non erano stati considerati in un primo momento e, in definitiva, permettere a maggioranza e opposizione di realizzare congiuntamente un lavoro migliore per i cittadini.
Rifletteteci. Chissà che questo ultimo scampolo di gestione congiunta non possa essere più sereno del periodo che vi siete lasciati alle spalle.

Jacopo Giuca

Nato a Novara in una buia e tempestosa notte del giugno del 1989, ha trascorso la sua infanzia in Piemonte sentendo di dover fare ritorno al meridione dei suoi avi. Laureatosi in filosofia e comunicazione, ha trovato l’occasione di lasciarsi il nord alle spalle quando ha conosciuto la sua compagna, di Locri, alla volta del quale sono partiti in una altra notte buia e tempestosa, questa volta di novembre, nel 2014. Qui ha declinato la sua preparazione nella carriera giornalistica ed è sempre qui che sogna di trascorrere la vecchiaia scrivendo libri al cospetto del mare.

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