Le abitudini commerciali al tempo dell’antica Locri
La Repubblica dei Locresi di Epizephiri VII - Un ruolo importante, nella formulazione delle leggi dell’antica Locri (e, per la verità, delle Leggi in generale) è ricoperto dal commercio, realtà in grado di regolamentare i rapporti sociali e, per estensione, di misurare il grado di civiltà di una popolazione. Cerchiamo di capire quali abitudini commerciali abbiano influenzato le leggi di Zaleuco.

Di Giuseppe Pellegrino
Dall’uso di portare doni nasce l’economia commerciale e, quindi, l’esigenza di regolare i rapporti di dare e avere tra le genti. Questo uso nasce, secondo Jean Genet, dalla cultura dell’ospitalità (ζενια ο φιλοξενία – xenia o filoxenia) presso i Greci, in forza della quale si accoglieva nel proprio gruppo familiare (οικòς) uno straniero e, alla fine, gli si offrivano doni ospitali. È intuitivo che chi riceveva doni, a sua volta, nella visita successiva, di doni ne portava.
Sull’importanza del portare doni può essere utile il seguente aneddoto raccontato da Erodoto: durante una visita a Menfi, Dario, allora guardia del corpo del re persiano Cambise II, incontrò per caso il samio Silosonte, fratello del tiranno Policrate. Dario notò lo splendido mantello rosso di Silosonte e chiese di comprarlo, il samio rispose però che non lo avrebbe ceduto per nessuna cifra, piuttosto lo avrebbe offerto in dono. Dario accettò e quando diventò re a Susa nel 522 a.C. gli si presentò Silosonte che, definendosi suo benefattore, chiese e ottenne la satrapia dell’isola di Samo in mano al dittatore Meandrio. Dario non potè rifiutare in quanto era in obbligo verso Silosonte.
Nasce così quello che si può considerare il presupposto del commercio. Che, una volta sviluppatosi nella sua massima espansione, fa nascere la necessità della sua regolamentazione nella forma più pratica. Non per niente, Aristotele (sempre lui), ma sopratutto Demostene, citava la normativa sui contratti a Locri (della quale non si ha più alcun riferimento) come la più idonea a regolare rapporti giuridici per la sua semplicità di previsioni contrattuali. Perché fin da allora si era soliti cavillare sulle parole, al fine di soddisfare i propri interessi. Si pensi alla συγγραφή (singrafe), un contratto di prestito del quale si parlerà nelle leggi di Zaleuco e dal quale gravi conseguenze in materia di prestito ne conseguivano.
Così gravi che a Locri era vietata.
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