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Costume e Società

Festa della Donna: una normalissima giornata speciale

Fin da quando abbiamo cominciato a ragionare sulla possibilità di preparare uno speciale sulla Festa della Donna 2021, ho immaginato un editoriale di apertura nel quale avrei brevemente ripercorso la storia della ricorrenza e accennato a tutte le valenti lotte per il riconoscimento dei diritti civili di cui quel sesso forte che noi maschietti ancora ci ostiniamo a definire debole si è reso protagonista nel corso del secolo scorso.
Non avevo ancora capito appieno quale formidabile macchina la nostra redazione fosse riuscita a mettere in moto e quanto straordinari potessero essere i contributi che stavamo ricevendo per la giornata corrente, in grado di sviscerare il tema in tutte le sue variegate sfaccettature. Per questo, in corso d’opera, mi sono ritrovato a pensare a un editoriale diverso, che si limitasse a presentare il tipo di lavoro che voi lettori avreste avuto modo di leggere durante la giornata.
E, allora, i primi contributi che presenteremo durante questo Speciale Festa della Donna, saranno tre opinioni (rispettivamente di Luisa Ranieri, Marisa Romeo e Angela Mazzatelli) che, dopo aver accennato brevemente all’origine della ricorrenza (senza scadere banalmente nella famigerata quanto falsa storia delle operaie morte nella fabbrica Cotton nel 1908), spiegano il significato vero di questa festa e, con poche e semplici parole, ci faranno comprendere per quali ragioni, oggi più che mai, sia importante non tanto celebrare la giornata, quanto abbracciarne la filosofia e accoglierne i valori che cerca di trasmetterci.
Continueremo a parlare di storia, dunque, grazie alla breve riflessione dell’avvocato del foro di Locri Caterina Fuda, che ci spiegherà quali e quanto difficili siano state le lotte affinché le donne potessero esercitare il mestiere forense, ripercorrendo, grazie a Frana, i modi in cui la filatelia ha celebrato il mondo femminile e, grazie a un’intervista a Paola Sammarro, esperta delle varie espressioni di vita del mondo femminile, rievocando la lotta per l’emancipazione e cercando di comprendere quali debbano essere i veri obiettivi della donna contemporanea.
Per contrasto, quindi, sarà gioco forza proseguire con Nonna Rita, straordinaria 86enne di Stilo vincolata, per forza di cose, a una concezione di femminilità (e femminismo) differente rispetto a quella di Sammarro, ma non per questo meno capace di trasmetterci importanti insegnamenti di vita.
A proposito di insegnamenti, verremo poi accompagnati tra le mura domestiche di Anna Costa, inossidabile insegnante in pensione di Bovalino, identificata da Mariateresa Ripolo come la prima di quelle Icone di vita di cui intende parlarci nei mesi a venire con una rubrica dedicata.
Passando dalle Lettere alla letteratura vi presenteremo un’intervista a Stefania Panetta, giovane scrittrice di Siderno che, nel suo primo romanzo, cerca di entrare nella mente di un donna che subisce un amore tossico e che deve ritrovare la propria dignità di persona e, soprattutto, di donna.
Chiuderemo parlando un po’ di noi (intesi come giornalisti) e presentando una splendida intervista doppia alle colleghe Annalisa Costanzo e Simona Musco, con le quali sonderemo i pregi e i difetti del giornalismo al femminile nella Locride e i motivi per cui la prima ha scelto di restare nella sua terra di origine e la seconda, invece, si è vista costretta ad andarsene.
E se tutto questo non vi sembrasse abbastanza, ritagliatevi una decina di minuti per vedere la straordinaria videointervista che abbiamo realizzato a Simona Coluccio, presidente dell’associazione Comma Tre, con la quale abbiamo modo di presentarvi non solo uno straordinario esempio di donna socialmente attiva sul territorio, ma anche di riflettere su un altro delicatissimo tema: quello dei diritti negati ai disabili.
Interventi di grande interesse che vi accompagneranno per tutta la giornata e, ne sono sicuro, riusciranno a farci uscire arricchiti da questa anomala Festa della Donna, che cade a esattamente un anno di distanza da quel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che avrebbe cambiato per sempre le nostre vite.
Ma questa è una storia che vi racconteremo domani…

Foto: lacucinaitaliana.it

Jacopo Giuca

Nato a Novara in una buia e tempestosa notte del giugno del 1989, ha trascorso la sua infanzia in Piemonte sentendo di dover fare ritorno al meridione dei suoi avi. Laureatosi in filosofia e comunicazione, ha trovato l’occasione di lasciarsi il nord alle spalle quando ha conosciuto la sua compagna, di Locri, alla volta del quale sono partiti in una altra notte buia e tempestosa, questa volta di novembre, nel 2014. Qui ha declinato la sua preparazione nella carriera giornalistica ed è sempre qui che sogna di trascorrere la vecchiaia scrivendo libri al cospetto del mare.

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