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Il Covid-19 cancella i ricoveri per altre cause, ma è allarme prevenzione

La marcia della pandemia ha cambiato di molto il mondo della sanità e la percezione che abbiamo di esso. Proprio in questi giorni, con i dati ancora una volta in risalita, sono stati moltissimi i nosocomi italiani che, pur venendo messi seriamente sotto pressione dal maggior numero di ricoverati per Covid-19, stanno facendo registrare un calo piuttosto significativo dei ricoveri per altre cause.
Nella nostra Regione, nonostante l’incidenza dei casi non sia mai stata elevata come avvenuto in altre parti da Paese, una sanità già al collasso ha convinto molti cittadini a ricorrere a mezzi di cura differenti rispetto alla subitanea visita in ospedale, elemento che, almeno nei grandi centri, ha aiutato le nostre strutture da sempre in affanno a non collassare del tutto. Secondo l’ultimo report diffuso ieri pomeriggio dalla Regione Calabria sono attualmente 221 i ricoverati in ospedale e 34 i pazienti che si trovano invece in terapia intensiva, un dato da tenere certamente sotto controllo, ma che non dovrebbe preoccupare più di tanto i cittadini che hanno bisogno di prestazioni sanitarie.
Invece chiunque avesse in programma di effettuare visite di controllo e screening anche importanti per la tutela della salute, li ha rimandati nella quasi totalità dei casi nella speranza di un periodo maggiormente propizio o anche solo per paura che presso le strutture ospedaliere sia più facile ammalarsi. Il risvolto della medaglia, complice il divieto Ministeriale di spostarsi tra Regioni differenti, è la riduzione dell’emigrazione sanitaria, i cui dati più contenuti potrebbero aiutare, almeno per il 2020 (e probabilmente anche per l’anno corrente), a mantenere stabile il già troppo elevato debito della Sanità calabrese.
Resta il fatto che la percezione generalizzata di un Sistema Sanitario Regionale non funzionante o, comunque, non in grado di attuare tutti i protocolli necessari alla tutela dei propri pazienti, sta facendo trascurare ai calabresi una salute già in passato presa molto sotto gamba e le immagini, come quelle circolate proprio nella Locride, di pazienti bisognosi di cure anche urgenti protagonisti delle interminabili attese necessarie a ricevere l’esito di un screening per Covid-19 dal capoluogo di provincia, non hanno certo aiutato a migliorare questa percezione.
Non abbiamo dati, purtroppo, relativi a cosa sia accaduto presso le strutture private, sulle quali, per ogni persona che parla di un aumento del volume di affari (e, per estensione, di persone che si rivolgono loro per ricevere prestazioni sanitarie) ce n’è sempre una seconda che afferma invece che la crisi ha colpito duro anche loro (facendo logicamente ritenere che l’intento dei cittadini di differire le prestazioni di cui hanno bisogno non riguardi solo le strutture pubbliche).
In un caso come nell’altro la speranza è che la campagna vaccinale in atto possa chiudersi rapidamente anche nella nostra Regione e che aiuti, come già sta avvenendo in Inghilterra, a contenere il virus e a ridarci quel po’ di fiducia che avevamo nel sistema sanitario. Altrimenti temiamo che sia sempre più vicino il momento in cui il calo della mortalità per cause diverse dal Covid-19 possa invertire la propria tendenza a causa della mancata prevenzione.

Foto: tio.ch

Redazione

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