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Quattro imputati rinviati a giudizio per l’omicidio di Vincenzo Cordì

Quello di Vincenzo Cordì è stato un omicidio orribile. Sia per le modalità sia perché ha distrutto la vita di un uomo perbene, conosciuto per i suoi modi gentili. Per lui, quell’11 novembre del 2019, una fine orrenda, che non meritava. Ai suoi funerali, in effetti, si è riversata una numerosa folla che, in maniera assolutamente spontanea, gli ha voluto rendere omaggio per quello che sarebbe stato il suo ultimo, straziante, viaggio. Un dolore che per i suoi famigliari non si è assolutamente placato, in questi anni. E ancora più dolore ha assunto l’ipotesi investigativa che, per l’omicidio perpetrato a San Giovanni di Gerace, ha puntato i riflettori sulla compagna di allora di Vincenzo. Lei, accusata di aver concorso nel delitto insieme ai suoi due figli, Giuseppe e Francesco Sfara, e a Giuseppe Menniti. Per loro quattro si aprirà il processo davanti alla Corte di Assise di Locri il prossimo 5 maggio.
La Procura di Locri ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per i quattro imputati. una richiesta alla quale si sono associati i famigliari di Vincenzo Cordì, la madre e la sorella, che sono rappresentate dall’avvocato Rocco Guttà.
Di diverso avviso sono gli avvocati Francesco Macrì, Antonio Ricupero e Girolamo Curti, che assistono i quattro rinviati a giudizio e che ritengono che le accuse non sono suffragate dai necessari riscontri che possano condannare gli imputati. ma questa è già un’altra parte della vicenda processuale che si andrà a svolgere davanti a un Giudice Terzo.
Per il momento ritorniamo all’udienza preliminare nel corso della quale i difensori, in particolare l’avvocato Antonio Ricupero, ha in primo luogo richiesto che il procedimento venisse definito con il rito abbreviato: tale richiesta è stata dichiarata inammissibile ai sensi della legge nº 33/2019, che ha novellato l’articolo 438 Codice di Procedura Penale inserendo al Comma 1 bis l’inammissibilità della richiesta nel caso di contestazione di omicidio volontario, nella fattispecie pluriaggravata, punito con la pena dell’ergastolo. La discussione dell’avvocato Ricupero è stata molto articolata ed è durata circa un’ora durante la quale sono stati ripercorsi criticamente tutti i passaggi che all’epoca portarono all’emissione del provvedimento di custodia cautelare in carcere evidenziando, secondo il legale, “le lampanti illogicità e contraddizioni del ragionamento logico giuridico sotteso all’emissione di detto provvedimento” nonché “l’insussistenza di prove dirette che possano attribuire a Francesco Sfara di aver rivestito il ruolo di partecipe e di co-esecutore materiale dell’azione delittuosa ai danni del Vincenzo Cordì”. Il difensore ha anche depositato un’istanza di gradazione della misura cautelare con un’altra meno afflittiva ex art. 299 C.P.P., mentre aveva sollevato, in via preliminare “un’eccezione di nullità/inutilizzabilità patologica dei verbali di sit del 14/11 e del 16/11/2019 resi da Francesco Sfara, che veniva sentito non come indiziato, bensì come persona informata dei fatti con palese violazione del diritto di difesa ex art. 63 C.P.P. e quindi non gli era stato garantito il diritto al silenzio.”
Il Giudice dell’Udienza Preliminare ha rigettato con ordinanza l’eccezione, ma l’avvocato Ricupero ha anticipato che il provvedimento sarà oggetto di rituale impugnazione.
Tutto questo appartiene alla sfera del confronto in aula che c’è stato e che ci sarà dal 5 maggio prossimo.
Il dolore per la morte, assurda e orribile, di Vincenzo Cordì, non si placherà neanche perché, purtroppo, nessuno potrà restituirlo ai suoi famigliari, che continuano a volergli bene con sincerità e affetto.

In foto: l’avvocato Antonio Ricupero

Oὐδείς

Oὐδείς (pronuncia üdéis) è il sostantivo con il quale Ulisse si presenta a Polifemo nell’Odissea di Omero, e significa “nessuno”. Grazie a questo semplice stratagemma, quando il re di Itaca acceca Polifemo per fuggire dalla sua grotta, il ciclope chiama in soccorso i suoi fratelli urlando che «Nessuno lo ha accecato!», non rendendosi tuttavia conto di aver appena agevolato la fuga dei suoi aggressori. Tornata alla ribalta grazie a uno splendido graphic novel di Carmine di Giandomenico, la denominazione Oὐδείς è stata “rubata” dal più misterioso dei nostri collaboratori, che si impegnerà a esporre a voi lettori punti di vista inediti o approfondimenti che nessuno, per l’appunto, ha fino a oggi avuto il coraggio di affrontare.

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