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Diego Pitea: «La scrittura è condivisione»

Di Alfonsina Belluzzi – III ASU Liceo Mazzini di Locri

Diego Pitea ha 46 anni e vive a Reggio Calabria, è un autore emergente di gialli e thriller. Nell’ultimo anno si è segnalato con la pubblicazione di L’ultimo rintocco.
«La scrittura è condivisione» sostiene l’autore durante l’interessante incontro tenutosi in occasione di una delle lezioni del Laboratorio di Scrittura Creativa del Liceo Mazzini Locri, venerdì 26 Marzo, tramite piattaforma virtuale Google Meet.
Com’è nata la sua passione per la scrittura?
Da ragazzo non avrei mai pensato di iniziare a scrivere, iniziai a farlo in un momento difficile della mia vita. Nel 2009 mia madre ebbe un ictus e rimase in una condizione gravissima per molto tempo; allora io, che ero un appassionato lettore di gialli, feci una sorta di giuramento: se lei si fosse salvata, non avrei più letto gialli. Quando mia madre si salvò, la lettura mi mancava molto e così decisi di scrivere io stesso un giallo: la stesura procedeva bene… perciò continuai a scrivere e lo terminai in circa un anno.
I suoi studi le sono stati d’aiuto per la scrittura dei suoi libri?
No, da ragazzo scelsi un istituto tecnico, l’agrario, per dedicarmi il più possibile a un’altra mia grande passione, il calcio. A quei tempi giravo l’Italia per quel motivo. Stesso settore all’Università, Facoltà di Agraria. Secondo me, non sono gli studi a creare uno scrittore ma la sua reale attitudine alla scrittura.
Come trova l’ispirazione adatta per scrivere?
L’ispirazione è come uno starnuto… Arriva all’improvviso, soprattutto in momenti in cui non si sta pensando a qualcosa di relativo alla scrittura. Per esempio, l’ispirazione per L’ultimo rintocco mi venne mentre passeggiavo con mia moglie Monica sul lungomare di Palermo.
A proposito di sua moglie Monica, anche la donna di Richard Dale, nel suo romanzo, si chiama così. Perché? Si somigliano?
Sì, si somigliano. Per scrivere una storia prendo sempre spunto dalla realtà. Da persone che realmente conosco. Il personaggio di Monica è una donna gelosa e brillante, proprio come mia moglie!
Per ultima cosa, vorremmo chiederle che consigli darebbe a un giovane scrittore…
A un giovane scrittore consiglierei di rivolgersi principalmente alle agenzie letterarie, che curano tutto il percorso della pubblicazione e promozione del libro. Alcune case editrici si concentrano solo sui nomi già conosciuti, altre ancora solo su scrittori emergenti. Per quanto riguarda, invece, la scrittura di gialli, è bene avere da subito la trama chiara in mente, non concedere troppe informazioni al lettore all’inizio ma rivelargliele, piuttosto, in modo non esplicito con il tempo, cercando di mantenere sempre un indizio nascosto, in modo che sia difficile arrivare presto alla soluzione.

Il commento della redattrice

Quest’incontro per me ha rappresentato una grande opportunità perché ci ha permesso di avere un confronto con un autore che, partendo da zero, è riuscito a ottenere successo grazie alla sua attitudine per la scrittura. Con le sue esperienze di vita ci ha incoraggiati e ha dato testimonianza di come la scrittura possa essere anche una salvezza nei momenti di difficoltà.

Redazione

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