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Costume e Società

Carlo Tansi sul dramma dell’emigrazione: “Facciamo andare via i politici indegni”

Di Carlo Tansi

Non lo scopriamo di certo oggi il dramma dell’emigrazione. Perché, salvo non si lasci la propria terra per una precisa volontà, chi è che non vorrebbe restare nel posto in cui è nato e cresciuto?
Ma tant’è, ci sono posti come la nostra amatissima terra di Calabria in cui partire non è purtroppo frutto di una libera scelta professionale o persino di vita, bensì un vero e proprio obbligo se si vuole sopravvivere. Non certo perché da noi ci siano guerre o carestie come in molti luoghi della Terra, almeno questo per fortuna no, ma perché qui non c’è lavoro e quindi mancano libertà e dignità.
Lo dico dopo aver letto la struggente lettera di un giovane sanlucidese, ripresa dal noto giornalista e protagonista dei social media Andrea Scanzi che, malgrado la missiva trattasse un tema annoso, e conosciuto anche dalle pietre, ormai, ha evidentemente toccato le menti e i cuori non solo del notista de Il Fatto Quotidiano ma anche di moltissimi altri lettori che hanno condiviso con questo fiero ma amareggiato figlio di Calabria un diffuso sentimento popolare. Espresso raccontando i sacrifici di chi magari, pur iperqualificato, parte alla volta di una qualunque destinazione d’Italia, d’Europa o del mondo con tanta tristezza, ma quantomeno con la prospettiva di essere valorizzato per come merita pur a prezzo di tanti sacrifici.
A parte tutto, comunque, a me sale il magone. Forse da padre di due giovani in fase di formazione. Sì, sarà infatti la ragione per cui avverto una sensazione strana di rabbia, mista a frustrazione e nostalgia, nell’assistere alle migliaia di viaggi della speranza come e molto di più che in Sanità, delle menti più fervide e brillanti di una terra pur ricca di tantissime risorse. Che però non riesce a trattenerli, anzi li invita a scappare appena possibile.
Si tratta di ragazzi, dunque, vittime di una classe politica e dirigente che per mantenersi in sella, per giunta prosperando, non esita a giocare sulla pelle di autentici fuoriclasse, molti dei quali diventano poi dei big assoluti in vari campi oltre i confini regionali, nazionali ed esteri. Un bel regalo che grazie a indegni politicanti facciamo ad altri territori. E parlo paradossalmente delle stesse zone del Paese che sovente poi ci denigrano e si fanno beffe di noi.
Ma, attenzione, non sottovaluto di certo chi va via per bisogno senza essere in possesso di particolari facoltà e competenze. Perché non ha meno diritto a vivere accanto alla famiglia a casa sua, facendo il cameriere o l’operaio con tanta onestà e laboriosità. Ci mancherebbe. Ecco il motivo per cui è giunta l’ora di voltare finalmente pagina avvicendando una classe politica indegna con quanti hanno davvero a cuore le sorti e il futuro della Calabria e della collettività.

Foto: tortuga-econ.it

Redazione

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