Attualità

Un’Italia da ricostruire

Di Maria Concetta Valotta

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nei suoi punti principali, prende finalmente forma e suggerisce l’ingente programma di lavoro necessario per risanare il tessuto strutturale e dare un concreto futuro all’Italia.
Nell’ultima seduta in Parlamento, Mario Draghi ha dettagliato i punti focali sui quali saranno indirizzati i circa 248 miliardi di Euro, destinati ad ammodernare e rivoluzionare, nei prossimi anni, auspicabilmente, il modus vivendi della nostra penisola. Le Amministrazioni Pubbliche dovranno essere completamente digitalizzate; avremo nuovi mezzi di trasporto totalmente green; saranno previsti sgravi e incentivi per chi vorrà rendere ecosostenibile la propria casa; si punta ad avere una rimodulaziobe della Sanità Pubblica e privata alla quale rivolgerci, senza dover peregrinare negli ambulatori o negli ospedali, fuori dal proprio territorio di appartenenza; tornano in gestione e manutenzione diretta da parte dello Stato la maggior parte delle infrastrutture viarie: ponti, viadotti e cavalcavia di autostrade e strade statali. Non è solo un Paese nuovo, quello che viene rappresentato nel PNRR; in termini di previsione, a media-lunga scadenza vivremo in un altro mondo, rispetto alle nostre consuetudini. Il piano che dovrà presto arrivare a Bruxelles per essere posto all’attenzione dell’Unione Europea, ha una visione sul futuro dell’Italia al quale si accederà attraverso oltre 230 miliardi di fondi per la ricostruzione post-pandemia. Tre sono le grandi aree di intervento: appiattire il divario tra Nord e Sud, abbattere la discriminazione di genere rilanciando il ruolo della donna nel lavoro e nella società, dare un lavoro e certezze per il loro futuro ai giovani. Mete da raggiungere attraverso sei obiettivi da perseguire con priorità.

  • digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura;
  • transizione ecologica;
  • infrastrutture per una mobilità sostenibile;
  • istruzione e ricerca;
  • inclusione e coesione;
  • salute.

Ognuna di queste missioni vede continuità attraverso lo sviluppo di una serie di competenze specifiche, che si attueranno a loro volta attraverso gli investimenti economici e le necessarie riforme amministrative.
L’introduzione della banda larga, sull’intero territorio italiano dovrà, mediante la digitalizzazione, rilanciare l’efficientamento della Pubblica Amministrazione, dando contestualmente nuovo impulso anche alle imprese.
Si delinea un Paese in cui lo Stato avrà un volto nuovo, dove le Pubbliche Amministrazioni e gli Enti Locali dovranno raggiungere un livello di efficienza digitale, dematerializzando moduli, fogli ed eliminando le interminabili file agli sportelli. Almeno 40 miliardi sono destinati alla digitalizzazione e all’innovazione, sia delle Pubbliche Amministrazioni che del sistema produttivo privato.
Draghi ha annunciato anche quali infrastrutture saranno finanziate asserendo che una parte cospicua delle risorse è diretto al Sud del Paese con stanziamenti, entro il 2032, di ulteriori 26 miliardi da destinare alla realizzazione di opere specifiche quali la linea ferroviaria ad Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, che diventerà finalmente una vera alta velocità, poiché la crescita del Mezzogiorno rappresenta l’aspetto prioritario trasversale al Piano.
«Il potenziale del Sud in termini di sviluppo, competitività e occupazione – ha detto Draghi, – è tanto ampio quanto è grande il suo divario dal resto del Paese. Non è una questione di campanili: se cresce il Sud, cresce anche l’Italia». Gli interventi su economia circolare, transizione ecologica, mobilità sostenibile e tutela del territorio e delle risorse idriche, destinano al Mezzogiorno 23 miliardi. «A questi investimenti si accompagnano la riforma e rimodulazione delle Zone Economiche Speciali e un robusto finanziamento della loro dotazione infrastrutturale, pari a oltre 600 milioni di euro.»
Nel PNRR, si punta alla tanto attesa riforma della Giustizia, affrontando i nodi strutturali del processo civile e penale che, nonostante i progressi degli ultimi anni, permangono tuttora caratterizzati da ritardi a dir poco eccessivi. In media sono necessari oltre 500 giorni per concludere un procedimento civile in primo grado, a fronte dei circa 200 giorni prevedibili, per esempio, in Germania. Il Piano rivede l’organizzazione degli uffici giudiziari e crea l’Ufficio del processo, una struttura operativa a supporto del lavoro del magistrato. Nel campo della giustizia civile si semplifica il rito processuale in primo grado e in appello e si dà definitivamente attuazione al processo telematico, come richiesto nei mesi scorsi dal Senato. Il Governo Draghi, intende ridurre l’inaccettabile arretrato presente nelle aule dei tribunali e creare i presupposti per evitare che se ne possa formare di nuovo, arrivando a ridurre i tempi dei processi del 40% per il settore civile e almeno del 25% per il penale.
Il Piano prevede, inoltre, circa 400 milioni destinati a favorire l’imprenditorialità femminile, stanziando oltre 1 miliardo per la promozione delle competenze in ambito tecnico scientifico.
Dei fondi del Piano, inoltre, «1,8 miliardi vanno ad accrescere la competitività delle imprese turistiche, di cui una parte importante è destinata a incentivare la creazione di nuove imprese da parte degli under 35 anni e 600 milioni di Euro andranno a rafforzare il sistema di istruzione e formazione, rendendolo più in linea con l’attuale mercato del lavoro. Questo intervento intende agevolare l’occupazione giovanile e allo stesso tempo viene incontro alle esigenze delle imprese in termini di acquisizione di nuove competenze.
«Il Piano – ha comunicato ancora Draghi in Parlamento, – destina 82 miliardi al Mezzogiorno su 206 miliardi, secondo il criterio del territorio, per una quota dunque del 40% con una forte attenzione all’inclusione di genere e al sostegno per i giovani. Draghi ha sottolineato che «se si tiene conto solo del Recovery Fund e del Fondo Complementare, la quota dei progetti verdi è pari al 40% del totale, quella dei progetti digitali il 27% per cento.
Un’altra misura annunciata da Draghi è il potenziamento del «Servizio Civile Universale» per i giovani tra i 18 e i 28 anni, al quale sono destinati 650 milioni per il periodo 2021-2023. «Si tratta di una forma di cittadinanza attiva che è, allo stesso tempo, uno strumento di formazione e un motore di inclusione e coesione sociale. I giovani possono orientarsi rispetto allo sviluppo della propria vita professionale e, allo stesso tempo, rendere un servizio nobile alla propria comunità e all’Italia.
«Tra le altre misure legate all’istruzione – ha detto ancora Draghi – ribadiamo la centralità dello sport nel percorso formativo dei ragazzi e delle ragazze. Il Piano dedica un miliardo alle strutture sportive per i giovani, in parte dedicato a nuove palestre e attrezzature sportive nelle scuole, in parte a rafforzare il ruolo dello sport come strumento di inclusione sociale e di contrasto alla dispersione scolastica e sociale.»
Il PNRR illustrato da Mario Draghi alla Camera dei Deputati destina poi «importanti risorse» alle infrastrutture sociali, funzionali alla realizzazione di politiche a sostegno delle «famiglie, dei minori, delle persone con gravi disabilità e degli anziani non autosufficienti». A queste si affiancano altre misure per la riqualificazione dei tessuti urbani più vulnerabili come le periferie, le aree interne montane del Paese.
La maggior parte delle risorse del PNRR andrà alla Rivoluzione Verde e alla Transizione Ecologica, vale a dire in direzione di una agricoltura sostenibile, verso un’economia circolare in cui la transizione energetica, la mobilità sostenibile, l’efficienza energetica degli edifici e delle risorse idriche prevede la dotazione complessiva più cospicua tra le sei missioni proposte, attraverso quasi 70 miliardi di investimenti.

Foto: thesocialpost.it

Maria Concetta Vallotta

Redazione

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