Attualità

L’appello di Carlo Tansi: “Le istituzioni non dimentichino i lavoratori dello spettacolo”

Di Carlo Tansi

La disattenzione nei confronti degli operatori dello spettacolo mi preoccupa e mi indigna, perché è il segno di un Paese e di una regione come la Calabria che non vuole ripartire dallo sfruttamento della sua grande bellezza, dei tanti tesori che possiede, come peraltro amo ripetere spesso giocando con le parole e citando quindi il nome del nostro movimento e del gruppo social ad esso collegato.
Della bellezza di cui parlo sono parte integrante anche una cultura e un’arte millenaria che però, disse superministro del passato “non servono a farsi un panino”. Una frase, come ovvio, molto criticata e in parte persino ritrattata dallo stesso uomo di Governo che la pronunciò ma che invece, mi pare, si sia riflettuta nelle decisioni di quanti hanno governato non soltanto ai suoi tempi, ma anche dopo.
Questo rappresenta tuttavia una sconfitta per tutti, dal momento che arte e cultura non costituiscono unicamente un volano di sviluppo sotto il profilo socioeconomico, ma anche un nutrimento per l’anima. Detto ciò, non posso tuttavia dimenticare la situazione che stanno vivendo, da oltre un anno ormai, i tanti lavoratori di un settore come lo spettacolo. Gente ritrovatasi dall’oggi al domani senza una fonte di guadagno per sostentarsi.
Intere famiglie, anche abituate ad avere un buon tenore di vita malgrado lo scarsissimo interesse manifestato nei loro confronti da parte di chi detiene il potere politico, finite improvvisamente con le gomme a terra. Donne e uomini che io ho incontrato più volte, che mi hanno elencato una serie di problemi. Lacune e gap che si sarebbero potuti colmare impiegando le risorse pubbliche riservate a tale settore nel modo migliore. Fatto che non è praticamente mai successo.
Basti pensare a quanto letto di recente sugli organi di stampa locali, che hanno come ovvio messo in risalto la crisi patita dal comparto dello spettacolo, ma soffermandosi sulla disparità di trattamento nell’assegnazione delle risorse fra Nord e Sud. Dati diffusi da strutture come l’Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno, che mi portano ancora di più a schierarmi a fianco di questi operatori per cui l’ultima speranza per ripartire di slancio deriva dal buon impiego dei fondi del Recovery Fund, con ogni probabilità l’ultimo treno per salvare un settore chiave. Un comparto che, come ho premesso, non è fondamentale solo per il fatturato prodotto, ma anche e soprattutto per quanto di geniale, divertente e meraviglioso, regala a tutti noi.

Foto: rainews.it

Redazione

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