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CronacaReggio Calabria

Omicidio Cordì: la strana ricerca di notizie online

È la sera di San Martino, l’11 novembre del 2019. Vincenzo Cordì scompare. Passa del tempo prima di denunciarne la scomparsa ai Carabinieri. Subito dopo gli inquirenti attivano la macchina delle ricerche. Il 13 novembre un passante scopre una macchina incendiata a San Giovanni di Gerace, nei pressi di una fonte, La Scialata. All’interno si troverà il cadavere di Vincenzo. Un uomo alto e robusto, di quelli che se lo incontri di notte e non lo conosci fa paura. Ma Vincenzo era una persona buona. Quell’uomo svanisce nel nulla e, mentre si attendono risposte, ecco che dall’account dell’allora compagna parte una ricerca su internet. Chi lo ha fatto ha ritenuto di dover cercare su alcuni siti della Locride, quelli che portano notizie di cronaca insieme ad altre di carattere generalista, non solo l’ultima ora ma anche la cronaca di San Giovanni, che di certo non è uno dei Paesi del territorio dove si potrebbe solo immaginare che possa avvenire un crimine, anche solo per la laboriosità dei suoi cittadini. Eppure c’è chi è interessato il 12 novembre, a capire se da quello splendido luogo della Locride, famoso per avere uno dei più bei Santuari Mariani della Calabria, sia stata lanciata o meno una notizia di cronaca.
Passerà un giorno ancora affinché gli investigatori apprendano che effettivamente nel territorio di quel Comune si trova il cadavere di Vincenzo Cordì.
Quella strana ricerca di notizie online è solo suggestione o potrebbe nascondere altro?
Fatto sta che, anche non volendo essere di parte, il dubbio rimane su quell’interesse di apprendere notizie da un posto sconosciuto a molti e frequentato per interessi specifici, e in questi no ricadono fatti di cronaca nera di una certa efferatezza, almeno fino a quel momento.
Le indagini dei Carabinieri, coordinati dalla Procura di Locri, hanno individuato quella ricerca online e l’hanno rappresentata nel corso del processo per l’omicidio di Vincenzo Cordì, in corso davanti alla Corte di Assise di Locri.
Le difese hanno replicato alla tesi accusatoria a iniziare dall’avvocato Menotti Ferrari, che ha preso in mano la difesa di Susanna Brescia. Insieme a lui sono intervenuti anche gli avvocati Francesco Macrì e Giovanna Palermo in difesa di Giuseppe Sfara, Girolamo Curti per la posizione di Giuseppe Menniti, e l’avvocato Antonio Ricupero per quella di Francesco Sfara.
Invece l’avvocato Rocco Guttà rappresenta i famigliari di Vincenzo Cordì, che sono parte civile nel processo che riprende a metà luglio.

Foto: veronasera.it

Oὐδείς

Oὐδείς (pronuncia üdéis) è il sostantivo con il quale Ulisse si presenta a Polifemo nell’Odissea di Omero, e significa “nessuno”. Grazie a questo semplice stratagemma, quando il re di Itaca acceca Polifemo per fuggire dalla sua grotta, il ciclope chiama in soccorso i suoi fratelli urlando che «Nessuno lo ha accecato!», non rendendosi tuttavia conto di aver appena agevolato la fuga dei suoi aggressori. Tornata alla ribalta grazie a uno splendido graphic novel di Carmine di Giandomenico, la denominazione Oὐδείς è stata “rubata” dal più misterioso dei nostri collaboratori, che si impegnerà a esporre a voi lettori punti di vista inediti o approfondimenti che nessuno, per l’appunto, ha fino a oggi avuto il coraggio di affrontare.

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