Attualità

Ripartizione del Recovery Fund: la CE risponde a Cerra, Longo e Tansi

Dall’Ufficio Stampa Tesoro Calabria

Il 15 luglio la Commissione Petizioni dell’Unione Europea ha ascoltato gli eurodeputati Rosa D’Amato, Piernicola Pedicini e Ignazio Corrao, ed il sindaco di Acquaviva delle Fonti, Davide Carlucci, in qualità di autori di petizioni, lettere e interrogazioni all’Unione Europea.
Le conclusioni dei componenti della Commissione Petizioni sono state quelle di tenere aperta la petizione presentata da Carlucci in rappresentanza di sindaci, associazioni e movimenti, in contrasto con la posizione della Commissione Europea che ha difeso la sua approvazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza presentato dall’Italia. Con le stesse motivazioni, consistenti nel fatto che il Recovery Fund non prevede una ripartizione dei fondi a livello regionale, l’Unione Europea ha risposto per iscritto alla lettera inviata lo scorso 4 giugno alla Commissaria Elisa Ferreira e al Direttore Generale Marc Lemaitre da Rosella Cerra e Roberto Longo, e sottoscritta anche da Carlo Tansi. La risposta in particolare è arrivata dalla Commissione Affari Economici e Finanziari a firma del capounità per l’Italia e Malta Paul Kutos. La lettera contiene le stesse risposte date all’audizione della mattinata, citando il famoso 40% che è previsto per il Sud Italia, ma che recentissimi studi di economisti di fama hanno messo in dubbio, in quanto la percentuale scenderebbe fino al 10% circa.
Noi non condividiamo le loro risposte perché non crediamo per nulla che una maggiore concentrazione di risorse al Centro-Nord possa avere ripercussioni positive anche al Mezzogiorno, perché non ha mai funzionato così. Lo abbiamo dimostrato allegando alla lettera studi e considerazioni. Si avrà solo un aumento delle disuguaglianze e dell’indebitamento.
Il lato positivo è che si è creato un dialogo con la Commissione e il Parlamento Europeo, dialogo invece difficile con il Governo italiano.
Pertanto non intendiamo abbassare la guardia e continueremo ad assumere tutte quelle iniziative che, a partire dalla ormai famosa petizione nº 748/2015 da noi presentata di persona a Bruxelles, nella quale chiedevamo e abbiamo ottenuto l’applicazione della clausola del 34% dei fondi dello Stato, stanno cambiando, dal basso, la storia delle regioni meridionali.

Redazione

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