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Costume e Società

Scuola, a Gerace una classe da 31 alunni: l’indignazione di Giuseppe Cusato

Dal Presidente del Consiglio di Istituto Comprensivo Cinque Martiri di Gerace Giuseppe Cusato

A seguito della formazione delle classi negli Istituti Comprensivi, che è normata dal Decreto Legge 81/2009 convertito successivamente in Legge e, in particolare, dall’articolo 11, che stabilisce il numero massimo e minimo di componenti di una classe prima di scuola secondaria di primo grado, gli uffici scolastici del Ministero dell’Istruzione stabiliscono l’assegnazione degli insegnanti. Nel caso che coinvolge l’Istituto Comprensivo Cinque Martiri di Gerace gli uffici del MIUR di Reggio Calabria e Catanzaro, di fatto, hanno superato la norma approvata dal governo nel 2009, costituendo una classe prima di 31 alunni.
Fatto salvo che il sottoscritto Giuseppe Cusato, nella qualità di Presidente del Consiglio di Istituto, conoscendo tale materia rimane allibito e sconcertato dinanzi a tale decisione, sopraggiunta malgrado la Direzione Didattica di Gerace abbia tentato invano di risolvere richiedendo più volte lo sdoppiamento previsto per legge, che mai è stato considerato dagli uffici competenti del MIUR di Reggio Calabria, cosa più sconcertate è la decisione di non aver comunicato la decisione di formare tale classe in questo Istituto.
Ritengo che in questo caso specifico si superi anche il concetto negativo di classi pollaio, cosa che accade per di più in un contesto di emergenza da Covid-19, in relazione al quale non si fa altro che ripetere che “non si debbono fare assembramenti” per poi formare classi che non è possibile né gestire dal punto di vista didattico né tutelare dinanzi al pericolo di un virus ad alta incidenza letale.
È assurdo che vi siano classi inferiori ai parametri stabiliti dal Decreto Legge sopra citato, di cui la provincia di Reggio Calabria è piena, mentre a Gerace si parte con una classe di 31 ragazzi.
Ho provveduto a estrarre copia della documentazione, che peraltro riguarda quasi esclusivamente relazioni e comunicazioni della Direzione Didattica dell’Istituto Cinque Martiri di Gerace alle quali non vi è stata alcun a risposta e considerazione da parte degli organismi superiori. Condotta che appare deplorevole.
Sarà mia cura informare e inviare gli atti e la documentazione anche al Presidente della Città Metropolitana e al Presidente della Regione Calabria appena tali documenti saranno a mia disposizione.
Alla vigilia dell’apertura dell’anno scolastico la situazione sembra senza una via d’uscita. A questo punto è chiaro che le strade e i tempi ristretti saranno decisivi come i passi che personalmente, ma a nome anche dei genitori, intendo intraprendere.
A questo punto ritengo che vi siano tutte le condizioni di porre la questione direttamente al Ministero della Pubblica Istruzione e ai suoi Uffici Ispettivi, affinché intervengano con la massima celerità e pongano fine a questo stato di cose.
Altresì sarà mia premura chiedere al Prefetto di Reggio Calabria un incontro immediato per rappresentare la condizione a cui i 31 alunni sono stati e saranno sottoposti nello svolgere le lezioni, al quale rappresenterò la situazione assieme all’Amministrazione di Gerace, che ho già informato dei particolari di questa vicenda.
Faccio presente che avrei preferito non intraprendere questa azione, adottata solo ed esclusivamente nell’interesse dei 31 alunni. Chi mi conosce sa bene che è mia intenzione andare fino infondo, se sarò costretto. Anche a costo di trovare attraverso gli stessi canali della politica la giustizia sociale e didattica che meritano i ragazzi dell’Istituto Comprensivo Cinque Martiri di Gerace, che peraltro è considerato istituto altamente disagiato per via della vastità di territorio montano in cui opera, che abbraccia i Comuni di Canolo e Antonimina.

Redazione

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