Costume e SocietàLetteratura

Cosa aspettarsi da “Templari – Alla ricerca del Libro dei morti”

Di Liliana Alfano

Templari di Francesco Cesare Strangio narra del viaggio di quattro Cavalieri Templari nella terra dell’antico Egitto con lo scopo di recuperare il Libro dei morti: elemento essenziale per il percorso del Faraone nel mondo dell’invisibile.
Perché narrare qualcosa che appartiene a un mondo apparentemente scomparso?
Oggi, era telematica in cui tutto è spontaneo e semplice, questa operazione potrebbe apparire di difficile comprensione o, ancor peggio, inutile.
A differenza di altre opere, il romanzo storico riguarda la conoscenza del passato, che non può indagare il proprio oggetto in via sperimentale. Lo storico deve, perciò, sforzarsi di rivivere il passato per poterlo raccontare. In questo senso dobbiamo ricordare l’affermazione di Benedetto Croce, secondo cui “Ogni storia è storia contemporanea”, ma anche sottolineare che lo storico non deve compiere l’errore di applicare al passato il concetto e il valore di oggi.
La Memoria di ciò che è stato in tempi remoti è affidata alla narrazione orale di testimoni, documenti scritti, monumenti e/o altro tipo di traccia lasciata dagli esseri viventi nel tempo: quindi il fine ultimo non è solo conoscere il quando, il come e il perché, ma soprattutto il concatenarsi degli eventi con i fatti di cui si viene a conoscenza. Ecco perché ogni generazione di storici si pone problemi diversi in epoche diverse: ogni affermazione deve essere sostenuta da prove e nulla può essere inventato. Ha valore soltanto la fonte storica. Pertanto il concetto generale di cultura e, più in particolare, quello del patrimonio storico, si racchiude nel complesso dei modi di vita, degli usi, dei costumi, delle organizzazioni sociali e famigliari, delle credenze dello spirito e dei valori che si trovano in ogni raggruppamento sociale; così nasce, come settore particolare, la storia dell’era dei Cavalieri Templari.

Storia dei Templari

Le origini dei Cavalieri Templari si possono capire solo se si conosce e analizza la Storia della Prima Crociata, guidata dal famosissimo Goffredo di Buglione.
Nel 1095, Papa Urbano II, al Concilio di Clermont, incita le genti alla guerra agli infedeli e in molti, di tutti i ceti sociali (commercianti, poveri, nobili,  cavalieri e principi) vi presero parte. La Prima Crociata riuscì a liberare Gerusalemme, quindi lo scopo fu spirituale e non economico, ma, dopo la riconquista, molti Crociati, avendo ridato a tutti i cristiani la possibilità di tornare a pregare in Terra Santa, ritornarono in Europa lasciando la città quasi senza protezione.
Proprio in questo momento iniziò la leggenda dei Cavalieri Templari.
I fondatori furono nove, guidati da Hugues De Payns, che assunse il ruolo di Primo Gran Maestro.
Essi partirono dalla Francia per la Terra Santa con lo scopo di difendere i Pellegrini dagli attacchi dei Musulmani, ma anche di trovare le Antiche Reliquie dei Poteri Immensi (l’Arca dell’Alleanza e il Santo Graal).
All’inizio furono chiamati Poveri Cavalieri di Cristo, per quel tempo un Ordine Rivoluzionario.
Infatti, i Ceti Sociali dell’epoca si dividevano tra:

  1. bellatores (coloro che combattono);
  2. oratores (coloro che pregano);
  3. laboratores (coloro che lavorano).

I Cavalieri Templari, invece, unirono la Mansuetudine del Monaco alla Forza del Guerriero.
I Templari rispettavano tre voti (obbedienza; povertà e castità) ai quali se ne aggiungeva un quarto, quello cioè di stare in armi; essere, dunque, combattenti armati.
I nove Cavalieri, nel 1119, si presentarono al Re di Gerusalemme, Baldovino II, dichiarando di essere disposti a proteggere i pellegrini e controllare le strade della città.
Erano coperti soltanto da un Mantello Bianco senza fregi e senza armature, per questo il Gran Maestro Hugues de Payns disse al Re che non erano le vesti a rendere forti e coraggiosi i monaci cavalieri, ma il loro cuore.
Il re, dopo averli ascoltati, assegnò ai cavalieri, come quartier generale, un’ala del monastero fortificato di Nostra Signora di Sian, accanto a quello che era stato il Tempio di Salomone.
I cavalieri iniziarono a controllare e proteggere Gerusalemme come avevano promesso e il re, soddisfatto del loro operato e con l’aumentare del loro numero, dopo poco tempo trasferì il quartier generale in tutta l’area del Tempio, cioè tra la  Moschea della Roccia e la Moschea di Al-Aqsa.
Da qui presero il nome di Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme, abbreviato in Templari, e misero una croce rossa sul proprio mantello. Essi difesero Gerusalemme fino alla morte e, col loro esempio, anche altri ordini monastici presero le armi, come i Cavalieri Teutonici, i Cavalieri di San Giovanni (detti Ospitalieri) e, oggi, i Cavalieri dell’Ordine di Malta che, già esistenti, non avevano il voto delle armi, ma si occupavano prevalentemente di feriti, invalidi e pellegrini.
I Cavalieri Templari difesero Gerusalemme partecipando anche alla 2ª e alla 3ª Crociata per la Terra Santa. Ma fu proprio con la Caduta del della città, il 6 aprile 1291, nella quale morirono circa 150 Templari all’esito dell’assedio della loro Fortezza di San Giovanni d’Acri da parte dei Musulmani, che sarebbe cominciato il declino dell’Ordine.
Nel 1303 i Cavalieri Templari tornarono in Francia ma, durante i due secoli di permanenza in Terra Santa, avevano perso circa 1.200 Cavalieri e ben sette Gran Maestri. L’ultimo Jacques de Molay (al tempo in cui si svolgerà la nostra avventura Templari – Alla ricerca del libro della morte), rientrò in Francia proponendosi di rendere più forte l’Ordine, portando con sé il Tesoro dei Templari accumulato in Terra Santa. In Francia, infatti, i Monaci/Cavalieri, oltre a occuparsi di attività agricole, diventati ricchi, gestivano con grande competenza e profitto il tesoro economico accumulato, fino a costituire un vero e proprio Sistema Bancario.
Tanta potenza e ricchezza scatenarono l’invidia del Re di Francia Filippo IV, detto Il Bello, fino a determinare, con l’aiuto e l’inettitudine di Papa  Clemente V, trasferitosi col Papato a Parigi, la fine dell’Ordine dei Cavalieri Templari. Alla base del complotto per eliminarli ci sono prestiti di denaro che i Cavalieri concessero al Re di Francia per le sue guerre contro gli aragonesi, gli inglesi e i fiamminghi. Per non restituirli, Filippo IV pensò bene di eliminare l’Ordine e impossessarsi dei loro beni. Istituì, così, un Processo Farsa per Eresia contro i Cavalieri Templari che durò sette anni (1307 – 1314).
Il Gran Maestro e i Cavalieri speravano nella protezione del Papa Clemente V, ma ciò non avvenne e, nel 1312, l’Ordine fu sciolto. Il Gran Maestro, Jacques de Molay e Goffredo de Charnay (custode della Sacra Sindone) furono condannati al rogo, sul quale salirono il 18 marzo 1314, all’ora del Vespro.

Foto: focus.it

Redazione

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