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Reggio Calabria: domani all’alba il primo appuntamento della nuova edizione dell’Ecojazz Festival


Edil Merici

Dall’APS Zefiro

Riparte con inaspettato entusiasmo, contrariamente a quanto in modo pessimistico ipotizzato, la 31ª edizione del Festival Ecojazz per non dimenticare dedicato alla memoria di Antonino Scopelliti e di tutte le vittime per la giustizia. Dopo le due ultime edizioni covidiane, gestite in modo alquanto temerario per amore della continuità di una iniziativa che ha voluto mantenere sempre viva la sua funzione ed essere frutto d’impegno e abnegazione, l’associazione Art Blakey, ideatrice del festival e di altre attività legate al tema della legalità così come deciso dai pellaresi della Nuova Resistenza che, all’indomani dell’assassinio del Giudice Scopelliti e poi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, hanno dato il via ad una programmazione di progetti finalizzati a trasmettere nel tempo con una forte eco alle nuove generazioni l’esempio delle vittime per la giustizia nel nome di una legalità necessaria per lo sviluppo democratico delle società conservandone la loro memoria storica. Quindi Ecojazz non è una fucina per fare conoscere questa musica che più di altre espressioni artistiche rappresenta i valori della libertà, della solidarietà, della diversità, della pace. Certamente è anche questo e lo sta a dimostrare il progetto La storia di un bambino scalzo e la sua tromba – Louis Armstrong che negli anni ha coinvolto oltre mille bambini delle scuole elementari di Reggio Calabria e provincia. O anche quello sulla frase scolpita sulla stele al Giudice Scopelliti della Piazza Vittorio Veneto di Pellaro, eretta proprio dai pellaresi della Nuova Resistenza: “Io non ho paura delle urla dei violenti, ho paura del silenzio degli onesti” di Martin Luther King che ha coinvolto oltre mille bambini della scuola media sempre di Reggio e provincia. E, per finire: Louis Armstrong dentro e fuori dal grande schermo in alcune scuole superiori della città. Progetti costruiti sapientemente dall’associazione con il contributo di importanti musicologi. Progetti che senza nominare mai la parola razzismo o diversità hanno lasciato un segno educativo profondo nei partecipanti difficile da cancellare. Menzioniamo, per andare sempre in questa direzione di lotta al razzismo, l’iniziativa che ha visto a Reggio Calabria il Ministro per l’immigrazione Cécile Kyenge ritirare il Riconoscimento donna fuori dagli abissi istituito proprio dall’associazione Art Blakey. E ancora: le undici edizioni di Obsession Jazz per La giornata Internazionale della Musica Jazz istituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura e via discorrendo. Centinaia di musicisti la cui elencazione sarebbe troppo lunga, noti in tutto il pianeta, hanno calcato il palco di Ecojazz. V’è stato in questo percorso, affrontato sempre temerariamente, la soddisfazione di avere avuto conferito dalla Fondazione Antonino Scopelliti il premio 2020 impegno sociale. Dopo il Parco Ecolandia, che si ringrazia per i fattivi contributi di collaborazione, a dare nuova linfa a questa 31ª edizione, è l’associazione Zefiro. Per queste motivazioni a supporto del festival mai l’associazione Art Blakey ha chiesto alle istituzioni corsie privilegiate per contributi in bilancio e quant’altro. Tutt’altro! Oggi, con molta umiltà e dedizione, offriamo al Comune di Reggio Calabria e alla Città Metropolitana, la gestione diretta di Ecojazz Festival come patrimonio della città. Per noi una doverosa collaborazione per l’enorme esperienza maturata in tutti questi anni.
E il primo appuntamento di questa tanto attesa manifestazioni e all’alba di domani, martedì 9 agosto quando, alle ore 4:30, dalla Rotonda 8 Marzo di viale Falcomatà, a lanciare invitanti note di richiamo alla Fata Morgana perché esca dal profondo degli abissi dello Stretto ai primi albori del nuovo giorno con tutto il suo fascino per sedurre il barbaro selvaggio e punirlo per la sua ingordigia, così come ci racconta la leggenda, sarà un’artista caratteristico. Anais Drago, violinista a 360°, vincitrice del Top Jazz 2021 nuove proposte indetta dalla rivista internazionale Musica Jazz. Anais spazierà dal Jazz al Rock alla Word Musica e sembra in questi giri tortuosi acqua che bolle in pentola che schizza dappertutto.
«Amo il Jazz e l’improvvisazione perché sono il contrario di me». E questa sua dichiarazione, che recita volentieri sempre quando viene intervistata, ci dice che lo spettacolo è assicurato. Resta solo da vedere che dice la mitica Fata dello Stretto.


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