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Costume e Società

A Locri un incontro per discutere con gli studenti di violenza di genere


Edil Merici

Lunedì sera, a Locri si è tenuto un interessante incontro per discutere della violenza di genere e delle problematiche connesse. La parola al centro è stato il tema dell’incontro aperto dall’assessore Domenica Bumbaca. Vi hanno preso parte la dirigente del Liceo Classico Oliveti di Locri Carla Maria Pelaggi e la vicepreside del Mazzini di Locri Girolama Polifroni. Hanno relazionato la docente del Liceo Classico Annamaria Mittica e quella dei licei Mazzini Federica Malara, il magistrato Olga Tarzia e la psicoterapeuta e scrittrice Filomena Drago. Molti gli interventi del pubblico che si è emozionato nell’ascoltare alcuni approfondimenti letti dagli studenti dell’Oliveti e del Mazzini. Tra gli scritti anche quello a firma di Giada Mollace Vasu, che vi proponiamo di seguito.

Ho avuto modo, l’anno scorso, nel mese di Maggio, di incontrare la psicoterapeuta Filomena Drago, in occasione della presentazione, presso il Liceo “Mazzini” di Locri, del suo ultimo libro “Sono Sbagliata”. Ero piuttosto curiosa di conoscere la dottoressa Drago, perché avevamo già letto degli estratti del libro durante le ore del Programma Operativo Nazionale di scrittura che frequentavo e ne ero rimasta molto colpita, sia per l’argomento affrontato sia per la particolarità dello stile. Personalmente ho trovato l’incontro molto stimolante, perché mi ha dato modo di riflettere su una tematica di grande attualità, ovvero la violenza di genere, fenomeno che non è andato attenuandosi nel tempo ma è aumentato, e continua a farlo, a dismisura. Ciò, a mio avviso, dimostra ancora la presenza fortemente radicata di pregiudizi sull’universo femminile e di una scarsa, o addirittura inesistente sensibilizzazione della società sull’argomento. Sono i fatti, purtroppo, a parlare chiaro: nel 2022, ogni tre giorni, una donna è stata uccisa da un ex compagno e non solo. Uomini che non hanno accettato la fine di una relazione, ma anche padri troppo gelosi e legati al proprio modo di pensare, specchio talvolta di una cultura troppo rigida che considera la donna come un oggetto o una “proprietà”, come nel caso di Saman Abbas, la diciottenne pakistana scomparsa a Reggio Emilia dopo essersi opposta a un matrimonio combinato. Fra i fatti di cronaca più recenti possiamo citare, per esempio, anche la morte della giovane Masha Amini, arrestata dalla polizia morale a Teheran e poi massacrata presumibilmente per aver indossato male il velo. Ecco… di fronte a tutti questi episodi è più che mai urgente una riflessione generale ed è necessario che si attivino il più possibile campagne di sensibilizzazione riguardo ogni tipo violenza verso il genere femminile. In queste azioni di sensibilizzazione e prevenzione, ritengo che sia fondamentale coinvolgere i giovani poiché dovremmo essere proprio noi le fiaccole di un futuro prossimo e delle generazioni a venire; in particolar modo, è essenziale sensibilizzare noi ragazze con l’obiettivo di renderci più consapevoli e pronte a comprendere e denunciare comportamenti sbagliati o tossici da parte del genere maschile. Questa campagna deve avere come strumento fondamentale la voce. La voce di tutte noi: bambine, ragazze, donne, pronte a tutto pur di evitare il ripetersi di soprusi psicologici e fisici. Dunque, è fondamentale organizzare incontri con specialisti e colloqui nelle scuole, coinvolgendo persone preparate e in grado di affrontare l’argomento com’è stato fatto nel caso della dottoressa Drago; incontri indirizzati alle ragazze per i motivi di cui ho già parlato, ma anche ai ragazzi, perché devono rendersi conto che la mentalità secondo cui l’uomo è superiore alla donna è sbagliata e perché possano comprendere quale sia il modo più corretto per crescere e rivolgersi a una donna. A mio parere, oltre ai consigli degli esperti, sarebbe utile l’incontro diretto con vittime della violenza, poiché le parole e i consigli di chi ha subito in prima persona tale esperienza, come per esempio una madre che ha perso un figlio per i comportamenti tossici del proprio compagno, sarebbero così schietti e reali da arrivare dritti al cuore di chi ascolta. Inoltre, è fondamentale la collaborazione tra ragazze: dobbiamo essere solidali l’una con l’altra e, nel momento in cui capiamo che una nostra amica si trova coinvolta in una relazione sbagliata, che l’annulla completamente, dobbiamo agire in modo morigerato, senza imporle subito di denunciare, perché, magari, per diversi fattori otterremo un allontanamento da noi, per timore del giudizio o perché la persona interessata è troppo coinvolta sentimentalmente per vedere la realtà. Bisogna piuttosto agire con delicatezza, cercando di renderla consapevole di come la sua vita le stia sfuggendo di mano e arrivare pian piano a consigliarle di farsi supportare da una persona competente, magari uno psicologo in grado di farla uscire gradualmente da quella situazione. È stata proprio la figura di Rosa, protagonista del libro “Sono sbagliata” a farmi comprendere quante Rosa ci siano nel mondo e quanto sia importante intervenire nel modo opportuno, aiutandole a non sentirsi mai più sbagliate per un amore che amore non è. Chi ti ama ti fa sbocciare e non appassire, volare e non cadere sul cemento; tira fuori la parte migliore di te e ti fa vivere e non sopravvivere. Quante Rosa non sono mai state ascoltate ma solo criticate e svilite; e quante di loro sono appassite nelle tenebre di un amore malato. Dobbiamo parlare e confrontarci su questo argomento, perché chi tace acconsente a questo scempio ed è complice di chi maltratta e uccide le donne. La parola e non il silenzio deve regnare e stare al centro di ogni istante dedicato all’argomento. Solo così forse, un giorno, potremo cambiare insieme le cose.
Giada Mollace Vasu


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