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Politica

Vincenzo Speziali scrive a Nicola Fiorita: “Per il bene di Catanzaro, dimettiti”


GRF

Di Vincenzo Speziali

Nicola, iniziare con il consueto caro (un aggettivo prodromico di comune utilizzo) nel caso di specie sarebbe un pleonasma inutile, e anche mistificatore, pur se ciò mi fa soffrire. Parecchio, pure!
La verità è quella che ti ho sempre detto, nei nostri discorsi, allorquando ci vedevamo di mattina presto al Forno Costanzo, oppure parlavamo, sempre a orari di inizio giornata, che dal giurista Raffaele Serò sarebbero definiti “da canto del gallo”.
Ormai è sotto gli occhi di tutti (persino un cieco, può accorgersene e condividere), quanto e come Catanzaro sia in ginocchio!
Nico’, hai sbagliato, dal primo giorno, e io ho avuto una pazienza infinita, illimitata, come non mai e come pochi.
Io non nascondo nulla e se schernisco è solamente perché il sottoscritto è la politica e tu e i tuoi accoliti mi ricordate quanto bene e quanto giuste fossero le parole del Marchese del Grillo, mentre saliva in carrozza e, irridendo gli astanti, diceva: «Io so io e voi nun siete…» Ecco, “se semo capiti”, per dirla alla romana!
Purtroppo, sei tu a non aver compreso, a non aver apprezzato, ma lo dico, assumendomi la colpa di ciò, perché io, ammorbato da un sentimento amicale, condizionato oltremodo dalle parole lecite, affettuose, premurose, tuttavia oltremodo illuse (in quanto essi stessi poi da te, successivamente, a loro volta illusi!) di Franco Cimino e Jasmine Cristallo (per non menzionare i tuoi stessi ragionamenti!), ho accettato di sostenerti, ben sapendo ciò che rappresentavi.
Ho sperato, mi sono battuto, ho persino (sempre d’accordo e concordandolo assieme!) infilato in questa baraonda una persona perbene qual è Antonello Talerico, pur riconoscendo, al pari di come ha fatto Domenico Tallini, le sue criticità (con te mai nascoste e delle quali sorridevi, come da evidenze in mio possesso!) e non comprendendo fino a che punto tu oggi gli sia sincero (basandomi sulla mia esperienza personale e su come ti sei rimodulato ai miei occhi).
No, Nicola, la mia delusione, che paleso a mezzo stampa, non è dovuta a un risentimento personale (sai quanto me ne importa? Non avere più rapporti amicali con te che ho riscontrato non essere tale, non è una perdita) ma dico ciò che dico, con sincere scuse a una città per la quale intendo battermi, a fronte di tutto lo sconquasso che in appena 6 mesi scarsi, hai e avete fatto.
Io mi prendo le responsabilità, perciò farò ogni cosa che consente la politica (quella sana, quella prova, quella vera e che rappresento, in modo disinteressato, dal punto di vista personale) proprio per correggere questa anomalia e impostura (discutibilmente pseudoamminnistrativa) che viene rappresentata da voi tutti e tu in primis, se non altro benissimo, almeno in questo lo fate bene, il  che però, purtroppo, è un aspetto deleterio, non encomiastico, quindi disdicevole, certamente non un valore.
Per la liquidità di cassa, hai chiesto anticipazioni con delibere e non sappiamo se il tutto ha avuto pregevole o lodevole beneficio (molti, però, hanno un’idea ben precisa); si è inevasa la procedura per i ristori (attraverso il bando ministeriale) che avrebbe alleviato disagi di molte famiglie; glisson sui pontili; fiction sui ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale (per di più a fronte di annunci non consequenziali, che comunque in politica non sono ammissibili) e persino Roberto Occhiuto ha avuto ennesimo gioco facile per sbertucciare te e la tua Giunta; assenza totale nell’autorevole conduzione della rappresentanza di istanze ai tavoli in difesa della Città (che per altro ti avevo pure proposto di fare e ti avevo dato anche disponibilità disinteressata a organizzare, sempre da evidenze in mio possesso!); c’è da continuare ancora?
Non credo, pur potendolo, in quanto sarebbe giusto ricordarti, in ultimis, l’eccepibile maniera (persino a fronte di testimoni) delle tue parole pre elettorali, con tante, tantissime persone serie, che da una vita si confrontano con i problemi della cittadinanza e hanno un riscontro elettorale sano, generoso, spontaneo e ad ogni tornata, ribadito.
Nico’, tu e i tuoi, alla prossima occasione di voto, rimarrete al palo. Basta fare un calcolo veloce, partendo dal risultato di Giusi Iemma alla Camera oppure riconsiderando il tuo stesso risultato alla Provincia e per di più entrambe le occasioni si sono presentate a nemmeno tre mesi dalla tua elezione e a circa due mesi o poco più dal vostro insediamento.
No, Nicola, il Palazzo dedicato a de Nobili (ovvero la sede del Comune), ma soprattutto Catanzaro, non sono ciò e comunque non meritano di essere mal ridotte a tanto ma, per evitarlo, con ogni mezzo consentito dalla legge, dalla politica e dal buon senso, vi avverserò, alla luce del sole, con tutte le mie forze.
Le quali, notoriamente, sono infinite e (sai? La vanità esiste, la mia, poi, è persino credibilmente strutturata) quindi, eterne.
Nicola, rimane solo una strada: dimissioni subito e perciò, altrettanto subito, ritorno al voto. Sempre che a te e ai tuoi interessi Catanzaro, cioè il suo avvenire e il suo giusto interesse pubblico. Veramente!

P.S.: auspicando che sia tu a rispondere ricordo e premetto che le mie compendiate e dettagliate controrepliche sono già pronte, e con le allegate evidenze di quanto scritto e detto.


Gedac

Redazione

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