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Costume e Società

Sul termine “monaci basiliani”

Di Attilio Varacalli

Da molto, troppo tempo si abusa del termine Basiliani per riferirsi ai monaci di rito greco un tempo presenti sul territorio italiano in generale e calabrese in particolare. Negli ultimi mesi, inoltre, è anche aumentato l’utilizzo di tale terminologia per vari motivi.
Orbene, è più che mai necessario fare una precisazione a riguardo del monachesimo di rito greco antecedente al 1579: esso viene erroneamente definito basiliano.
Per iniziare è doveroso chiarire che, utilizzando questo termine, potremmo andare incontro a controversie etimologiche temporali, in quanto il monachesimo di rito greco non nasce basiliano ma lo diventa nella seconda metà XVI secolo d.C.
Infatti, a costituire quello che noi conosciamo come Ordine Basiliano (e che, sbagliando, estendiamo a tutti i monaci di rito greco in tutte le epoche) è stato Papa Gregorio XIII, coadiuvato dei Cardinali Guglielmo Sirleto e Giulio Santori.
È stato appunto per volere del Santo Padre che, con la convocazione presso Mileto del capitolo generale dei monaci greci d’Italia, nel giorno della Pentecoste del 1579 nacque ufficialmente l’Ordine Basiliano.
Successivamente, il 1º novembre dello stesso anno, Papa Gregorio XIII emanò la bolla Benedictus Dominus con la quale si ufficializzava la fondazione della Congregazione basiliana d’Italia e di Spagna: quelli che la cancelleria pontificia, per semplicità e in propria autonomia, chiamava basiliani ora erano ufficialmente riconosciuti sotto una vera e propria congregazione basiliana.
Partendo da questa informazione possiamo ben capire che è erroneo parlare di monachesimo basiliano o di monaci basiliani per insediamenti antecedenti il XVI sec d.C.
Per confermare quanto appena affermato non bisogna dimenticare altri due aspetti fondamentali:

  • è assodato che i monasteri di rito greco erano autonomi e si reggevano su norme spirituali stilate e lasciate ai discepoli dal fondatore del monastero, e queste regole potevano avere, al massimo, solo riferimenti indiretti alle regole di San Basilio;
  • Gregorio XI, nel 1373, cercò di imporre l’applicazione della regola basiliana per tutti i monasteri del meridione senza riuscirci.

Perciò, se sono gli stessi monaci di rito greco a rifiutare di riunirsi sotto l’Ordine Basiliano e non ne riconoscono le regole, perché forzare noi una terminologia utilizzabile per il periodo successivo alla costituzione dell’ordine?
Detto questo, perché Papa Gregorio XI vuole riunirli sotto le regole di San Basilio? Una delle ipotesi è senz’altro la comodità. Immaginate di elencare, per esempio, 1.000 monasteri nel meridione e che ogni monastero abbia regole diverse tra loro (anche se molte in comune), voi avreste 1.000 conventi da elencare con nomi diversi e regole diverse, perché è bene ribadirlo: i monaci di rito greco non sono come gli ordini latini, come ad esempio i Francescani, i Benedettini, e via discorrendo, che seguono regole uguali tra i vari conventi del loro ordine; i monaci di rito greco seguono le regole del fondatore del convento a cui appartengono.
C’è da considerare che questa semplificazione della cancelleria pontificia porterà a usare il termine Ordine Basiliano prima della fondazione dell’ordine e quando ci appare nei documenti greci anteriori al 1579 della Cancelleria Pontificia è solo per analogia agli ordini monastici latini.
Come potremmo definirli, in sostanza?
Facendo attenzione al termine bizantino (termine nato dopo la caduta dell’Impero Romano d’Oriente e mai usato durante la sua vita) potremmo usare la seguente terminologia:

  • Bizantino o Greco (VI-VIII sec. d.C.)
  • Italo-Greco (dal IX sec. d.C.)
  • Basiliano (dal 1579 d.C.)

Vorrei concludere con una riflessione finale:
Non è un caso che i monaci di rito greco siano stato riuniti nel nascente Ordine Basiliano solo quando i monasteri nel meridione erano stati quasi tutti abbandonati ed essendo, come si apprende dai documenti, sine cura, non potessero opporsi all’imposizione e, per sopravvivere, dovessero accettare di far parte dell’Ordine Basiliano d’Italia e Spagna.
Se fossero stati di più, secondo voi, avrebbero accettato il compromesso?

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