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Come cambia la “farsa carnascialesca” in tempo di pandemia

La farsa carnascialesca di Bovalino Superiore, dal 2015, riesce a mettere insieme bambini, adolescenti e adulti del posto accomunati dallo stesso entusiasmo e dall’esigenza di offrire un contributo al paese e al comprensorio. Una manifestazione socio-culturale a tutti gli effetti, caratterizzata da numerose occasioni di socialità e convivialità, specie durante le prove dello spettacolo e nel corso dei preparativi necessari. Per una piccola comunità proprio questi ultimi rappresentano dei momenti importanti e davvero significativi, che diventano quasi impensabili in tempo di pandemia.
Per questa ragione, nonostante le norme anticovid abbiano reso complicatissima la messa in scena di una farsa tradizionale, il Gruppo Amatoriale Bovalino Superiore, fermamente deciso a non rinunciare a questo prezioso momento di socialità, ha realizzato un prodotto completamente nuovo, e di presentato alla Locride un’originale rilettura di alcune delle più significative situazioni descritte dalla farsa.
È così che nasce TG farsa, un video pubblicato alle ore 12 della domenica di carnevale sulle pagine Facebook e Instagram dell’agenzia di comunicazione e marketing Portleex (e disponibile da oggi anche sulla nostra Home e sul nostro canale YouTube) che, nato dall’impossibilità di organizzare un evento in presenza, unisce in maniera unica tradizione e innovazione. Nonostante Le restrizioni dovute al Covid-19 ci abbiano imposto dei limiti e delle distanze, infatti, sperimentando nuove forme e tecnologie il gruppo teatrale è riuscito ad avvicinarsi al pubblico e a rendere partecipi tutti gli interessati. Ad aiutarlo nell’impresa e a superare alcune difficoltà tecniche ci ha pensato l’agenzia di comunicazione oltre che, naturalmente, il consueto supporto tecnico dei membri del Gruppo Amatoriale e quello morale dell’intero paese.
È così, dunque, che è nata una farsa inevitabilmente diversa ma che, ideata e realizzata con autenticità, incarna proprio per questo la creatività e spirito di condivisione forse più di quanto avrebbe fatto una messa in scena tradizionale.

Giovanni Ruffo

Nato e cresciuto sullo Jonio, con il corpo accarezzato dalla brezza del mare e un potente richiamo spirituale in Aspromonte. Cittadino e straniero ovunque, amante della bellezza immateriale e delle meravigliose ricchezze che madre natura dona ai suoi ospiti. Avventure radiofoniche di musicultura e una passione viscerale per il teatro e la scrittura, terapie dell’anima necessarie per coltivare i princìpi di resilienza e r-esistenza, coniuga la tradizione con l’innovazione, le radici con le ali. Ricerca sprazzi e scorci di poesia nelle crepe, negli anfratti più nascosti, in ogni spigolo di mondo. Ama la diversità e la libertà, intese come opportunità e strumenti di crescita. Detesta i muri dell’indifferenza e crede nei ponti dell’umanità, trovando nelle differenze delle autentiche risorse costruttive e collettive.

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