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Chick Corea, leggenda del jazz: esuberante ed eternamente giovane

Di Enzo Nobile

Alcuni giorni fa ci ha lasciati il pianista Armando Anthony Corea, leggenda del jazz, noto con il soprannome di Chick che gli è stato attribuito dal nonno paterno originario di Albi, provincia di Catanzaro, emigrato in America tra fine ‘800 e inizi ‘900.
Il musicista è stato fra i più importanti pianisti jazz della storia, in grado di rivoluzionare e codificare il mondo del jazz fusion.
Chick Corea ha sempre mantenuto il suo legame con l’Italia vantando collaborazioni con musicisti italiani tra le quali ricordiamo quella avuta con Pino Daniele con cui ha diviso il palco del Concerto del Primo Maggio nel 1992 a Roma.

E proprio a seguito di questa collaborazione Pino Daniele nel 1993 lo omaggiò con una versione di Sicily, brano di Chick Corea che il cantautore napoletano rivisitò per il suo album Che Dio ti benedica (1993).
A sua volta nel 2016 il pianista statunitense ha omaggiato la memoria del collega con una straordinaria interpretazione di Sicily in un concerto all’Arena Flegrea di Napoli con il suo galattico quintetto composto da Kenny Garrett (sax), Wallace Roney (tromba), Christian McBride (contrabasso) e Marcus Gilmore alle percussioni.
E tra le tante tappe in Italia, Chick Corea nel 2012 è stato anche in Calabria, a Roccelletta di Borgia, in un tour con Stefano Bollani.
Corea, influenzato da musicisti come Domenico Scarlatti, Maurice Ravel e il folclore popolare spagnolo, era capace di adottare uno stile molto personale di suonare il pianoforte.
Oltre a essere stato uno dei più influenti e famosi tastieristi fusion, venne considerato anche uno dei più virtuosi utilizzatori di tastiere elettroniche, in special modo il Fender Rhodes, da lui sperimentato per la prima volta durante il periodo con Miles Davis.
E da quel momento il suo modo di suonare il pianoforte è stato sempre molto influenzato dal suo passato elettrico con il grande trombettista con il quale ha partecipato alla realizzazione di due album storici: In a Silent Way e Biches Brew.
Il suo primo album, dal titolo Tones For Joan’s Bones, risale al 1966 e lo ha realizzato in quintetto con Woody Shaw (tromba), Steve Swallow (contrabasso), Joe Farrell (sax) e Joe Chambers (batteria).
Il pianista statunitense nel 1976 vinse il suo primo Grammy Award per l’album No Mystery, registrato con la sua band Return to Forever, considerata tra le più importanti del genere jazz-fusion e nata dall’incontro di con il percussionista brasiliano Airto Moreira e la cantante Flora Purim.
Corea vanta, altresì, delle collaborazioni con il vibrafonista Gary Burton con il quale nel 1998 insieme a Pat Metheny (chitarra elettrica), Roy Haynes (batteria) e Dave Holland (contrabasso) ha registrato l’album Like Minds per il quale ha ricevuto un altro Grammy Award per la migliore performance strumentale jazz individuale e di gruppo.
La sua composizione più nota è Spain composta nel 1971 e apparsa nella sua interpretazione originale e più nota nell’album Light as a Feather con la formazione di quintetto composta da Chick Corea (piano elettrico), Airto Moreira (batteria), Flora Purim (voce e percussioni), Stanley Clarke (basso) e Joe Farrell (flauto).
Questa versione originale di Spain (che si apre con l’Intro dell’Adagio del Concierto de Aranjez del compositore spagnolo Joaquin Rodrigo e si sviluppa su un ritmo veloce e costante in stile Samba brasiliano, avvalendosi proprio del virtuosismo del batterista Airto Moreira, caposcuola della percussione brasiliana) ha ricevuto due nomination al Grammy per il miglior arrangiamento strumentale e per la miglior performance jazz strumentale da parte di una Band.
Chick Corea già nella storia per il maggior numero di Grammy vinti in ambito jazz, l’ultimo se lo è aggiudicato un anno fa, nel 2020, nella categoria dedicata ai migliori album di musica jazz latina, con Antidote, registrato insieme alla Spanish Heart Band, e potrebbe aggiudicarsene anche due postumi perché è candidato nell’edizione 2021 dei premi in due categorie: miglior solo jazz improvvisato per All Blues e miglior album strumentale per Trilogy 2.
Il pianista, alcuni giorni prima della sua dipartita avvenuta il 9 febbraio, quasi come se volesse lasciarci il suo testamento spirituale, in un messaggio affidato alla famiglia scrisse:

La mia missione è sempre stata quella di portare la gioia di creare ovunque potessi e averlo fatto con tutti gli artisti che ammiro tanto, questa è stata la ricchezza della mia vita.

E Radio Roccella intende ricordarlo rendendogli omaggio con l’intera puntata della trasmissione musicale del martedì jazz&dintorni, in onda questa sera, alle ore 21:30 (che potrete ascoltare anche in diretta streaming sul sito dell’emittente), mandando la seguente sequenza di brani: Sicily, Like Minds, No Mystery, 500 Miles High, Spain, Now He Sings Now He Sobs, Fingerprints, Noon Song e Tones For Joan’s Bones.

Redazione

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