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Licenziamento senza motivo? Scatta l’obbligo di reintegro del lavoratore

In caso di riconosciuto licenziamento senza giusta causa, il giudice ha l’obbligo (e non più la facoltà) di ordinare il reintegro del lavoratore. È quanto è stato stabilito durante l’ultima riunione della Corte Costituzionale, risalente allo scorso mercoledì, durante la quale si è dibattuta la presunta illegittimità dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Si va così a chiudere una falla della Legge Fornero, muovendo invece un passo nella direzione della tutela dei diritti dei lavoratori.
Riportiamo di seguito la nota stampa con la quale la Corte Costituzionale ha ufficializzato la propria decisione in attesa del deposito delle motivazioni della sentenza:

La Corte Costituzionale, riunita oggi in camera di consiglio, ha esaminato la questione di legittimità sollevata dal Tribunale di Ravenna sull’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, come modificato dalla cosiddetta Legge Fornero (nº 92/2012), là dove prevede la facoltà e non il dovere del giudice di reintegrare il lavoratore arbitrariamente licenziato in mancanza di giustificato motivo oggettivo. In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio Stampa della Corte Costituzionale fa sapere che la questione è stata dichiarata fondata con riferimento all’art. 3 della Costituzione. La Corte ha ritenuto che sia irragionevole, in caso di insussistenza del fatto, la disparità di trattamento tra il licenziamento economico e quello per giusta causa: in quest’ultima ipotesi è previsto l’obbligo della reintegra mentre nell’altra è lasciata alla discrezionalità del giudice la scelta tra la stessa reintegra e la corresponsione di un’indennità. Le motivazioni della sentenza saranno depositate nella prossima settimana.

Fonte: lavoroediritto.it

Redazione

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