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Attualità

Serve una legge nazionale per sistemare problemi e inefficienze della sanità calabrese

Di Alfonso Cirasa – Segretario Generale UILP Calabria

In Calabria, per garantire l’autosufficienza degli anziani, c’è bisogno di un impegno concreto e corposo da parte del Governo, c’è bisogno di un intervento strutturale e non di briciole e attenzione a corrente alternata.
In una Regione in cui la sanità è in enorme difficoltà, alle prese come è con una pandemia senza precedenti, del caos più totale della sua gestione e delle troppe disattenzioni del ceto politico nazionale locale, emerge con chiarezza che la richiesta avanzata dalla UIL Pensionati Calabria di dotare il Paese e questo territorio regionale di una legge sulla non autosufficienza è di pregnante attualità.
Il dramma della pandemia ha mostrato drammaticamente come il nostro Paese fosse nel complesso impreparato ad affrontare in modo organico una crisi di tali dimensioni, certamente anche a causa di un cronico processo di indebolimento e definanziamento in atto da decenni nel Servizio Sanitario Nazionale, ma con l’aggravante di scelte di riorganizzazione discutibili, perché prevalentemente mirate al taglio dei servizi senza orientarli alle nuove istanze della salute.
Problemi e inefficienze che, naturalmente, si ingigantiscono in Calabria diventando insuperabili. A ciò si aggiunga, poi, che la gestione commissariale a cui è stata affidata la sanità calabrese da oltre un decennio esautorando in tal modo la Regione e le organizzazioni politiche e sociali dalle prerogative di programmazione e gestione di un settore importante, che impegna circa il 70% del bilancio regionale, non è riuscita tuttavia a risanare il debito sanitario né a garantire l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza.
In questa regione, poi, appaiono disarmanti i dati della campagna vaccinale, che relega la Calabria agli ultimi posti per dosi iniettate e mettono in evidenza il fatto che, a oggi, gli anziani e le fasce più deboli della popolazione stentano a ricevere il siero anti-Covid-19 mentre, per converso, cresce a dismisura il dato riferito alla categoria altro dentro la quale si nascondono i furbetti del vaccino.
Davanti a questo stato di cose inaccettabile, quindi, chiediamo di ottenere una legge nazionale Quadro che riorganizzi il sistema delle tutele per i soggetti non autosufficienti, insieme al finanziamento strutturale della legge regionale sulla non autosufficienza, assoluta priorità per il nostro Paese e per la nostra regione in particolare, per incontrare le evidenti necessità di anziani e non autosufficienti, che versano in condizioni di grave fragilità soggettiva, che grava direttamente sui bilanci famigliari, giacché sono le famiglie a sopperire al loro sostentamento.
Ma non solo. Ci pare oltremodo necessario procedere all’immediato rafforzamento dell’assistenza domiciliare incrementando diffusione e qualità dei servizi offerti su tutto il territorio regionale, grazie alla riorganizzazione della gestione dei servizi di cure domiciliari integrate, implementando e sviluppando il sistema digitale – telemedicina – dell’Assistenza Domiciliare Integrata quale risposta omogenea di monitoraggio e diagnosi a distanza.
In conclusione, vogliamo mettere le mani avanti e dire, con forza, che non possono essere accettati gli alibi del passato. Il sistema sanitario nel suo complesso ha subìto nel corso degli ultimi decenni un costante e continuo definanziamento, aggravato dall’incapacità di spesa di regioni quali la Calabria, bloccata complessivamente sia dal piano di rientro sia dall’inefficienza dei vari governi regionali nel gestire gli investimenti. Bisogna invertire la rotta e sostenere il processo di investimento nel comparto sanitario calabrese con l’utilizzo delle risorse legate al Recovery Plan e al Meccanismo Europeo di Stabilità, al fine di adeguare la rete ospedaliera agli standard qualitativi, necessari al raggiungimento dei LEA, puntando all’ammodernamento e all’efficientamento del Servizio Sanitario Regionale.

Foto: strettoweb.com

Redazione

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