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Il Borgo Maggiore di Gerace protagonista delle Giornate FAI d’Autunno

Dalla Delegazione FAI della Locride e della Piana

Torna l’appuntamento con le Giornate FAI d’Autunno, che vi aspettano domenica 17 ottobre dalle ore 10:00 alle ore 12:00 e dalle ore 14:00 alle ore 16:00. Per l’occasione, la Delegazione del Fondo Ambiente Italiano della Locride e della Piana ha organizzato le visite guidate dal tema Gerace – Il borgo fuori le mura.Il Borgo Maggiore è situato fuori le mura di Gerace. La città, capitale di una turma dell’Impero di Bisanzio, è posizionata su una rupe tabulare costituita da fossili marini di età quaternaria a 470 metri sul mare Ionio e ha costituito la continuità dell’antica città di Locri Epizephiri. La sua unicità sta nel fatto che, nonostante i numerosi terremoti che hanno raso al suolo la Calabria, essa ha mantenuto il tessuto urbanistico medievale tipico delle città bizantine, capitali amministrative. È costituita da tre nuclei principali:

  1. la città propriamente detta nella parte alta con il castello, la grandiosa cattedrale del XII secolo, le numerose chiese e monasteri, i palazzi e le abitazioni civili;
  2. il piccolo Borgo formato da un agglomerato di modeste case;
  3. il Borgo Maggiore posto fuori le mura, oggetto dell’attenzione delle Giornate FAI d’Autunno 2021. Oltre a questi tre nuclei si sviluppa un altro quartiere che viene comunemente definito la Piana, in cui si trovano il Convento dei Cappuccini, la Chiesa di Santa Francesca Romana, la Chiesa di Monserrato e la Fontana pubblica del XVII secolo oltre all’interessantissima area archeologica protostorica.

Il Borgo Maggiore era il nucleo più popolato dopo il centro città, tanto da costituire una comunità a sé. La sua esistenza è documentata sin dall’antichità: si sa che nel XVI e XVII secolo questa comunità esprimeva anche un sindaco. Il Borgo è formato da case piccole e strette senza un ben preciso impianto urbano. Si tratta per lo più di case che appartenevano a due categorie della popolazione medievale: i contadini, che avevano la possibilità di essere in prossimità dei poderi propri o dei padroni, e gli artigiani, specialmente i vasai che avevano le loro botteghe scavate nella roccia. Questi erano stati obbligati da un decreto del vice re di a posizionare le loro fornaci per la cottura dei vasi e dei laterizi all’estremità della città, perché il fumo non desse fastidio agli abitanti. Nel corso dei secoli, specialmente nella seconda metà del XX secolo, il Borgo si è sviluppato urbanisticamente tanto da coprire di abitazioni nuove la cosiddetta Piana, l’area antistante il Borgo.
Il Borgo Maggiore è interessante proprio per la sua tipica conformazione urbanistica delle case, ma anche per alcune emergenze architettoniche di particolare pregio. La piazza è il risultato dell’abbattimento di alcune piccole case e la demolizione dei ruderi dell’antichissima Chiesa di San Biagio nei primi anni ‘70 per dare risalto alla Chiesa di Santa Maria del Mastro, sconvolgendo l’originario impianto urbanistico. Il titolo di Santa Maria del Mastro è certamente postumo, risulta dal 1344, mentre la primitiva Chiesa, costruita tra il 1083 e il 1084, era dedicata alla Theotokos (Madre di Dio), ai santi Megalomartiri Eustrazio e compagni, alla Martire Caterina. Tutto ciò si evince da una splendida lapide marmorea scritta in elegantissimi caratteri greco-bizantini che oggi si conserva al Museo Statale di Locri. Della primitiva fabbrica non rimangono che i muri di fondazione (visibili quelli relativi all’abside). La chiesa attuale è una costruzione del XVII secolo con grande cupola centrale sorretta da quattro enormi arcate a tutto sesto, anch’essa purtroppo è un rifacimento dei primi anni ’80, essendo crollata l’originale costruita con le classiche pignatte in terracotta. Il portale è in stile settecentesco, realizzato nell’ultimo decennio del XIX secolo in pietra mollis, opera dello scalpellino geracese Francesco Mirarchi. Di fianco, spicca il Palazzo dei Conti del Balzo, una delle sette famiglie più antiche e nobili del Regno di Napoli, che per essere posto fuori le mura risulta munito di feritoie e guardiole. Interessante è la Chiesa di San Giorgio, essa si presenta dalle forme molto semplici, sostituisce l’antica medievale chiesa distrutta dal terremoto del 1783, ricostruita in questa forma nel 1876. Al suo interno, mononavato, si conservano le sculture lignee di San Francesco d’Assisi, San Felice da Cantalice e della Madonna delle Grazie provenienti dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie ai Cappuccini. Pregevole è anche una scultura lignea raffigurante una delle prime immagini della Madonna di Pompei, realizzata dall’ultimo scultore della scuola napoletana, Salvatore Salerno. La pala d’altare raffigurante la Vergine Assunta con San Biagio proveniente dalla diruta chiesa omonima, opera di Francesco Saverio Mergolo, ora si trova al Museo Diocesano. Infine, nella parte alta del Borgo Maggiore, troviamo al Chiesa della Madonna del Carmine, sede della più antica confraternita esistente in città fin dal XVI secolo, la Confraternita del Carmine che indossa l’abito con i colori di Aragona (rosso e giallo). La facciata è molto elegante, l’interno presenta una pianta trinavata suddivisa da pilastri. Le decorazioni in stucco sono molto sobrie e raffinate al tempo stesso. La scultura in legno raffigurante San Francesco da Paola del XVIII secolo è l’unica testimonianza del distrutto Monastero dei Paolotti, mentre il bel crocefisso a grandezza naturale proviene dal Convento dei Cappuccini. La scultura che rappresenta la titolare, la Madonna del Carmine, è uno splendido esempio di scuola serrese del XVIII secolo.

Cosa scoprirete durante le Giornate FAI?

L’itinerario Gerace – Il borgo fuori le mura si svolge all’interno del Borgo Maggiore di Gerace. La partenza è prevista presso la piazza dove sorge la Chiesa di Santa Maria del Mastro, all’entrata del Borgo. Da qui i volontari della Delegazione FAI Locride e Piana accompagneranno i visitatori in una passeggiata attraverso la quale verranno raccontati i luoghi principali del Borgo: la Chiesa di Santa Maria del Mastro, ricostruita nel XVII secolo, il Palazzo dei Conti Del Balzo e la sua curiosa leggenda, la Chiesa di San Giorgio dove si conservano alcune pregevoli sculture lignee e, infine, la Chiesa della Madonna del Carmine situata nella parte alta del Borgo e sede della Confraternita del Carmine, la più antica della città.

Si ringraziano il Sindaco di Gerace, Giuseppe Pezzimenti, e l’intera Amministrazione comunale, il Geometra Domenico Romeo del Comune di Gerace, la Diocesi di Locri-Gerace, la Confraternita della Chiesa di Maria Santissima del Carmine, Don Franco Labadessa, la Protezione Civile, il Comando dei Carabinieri di Gerace, il delegato FAI Giacomo Oliva, lo storico Enzo Cataldo, l’architetto Irene Piccolo e tutti i volontari del FAI.

Foto: api.viaggiart.com

Redazione

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