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Attualità

Ma il Sud se ne fotte del Sud?

Il rompiscatole


Edil Merici

Di Francesco Salerno

So già che questo pezzo produrrà critiche feroci, se non addirittura accuse di essere anti meridionale, ma pazienza.
Quello di cui parleremo oggi è un fenomeno decennale che vede una finta storiografia spacciata per realtà al fine di demonizzare Giuseppe Garibaldi, Camillo Benso conte di Cavour, Vittorio Emanuele II e, in generale, l’Unità d’Italia.
Tutti voi, probabilmente, avrete letto notizie di “quando il sud era ricco”, “quando il sud era lo stato più industrializzato d’Europa” o “dei crimini di Garibaldi”. Un mosaico di fatti storici annaffiati da informazioni false e fuorvianti, atte a farvi credere che tutte le problematiche che viviamo oggi al Sud siano figlie della maledetta unità nazionale.
Ora, vi basta aprire un libro di storia e leggere per smontare una a una la maggior parte di queste verità. A esempio, nella seconda metà dell’800, abbiamo assistito alla nascita e alla fioritura del più grande impero mai esistito sul pianeta, quello britannico, divenuto di fatto la più grande potenza industriale, militare ed economica del suo tempo. Potenza che l’Italia non avrebbe eguagliato nemmeno se avesse unito tutte le industrie presenti dalle Alpi a Palermo…
Garibaldi, poi, non ha mai fatto il pirata (mettetevi l’anima in pace!) bensì il corsaro, e se uno storico o un sedicente studioso non sa quanto le due cose siano diverse, allora o vi mente di proposito o dovrebbe cambiare mestiere…
Nessuno nega, ovviamente, che durante l’Unità vi furono morti, devastazioni e soprusi, in fondo è stata una guerra civile e non un viaggio a Gardaland. Ma inventarsi ghettizzazioni inesistenti o le lettere in cui Garibaldi ordinava stupri è francamente vergognoso e serve solo ad alimentare un odio immotivato tra italiani.
Pino Aprile, da anni un sostenitore del ritorno ai Borbone (cosa per la quale non so se ridere o piangere), non rende un servizio alla memoria del sud e del suo popolo, crea soltanto divisioni, odio e ignoranza.
Che poi, veramente vogliamo convincerci che i nostri guai dipendano da una guerra di 160 anni fa?
Veramente vogliamo colpevolizzare un eroe come Garibaldi (perché sì, è un eroe nazionale) perché ha unito il Paese?
Non sarebbe forse il caso di lasciar perdere i sentimenti neoborbonici e concentrarsi su ciò che al sud non ha funzionato negli ultimi 70 anni? Su come i politici nostrani non abbiano mai dimostrato di tenere al territorio, su come le loro voci non siano mai state veramente poste a difesa del sud, su come invece di protestare per i nostri diritti ci lasciamo andare a piagnistei senza senso, su come invece di fare qualcosa per la nostra terra affermiamo che «tanto non cambierà mai nulla».
Sentiamo e affermiamo spesso che lo Stato se ne fotte del Sud, ma ditemi: e il Sud se ne fotte del Sud?
Invece che guardare al passato perché non guardiamo al futuro, dimostrando di essere migliori di come spesso veniamo descritti? Dimostriamolo con i fatti e le azioni e non solo a parole.
Oppure potete continuare a raccontarvi la favola di quando a Napoli vennero installati i primi lampioni o delle industrie dell’entroterra calabrese e piangere per i tempi andati, aspettando magari che il Pino Aprile di turno venga a consolarvi con una pacca sulla spalla ribandendo quanto è stata ingiusta la vita con noi meridionali.
Vi svelo un segreto, prima di andare. La vita non è giusta, non è cattiva, crudele, buona, ingiusta o grata… siamo solo noi, con le nostre azioni, a determinare il futuro e a solcare il cammino che ci condurrà a esso!

Foto: bergamowalls.com


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