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L’artista che donò la parola alle mura di Sant’Agata del Bianco

“Se solo queste mura potessero parlare…”
Sembra essere proprio quella di far parlare le mura la missione artistica di Andrea Sposari, siciliano ventottenne, in arte Spos.art, che trae dai suoi murales nuova linfa vitale per le strade dell’affascinante borgo di San’Agata del Bianco. Le sue opere affiorano come flash di ricordi fra le strade del luogo. Le aree anonime si colorano di passati e si riempiono di cultura attraverso i dipinti. Con la street art l’artista espone una storia visiva del territorio che lo circonda, evidenziando così le emozioni più nascoste. I suoi lavori invadono e travolgono il presente, raccontando i vissuti del passato.
A che età emerge Spos.art?
Realizzo murales dall’età di 14 anni, ma disegno fin da quando ho memoria. Ho iniziato come tutti illegalmente, essendo l’unica opzione per poterlo fare e, inizialmente, avevo uno stile molto più fumettistico, decisamente cartoon. Con il passare degli anni ho affinato la tecnica, mi sono evoluto artisticamente fino a quando la mia passione non è diventata un lavoro e ho capito che lo stile che prediligo è il surrealismo.
Come e da quanto tempo è arrivata la tua arte a Sant’Agata?
Sono arrivato a Sant’Agata poco più di tre anni fa, durante un’edizione del Borgo in festa, e ho realizzato un murales dedicato ai personaggi del celebre romanzo di Saverio Strati Tibi e Tascia.Da quel primo murales è nato un progetto di street art con l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Domenico Stranieri, all’insegna della riscoperta della cultura popolare del borgo antico. Il progetto è ancora in corso e, fino ad ora, se non sbaglio, ho realizzato sette opere lungo tutto il percorso.
Le vie del borgo, ormai, parlano attraverso i tuoi murales. Ti andrebbe di raccontare quali, tra i tuoi disegni, rappresenta al meglio quello che è Sant’Agata per i propri abitanti?
È difficile scegliere, in realtà. Tutti parlano in maniera viscerale di Sant’Agata e del suo popolo. Credo quindi che ogni lavoro li rappresenti sotto un aspetto diverso.
Che tipo di rapporto hai instaurato con il borgo?
Ho sempre avuto un buon rapporto con Sant’Agata, in realtà. Mia madre è nata e cresciuta lì, così come tanti miei parenti, quindi posso dire di conoscerla da una vita. Io sono cresciuto in Sicilia, ma il caso ha voluto che potessi lasciare anche lì un segno attraverso i miei lavori.
Anche la casa di Saverio Strati è stata arricchita dalle tue rappresentazioni. Come scegli i ruderi più adatti?
I posti li scegliamo insieme all’Amministrazione Comunale con lo scopo di creare un percorso sensato, che possa dare anche una chiave di lettura al visitatore. Per quanto riguarda la casa di Saverio non potevamo non omaggiarla con un segno distintivo particolare.
Come associ, di solito, il disegno alla struttura su cui lo realizzi?
Nella street art c’è un rapporto simbiotico tra opera e ambiente circostante proprio per la natura stessa del movimento artistico. È compito dello street artist considerare l’architettura, il paesaggio e il contesto storico per poter adattare in maniera armoniosa l’opera. Ci sono degli equilibri che ci piace rispettare.
C’è un qualche significato per ogni disegno? Un messaggio che vuoi far passare attraverso le tue opere? Qual è quello specifico per Sant’Agata?
C’è sempre un significato nelle mie opere, alcune volte è più palese, altre meno. In ogni caso a me piace che le persone si facciano la propria opinione al di là di quella che è la mia idea. Non è importante che queste combacino, purché ci sia un ragionamento logico fatto anche di emozioni, oltre che di analisi.
Che emozione si prova nel trasformare un muro inanimato in un’opera d’arte da ammirare?
Non saprei descrivere che emozione provo. In realtà è una cosa che mi viene del tutto naturale. Penso sia un misto tra adrenalina e soddisfazione. Ogni muro, tra l’altro, è una storia diversa, quindi emozioni differenti che cambiano in continuazione.
I tuoi murales hanno catturato l’attenzione di molti visitatori di Sant’Agata. In questo momento stai realizzando qualcosa di nuovo o c’è qualche novità in serbo?
In questo momento sono a lavoro in diversi paesi e ho molti progetti in ballo. Per Sant’Agata, in effetti, ci sono dei work in progress, ma che ancora non svelerò. Toccherà a voi stare attenti per non perdervi i prossimi eventi!

Carmen Nicita

Nata sotto un gelido freddo di febbraio. Pungente, a volte, tanto quanto quell'aria invernale. Testarda. Solitaria. Taciturna. Ama perdersi nei dettagli, anche quelli apparentemente più insignificanti. Quelli che in silenzio, in un piccolo angolo in disparte, sperano ancora di poter esser notati da qualcuno. Ama rifugiarsi nella scrittura, poiché è l'unica in grado di osservare ogni minima cosa. La sola in grado di conoscerla fino in fondo.

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