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Attualità

Il sovraccarico di informazioni non deve diventare sovraccarico emotivo

Quando accade una disgrazia in una località piccola come può essere uno qualunque dei centri della costa ionica reggina, il dolore e lo sconcerto sono sempre più acuti di quanto non siano nei grandi centri. Nelle piccole città i sei gradi di separazione si riducono tutto al più a un paio e non c’è individuo che non si senta in qualche modo colpito direttamente dalla tragedia che ha travolto la persona che conosceva, i suoi famigliari o, al massimo, i vicini di casa. In questo contesto, il sovraccarico di informazioni (talvolta persino discordanti tra loro) rischia di diventare un sovraccarico emotivo che potrebbe risultare insopportabile ai più e stimolare sentimenti depressivi, di sconcerto, indignazione o persino rabbia.
È per questa ragione che la nostra redazione, come i lettori più attenti avranno certamente notato, evita di divulgare notizie di cronaca che ci riguardano da vicino con leggerezza, a meno che non siano filtrate dall’occhio clinico delle Forze dell’Ordine. È seguendo questa filosofia che, la settimana scorsa, non abbiamo voluto riportare la notizia del terribile incidente che ha coinvolto un’auto e una moto lungo la Strada Statale 106 tra Siderno e Locri o, nella giornata di ieri, quella del ritrovamento di una donna senza vita sulla spiaggia di Siderno.
Che cosa avremmo potuto dire, noi, che i maestri dell’informazione e i giornalisti d’assalto non avessero già detto e documentato? Quali informazioni aggiuntive avremmo potuto dare oltre a quelle che certamente già intasavano le bacheche social dei nostri lettori? Per non parlare della condivisione di immagini che non avrebbero fatto altro che alimentare il disgusto di alcuni e il voyeurismo di altri?
All’impennata del contatore delle visualizzazioni noi preferiamo la tutela e il rispetto non solo di chi è stato colpito direttamente dal dramma, ma dell’intera comunità che, in occasioni di questo tipo, sa meglio di noi su quali altre piattaforme sia il caso di informarsi.
Siamo certi che più di qualcuno non crederà alle nostre parole, ma chi ci conosce personalmente capirà la nostra buona fede e, soprattutto, che queste poche righe siano state scritte con il solo intento di chiarire ai nostri lettori quale sia stata (e continuerà a essere) la nostra condotta.

Foto: financialounge.com

Jacopo Giuca

Nato a Novara in una buia e tempestosa notte del giugno del 1989, ha trascorso la sua infanzia in Piemonte sentendo di dover fare ritorno al meridione dei suoi avi. Laureatosi in filosofia e comunicazione, ha trovato l’occasione di lasciarsi il nord alle spalle quando ha conosciuto la sua compagna, di Locri, alla volta del quale sono partiti in una altra notte buia e tempestosa, questa volta di novembre, nel 2014. Qui ha declinato la sua preparazione nella carriera giornalistica ed è sempre qui che sogna di trascorrere la vecchiaia scrivendo libri al cospetto del mare.

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