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Attualità

La riscossione dei tributi sta uccidendo Locri?

Continua a essere di urgente attualità la riscossione tributi coatta messa in atto da Sogert presso il Comune di Locri. I solleciti di pagamento inviati ai cittadini dal’Organo Straordinario di Liquidazione, che si occupa del rientro dal dissesto dell’Ente Comunale, non solo sono giunti in un periodo di grande difficoltà sociale ed economica, ma minacciano adesso chi non riesce a regolarizzare la propria posizione di procedere a pignoramenti che rischierebbero davvero di mettere in ginocchio la quasi totalità dei cittadini.
L’elemento che lascia maggiormente perplessi è la tempistica di questo recupero crediti, che arriva proprio nelle settimane in cui lo stesso Presidente del Consiglio Mario Draghi ha adottato la tanto discussa decisione di condonare il pagamento delle tasse arretrate a chi non era in regola. In effetti, preoccupato dall’insorgere di questa possibilità, il Consigliere Regionale Raffaele Sainato si era fatto parte diligente nel chiedere all’OSL di fermare questo processo, ma alla sua richiesta, ha comunicato lo stesso Consigliere nei giorni successivi, sono state date risposte carenti, che non lasciavano intravedere alcun tipo di conciliazione.
Infatti i solleciti di pagamento sono continuati ad arrivare, e non solo ai privati, ma anche a chi, al netto del numero infinito di difficoltà che la pandemia da Covid-19 ha ingenerato, cerca con fatica di portare avanti un’attività commerciale. È il caso di Andrea Scocchieri, uno dei titolari del centralissimo Bar Scocchieri, che nell’ultimo anno ho visto personalmente sviluppare il dono dell’ubiquità pur di garantire, assieme al resto della famiglia, continuità di servizio del locale inaugurato tanti anni fa dal papà Mario, la quadratura dei conti e persino il pagamento puntuale dei dipendenti (pratica un po’ troppo spesso considerata di secondaria importanza alle nostre latitudini).
Come riportato da un articolo del collega Pino Lombardo, pubblicato sull’edizione odierna di Gazzetta del Sud, Andrea ha deciso di scrivere una lettera aperta proprio al Premier Draghi per parlargli delle difficoltà che lui, come tanti altri imprenditori di Locri, stanno vivendo in questo periodo, e del timore che le richieste della Sogert, qualora ignorate, possano determinare conseguenze che comporterebbero la morte di praticamente ogni attività commerciale cittadina. Nella missiva, Andrea sottolinea che rispettare le richieste avanzate dalla società e regolarizzare la propria posizione significherebbe privare dello stipendio di suoi dipendenti, a loro volta, magari, raggiunti dallo stesso tipo di solleciti che, conseguentemente, sarebbero costretti a ignorare. Un circolo vizioso che si trasforma in un vero e proprio inanellarsi di gironi infernali, che Andrea, generalmente sempre sorridente, descrive con un dettaglio che fa comprendere bene quale sia il suo grado di disperazione.
Chi, come me, ha il piacere di conoscere Andrea sa bene che la stesura di questa lettera sia stato un atto molto meditato, anche solo perché gli avrà tolto parecchio del già poco tempo libero che si concede, una condizione che accresce l’importanza della lettera e che ci spinge a sollecitare l’azione di qualunque Ente Amministrativo (Locale, Regionale, Nazionale) affinché questo scempio (perché non c’è altro modo per definirlo) sia immediatamente fermato.
A meno che, certo, l’intenzione non sia quella di far morire la città pur di avere i conti in ordine…

Foto: worldorgs.com

Jacopo Giuca

Nato a Novara in una buia e tempestosa notte del giugno del 1989, ha trascorso la sua infanzia in Piemonte sentendo di dover fare ritorno al meridione dei suoi avi. Laureatosi in filosofia e comunicazione, ha trovato l’occasione di lasciarsi il nord alle spalle quando ha conosciuto la sua compagna, di Locri, alla volta del quale sono partiti in una altra notte buia e tempestosa, questa volta di novembre, nel 2014. Qui ha declinato la sua preparazione nella carriera giornalistica ed è sempre qui che sogna di trascorrere la vecchiaia scrivendo libri al cospetto del mare.

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