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Attualità

Cadi, focu du cielu

Cadi, focu du cielu, su sta terra smaliditta.
Questa du frase in dialetto calabrese esprime rabbia e dolore per quanto sta avvenendo in queste ore sulle nostre montagne arse da fuoco distruttore che lancia verso il cielo ceneri che ricadono su una terra che sembra davvero maledetta da qualcuno che le vuole fare del male. Perché siamo arrivati a queste condizioni di grave emergenza? Il presidente del Parco d’Aspromonte, Leo Autelitano, ha invocato l’invio di mezzi e uomini specializzati, ricordando che nei giorni scorsi il fuoco era divampato da Reggio Calabria per poi risalire la dorsale attraversando i territori ricadenti su ben tre Comuni. Ritardi, quindi, nell’affrontare quella che è divenuta in breve una catastrofe.
Ha dichiarato il presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì, in merito ai roghi che si sono sviluppati nel centro del Reggino: «La Regione, Calabria Verde e la Protezione Civile stanno mettendo in campo tutti gli uomini e tutti i mezzi a disposizione, aerei e di terra, per contrastare il vasto incendio che sta interessando il territorio di San Luca».
Gravi ritardi da un lato ed effetto imitazione, con il rischio di ulteriori focolai in altre aree della montagna, stanno mettendo a serio rischio un habitat naturale unico nel suo genere.
Facciamo presto a intervenire e restringere i roghi. Monitoriamo con maggiore intensità il territorio, anche con l’ausilio della nuova tecnologia, prima che sia troppo tardi per la macchia mediterranea presente.
Lodiamo i Carabinieri per lo spegnimento delle fiamme che avevano interessato un’area boschiva di circa 500 m² e con loro tutti i coloro i quali stanno lottando per salvare il patrimonio boschivo reggino e calabrese.
In questo momento dobbiamo essere tutti pronti a sostenere l’impegno del personale e dei volontari che stanno affrontando le fiamme, il loro impegno “risulta inestimabile per salvaguardare questi polmoni verdi dall’azione di spregiudicati eco-criminali”.
E sebbene ancora non si sia in sicurezza, non rimandiamo troppo tardi le valutazioni sui rischi idrogeologici delle aree colpite dai roghi che alle prossime piogge potrebbero provocare danni ancor più gravi con ricadute sui paesi collinari e montani prima e sulle aree costiere poi. Che non cada fango su questa terra che non merita altre dannazioni.

Oὐδείς

Oὐδείς (pronuncia üdéis) è il sostantivo con il quale Ulisse si presenta a Polifemo nell’Odissea di Omero, e significa “nessuno”. Grazie a questo semplice stratagemma, quando il re di Itaca acceca Polifemo per fuggire dalla sua grotta, il ciclope chiama in soccorso i suoi fratelli urlando che «Nessuno lo ha accecato!», non rendendosi tuttavia conto di aver appena agevolato la fuga dei suoi aggressori. Tornata alla ribalta grazie a uno splendido graphic novel di Carmine di Giandomenico, la denominazione Oὐδείς è stata “rubata” dal più misterioso dei nostri collaboratori, che si impegnerà a esporre a voi lettori punti di vista inediti o approfondimenti che nessuno, per l’appunto, ha fino a oggi avuto il coraggio di affrontare.

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