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Locri: l’inaugurazione dell’anno scolastico occasione per riflettere sulla lotta alle mafie

Dall’Ufficio Stampa Città di Locri

Davanti agli studenti delle scuole di Locri, accompagnati dai loro dirigenti scolastici e docenti, le parole forti ed emozionanti di due donne che hanno visto morire per mano assassina i propri cari. Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe Alfano, assassinato in Sicilia nel 1993 e Viviana Balletta, moglie del dottor Fortunato La Rosa, ucciso nel 2005. Le loro vite private dall’amore rispettivamente di un padre e di un marito e il loro coraggio e determinazione in cerca di verità e giustizia.
L’evento del 6 ottobre organizzato in sinergia con l’associazione Europe Direct di Gioiosa Ionica e in diretta su Radio Ivo presentato dalla giornalista Alessandra Tuzza e professoressa Anna Maria Mittica si è svolto al Palazzo della Cultura con i saluti istituzionali del sindaco Giovanni Calabrese e l’assessore alla pubblica Istruzione Domenica Bumbaca, il messaggio del vescovo Monsignor Francesco Oliva, il rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria, Ernesto Zizza e il presidente della Fondazione Zappia, nonché presidente di Giuria Premio La Rosa, Antonio La Rosa.
Un pubblico giovane incantato e commosso ha ascoltato le parole di Sonia Alfano, intervistata da Tuzza e Mittica. Sonia Alfano affronta con determinazione, come nella vita, le vicende che ha portato avanti come deputato e primo presidente della Commissione Antimafia, Anticorruzione e Antiriciclaggio del Parlamento Europeo.
Oggi funzionario del Dipartimento Regionale di Protezione Civile della Regione siciliana, lavora costantemente a servizio dei cittadini portando sempre avanti battaglie di legalità anche con associazioni e nel mondo delle scuole.
La sua testimonianza e il racconto sulla tragica morte del padre per far riflettere sull’importanza della conoscenza e della libertà di pensiero. «Mio padre non faceva nulla di straordinario – afferma – compiva il suo lavoro con onestà, denunciando con i suoi scritti il malaffare. Era scomodo e andava eliminato».
Ai giovani dicono di non scoraggiarsi mai e non piegarsi a nessuno, ma con forza portare avanti i propri sogni, studiando e lavorando onestamente.»
«Ringrazio il sindaco Calabrese che ha mostrato sempre sensibilità: anche in occasione dell’anniversario della morte di mio padre la città lo ha ricordato. Ringrazio Calabrese perché, attraverso questa iniziativa, si fa portavoce di un messaggio di speranza e Locri è una testimonianza positiva per quello che sta facendo.»
«La penna dissidente e voce di verità continua a farci riflettere sul senso di giustizia e legalità» dicono Calabrese e Bumbaca consegnando una targa ricordo a Sonia Alfano, che con i suoi racconti e l’impegno sociale fa vivere i pensieri di Suo padre.
Poi spazio alla consegna delle borse studio della IV edizione Premio dottor Fortunato La Rosa, importante concorso dedicato al medico assassinato dalla criminalità organizzata e che richiama il concetto di legalità.
«Mio marito – ha affermato commossa la vedova- ci teneva all’istruzione, fondamento di libertà di pensiero. Ringrazio l’Amministrazione comunale e il sindaco. Faccio i complimenti agli studenti che dimostrano sempre più una maturità di pensiero non comune, grazie anche al lavoro e preparazione dei loro insegnanti.»
Primo premio alla giovane studentessa del liceo classico Oliveti, oggi universitaria, Maria Giulia Alia, con l’elaborato Il viaggio delle stelle, secondo posto Cambiare un futuro già prescritto di Sara Mittica e terzo classificato Giuseppe Mittica con L’incontro perfetto tra musica e speranza, entrambi del liceo scienze umane e linguistico Mazzini. Motivazioni degli elaborati su legalità, immigrazione, Covid-19 letti dal presidente di giuria Antonio La Rosa, Professoressa Girolama Polifroni, Anna Maria Mittica e in sostituzione del professor Giuseppe Giarmoleo, la professoressa Rossella Fontana.
Si legge nella targa ricordo

A un uomo che non si mai è piegato all’illegalità e ha sacrificato la Sua vita per gli ideali di libertà e verità senza mai tacere e piegare la schiena. Alla famiglia, perché con “assordante silenzio” ha aspettato giustizia e oggi è esempio per molti giovani, promuovendo iniziative a favore della legalità e dell’educazione civica.

Musiche e danza hanno impreziosito la cerimonia con le esibizioni della scuola Evolve Danza di Giusy Zappavigna e allievi dell’Accademia Senocrito del maestro Saverio Varacalli.
La panchina bianca, simbolo della libertà di stampa, in memoria dei giornalisti uccisi, idea proposta alla Città dal giornalista Sandro Ruotolo, sarà collocata all’interno del giardino della Fondazione Zappia.

Redazione

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