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Costume e Società

La Conferenza Nazionale dei Comitati Pari Opportunità

Pari opportunità e avvocatura: appunti di viaggio


Edil Merici

Superare ogni forma di discriminazione, questo quanto emerso in sintesi dalla due giorni di lavori tenutasi il 24 e 25 Giugno a Palermo, a margine della Conferenza Nazionale dei Comitati Pari Opportunità degli Avvocati Italiani, denominata Le Giornate Siciliane delle Pari Opportunità, che ha visto coinvolte le massime rappresentanze dell’Avvocatura Nazionale, i componenti del Consiglio Nazionale Forense, dell’Organismo di vigilanza dei Consulenti Finanziari e di Cassa Forense, tenutasi presso i Cantieri Culturali alla Zisa, e organizzata dalla Rete Regionale dei Comitati Pari Opportunità degli Ordini degli Avvocati Siciliani; sono state due intense giornate di studio e approfondimento con diversi panel che si sono alternati sulle tematiche della Pari Opportunità, dalla violenza economica, al disparita di trattamento economico tra generi fino all’uso discriminatorio del linguaggio.
Un’importante iniziativa formativa, anche in previsione del prossimo Congresso Nazionale di Lecce, che ha coinvolto tutta l’Avvocatura Italiana per riflettere, discutere e fare il punto della situazione sulle tematiche inerenti la parità nell’accesso, nella formazione e nella qualificazione professionale e su quali strategie mettere in campo per prevenire e rimuovere comportamenti discriminatori legati al genere o altra forma di discriminazione non solo tra Avvocate e Avvocati ma, soprattutto, e questo è stato il dato saliente emerso in numerosi interventi, con uno sguardo più generale, aperto e attento al contesto sociale in cui opera quotidianamente l’Avvocatura e al ruolo che la stessa deve ritagliarsi anche al di fuori dell’ambito strettamente professionale.
Anche il CPO di Locri ha partecipato all’evento con gli avvocati Gabriella Romeo e Rocco Lombardo, facendo propri alcuni spunti e approfondimenti emersi in sede di lavori. Tra tutti la necessità di contenere i cosiddetti tempi morti del sistema giurisdizionale, un vulnus endemico che potrebbe consentire non solo una più fluida e ragionevolmente contenuta, in termini di tempo, risposta ai cittadini che si affidano al sistema per vedere riconosciuti diritti e interessi legittimi, ma anche rivolta alla componente femminile dell’Avvocatura, costretta da sempre a ritagliarsi spazi e tempi in una professione che patisce enormemente la falla dei tempi morti del sistema giurisdizionale, per occuparsi delle esigenze extra professionali che culturalmente gravano su essa, mortificandone oltre modo sia il profilo professionale, sia quello economico.
I Comitati Pari Opportunità Ordinistici, alla vigilia dell’Assemblea Generale dell’Avvocatura del prossimo Congresso Nazionale a Lecce, hanno dato prova di essere attenti e pronti a riempire il vuoto del divario di genere, un vuoto che limita non soltanto la realizzazione professionale delle colleghe ma quella di tutta l’Avvocatura, consapevoli, oggi più che mai, delle tantissime cose ancora da fare.


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