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Attualità

L’Italia del Meridione: le Terme Luigiane, l’Unione dei Comuni e la Città Unica


Edil Merici

Torna a far sentire la propria voce l’Italia del Meridione, movimento politico fondato dall’ex consigliere della regione Calabria Orlandino Greco e da Giuseppe Ferraro che, attraverso i suoi esponenti, torna sulle questioni Terme Luigiane, Unione dei Comuni e Città Unica.

Franco Salerno: “Bene la riapertura di Terme Luigiane”

La riapertura delle Terme Luigiane è quello che finalmente piace. Le Terme Sibarite, tramite l’intervento di Fincalabra, subentrano ufficialmente nella gestione attraverso un contratto di fitto di ramo d’azienda, sulla base di un pre accordo con il quale la Sateca ha avviato tutte le attività di ripartenza per consentire la ripresa delle attività termali.
E se accogliamo la notizia con gioia, quello che stona sono senza dubbio i molti post degli amministratori locali che inneggiano il loro sacrificante e prodigioso lavoro fatto per questa fatidica riapertura. Tra contraddizioni e false verità i nostri amministratori continuano a portare avanti una farsa a cui loro hanno contribuito in maniera a dir poco ridicolo, e sicuramente verso non certo un epilogo positivo, intrappolati nelle operazioni assurde che avevano messo in campo. La verità è sotto gli occhi di tutti. Partiamo dal presupposto che i comuni hanno dalla parte loro le acque termali in gestione fino al 2036, la zona degli uffici e dello stabilimento San Francesco, quindi l’unica cosa che hanno potuto fare in questo affare è stata solo quella di acconsentire alle richieste del Presidente Occhiuto, il quale ha imposto, attraverso l’intervento diretto della Regione, la riapertura dell’acqua termale. L’intento, portato avanti dalle due amministrazioni, era quello di eliminare la Sateca ma senza una programmazione e una proposta che si muovesse verso la tutela prima e la valorizzazione del patrimonio termale. Tra l’altro rimane in sospeso ancora da definire l’esatta procedura per l’utilizzo delle acque da parte di Terme Sibarite, nessun atto formale è stato redatto ma si procederà su un’intesa a quanto pare verbale che tra l’altro si muove in contrapposizione con i regolamenti comunali approvati.
Colgo l’occasione, come Coordinatore IdM di Guardia Piemontese – Acquappesa, per ringraziare il presidente Roberto Occhiuto per l’impegno profuso e augurare buon lavoro alla nuova gestione e soprattutto ai lavoratori, che possono tirare per il momento un sospiro di sollievo, con la speranza che questa sia la strada giusta per la risoluzione definitiva della questione.

Unione dei Comuni, Italo Contatore: «Le polemiche non hanno ragion d’essere»

Prende sempre più piede la proposta dell’Unione dei Comuni Riviera dei Cedri, lanciato dal coordinatore di IdM dell’alto Tirreno cosentino Giovanni Servidio e rilanciata dai diversi rappresentanti del Movimento dell’area di riferimento, da Scalea a Belvedere Marittimo e Diamante.
«Non posso che esprimere – a intervenire sull’argomento il commissario cittadino di Diamante, Italo Contatore – grande soddisfazione e ringraziare il sindaco, Ernesto Magorno, per aver aderito al progetto lanciato dal Movimento che rappresento. La lungimiranza e la visone d’insieme che l’idea rappresenta non può che trovare consensi – prosegue Contatore – in quei primi cittadini e rappresentati istituzionali che hanno ben chiaro come questa sia un’opportunità da cogliere. Sono sotto gli occhi di tutti, infatti, – prosegue Contatore – i problemi e le grandi criticità di cui soffrono gli enti locali e che, invece, possono trovare respiro nell’attuazione di una gestione amministrativa condivisa dei vari territori, soprattutto dei comuni più piccoli. Un passaggio istituzionale importante che garantirebbe innanzitutto sinergie nei servizi e poi nelle opportunità che nascerebbero proprio dall’unione, sia in termini strutturali sia di accesso a finanziamenti e progetti altrimenti preclusi. L’interesse – sottolinea il referente di IdM – è rivolto alle comunità del comprensorio, contro ogni anacronistico campanilismo che per anni ha penalizzato lo sviluppo della nostra costa. Ecco perché fa specie leggere alcune dichiarazioni, da parte tra l’altro di un presidente di un Consiglio comunale che conosce bene le difficoltà di gestione della cosa pubblica e dovrebbe invece guardare con interesse alla proposta, ponendo quesiti e dubbi che non c’entrano assolutamente nulla.
«A partire dal fatto che l’idea – precisa Contatore – è stata lanciata molto prima della caduta del Governo e non era certo ipotizzabile il ricorso al voto anticipato. Per cui le infondate e speriamo non pregiudizievoli preoccupazioni espresse nella sua disamina, non hanno ragione d’essere. Va da sé, inoltre, che all’idea iniziale seguirà nella pratica l’istituzione di un tavolo tecnico da cui partire per costruire l’organismo che rappresenterà i diversi comuni che decideranno di farne parte. L’idea è sempre stata quella di scegliere la forma associativa – ribadisce con forza – proprio per non calare dall’alto posizioni che minerebbero, come purtroppo è successo per altre realtà, l’identità e l’autonomia dei diversi comuni. Ogni azione sarà intrapresa nell’esclusivo interesse collettivo! Il fatto che ci siano stati tentativi in passato che non hanno trovato concretezza e continuità non può essere considerato un deterrente o, peggio, una scusa, per non percorrere ciò che oggi rappresenta l’unica alternativa possibile al superamento di molte problematiche e a cui diverse realtà guardano con interesse e altre l’hanno già attuate. L’invito è – conclude – riflettere sulle occasioni mancate, e su ciò che ci attende nel prossimo futuro e a cui si potrà rispondere soltanto con un’azione corale.»

Unione dei Comuni, Annalisa Alfano: «Rompiamo con i campanilismi»

Da quando il consigliere comunale di Grisolia Servidio ha lanciato un appello rivolto a tutti i sindaci del territorio adun confronto sull’istituzione dell’Unione dei comuni della Riviera dei Cedri si è creato un dibattito politico interessante. Come Segretaria Provinciale IdM e vicesindaco di Scalea, sono particolarmente compiaciuta del grande eco che la cosa abbia suscitato, stimolando l’intervento da più parti e da molti rappresentanti istituzionali e politici.
L’unione dei Comuni della Riviera dei Cedri è un’idea di cui si discute da tempo ma finora non è stata concretamente e tecnicamente supportata. Il fatto che oggi se ne parli nuovamente, e con convinzione, è sintomo di consapevolezza e responsabilità maturate nei confronti di un territorio ricco di potenzialità che necessitano di essere valorizzate e ottimizzate. Il ricorso a una forma associativa, come l’unione dei comuni, nel pieno rispetto, quindi, delle identità e autonomie locali, consentirebbe al territorio uno sviluppo economico e sociale tale da mettere l’alto Tirreno nelle condizioni di offrire tutti quei servizi che oggi mancano o risultano insufficienti. Questo perché ciascun ente è chiamato a fare i conti con le risorse, umane ed economiche, disponibili che, purtroppo, in molti casi non sono adeguate a soddisfare le reali esigenze dei comuni. Ma non solo, ciò permetterebbe di mettere in rete diversi altri aspetti, come quello della programmazione turistica e dell’ospitalità, rispondendo così a quelle esigenze di un mercato turistico che chiede sempre più qualità e s’indirizza verso mete che offrano un ampio ventaglio di offerte, che non si limita soltanto, nel periodo estivo, al mare ma che si integra con il resto del comprensorio, portando il turista/viaggiatore a scoprire le ricchezze di un territorio di area vasta come quello, appunto della Riviera dei Cedri.
A questo si aggiunga il progetto di una rete integrata di servizi sulla mobilità, che garantirebbe di rispondere in maniera funzionale e ottimale a quel divario nei trasporti che ancora incide negativamente sullo sviluppo di molte aree.
IdM aveva lanciato, in passato, l’idea dello sviluppo di una metro leggera, che consentirebbe un collegamento diretto tra i comuni della costa e l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme e attraverso la gestione integrata dei servizi potrebbe anche questo trovare compimento.
IdM è da sempre proiettato ad alimentare il dibattito politico proponendo buone prassi e pratiche, in una condivisione d’intenti che possano valorizzare i territori proprio nelle loro peculiarità, salvaguardandone quindi identità e storia ma superando, però, campanilismi ed egoismi che non fanno altro che nuocere e rallentare crescita e sviluppo. Bene che se ne parli ma, ora, bisogna agire, instaurando un tavolo tecnico di confronto sulle modalità e le azioni da intraprendere.
L’amministrazione comunale di Scalea di cui sono Vicesindaco ha sempre promosso e sostenuto azioni di sinergia e collaborazioni tra Enti e anche in questo caso valuterà la proposta in funzione delle reali esigenze del nostro territorio e di ciò che ci attende nel prossimo futuro. E in qualità di segretaria provinciale di IdM, condivido l’urgenza, già espressa, di aprire un vero e proprio dibattito pubblico che impegna i diversi comuni e i rappresentanti istituzionali, a sedersi a un tavolo per discutere delle modalità e degli interventi da intraprendere per passare alla fase fattiva e, quindi, di realizzazione di ciò che oggi si presenta ed è una grande opportunità di sviluppo per i nostri territori e le comunità che le vivono.

Unione dei Comuni: anche la sezione provinciale dell’UNPLI sposa la proposta della collaborazione

Continua a raccogliere consensi la proposta dell’Unione dei Comuni Riviera dei Cedri, lanciata da IdM, promotore Servidio, cui hanno fatto eco altri referenti del Movimento che hanno indirizzato ai rispettivi sindaci l’invito a incontrarsi quanto prima per istituire un tavolo di concertazione che porti avanti quella che si presenta come un’opportunità da realizzare nel più breve tempo possibile e sicuramente con una spinta maggiore rispetto al passato. Diversi sono stati, inoltre, gli interventi da parte di referenti politici locali e del mondo dell’associazionismo. A sposare la proposta, anche, il presidente provinciale dell’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia Antonello Grosso La Valle, che ha affermato: «È fondamentale rompere l’idea del singolo protagonismo per fortificare la necessaria azione della promozione e valorizzazione dei territori. La Riviera dei Cedri  – sottolinea Grosso La Valle – come area vasta deve analizzare la consapevolezza delle tante potenzialità nei vari settori che coinvolgono il turismo, la cultura, il sociale, l’agricoltura e l’ambiente, al fine di organizzare determinati servizi e rispondenti all’efficienza, efficacia ed economicità.
«Nell’azione della strategia – ha precisato il presidente – che vedono i comuni interscambiare determinati servizi rientra in ottica funzionale anche il Terzo Settore e nella fattispecie la sezione provinciale di di Cosenza dell’UNPLI come sviluppatore di programmi e progetti come azione legata allo sviluppo locale e dove pubblico e privato possono far funzionare ancora di più servizi e attività sociali, culturali ed economiche. Ecco perché – continua – ho trovato interessante la proposta lanciata dal movimento IdM che va senza dubbio vagliata e presa in considerazione da parte, non soltanto delle amministrazioni comunali, ma da tutti gli attori attivi del territorio. La forma associativa è quella che senza dubbio rispetta le identità di ogni realtà e in una condivisione d’intenti ne esalta le peculiarità che assieme rappresentano quel valore aggiunto di cui i nostri territori hanno bisogno.
«Sono certo – conclude – che con lungimiranza e visione si possa, dopo diversi tentativi che nel passato non hanno portato alla concreta realizzazione di un Unione tra i comuni interessati, portare a compimento quello che oggi si presenta come un’opportunità, viste anche le indicazioni che arrivano dal Governo in una ristrutturazione generale degli enti locali e, soprattutto, inseguito al depotenziamento sia economico sia delle funzioni degli stessi.Come presidente dell’UNPLI provinciale confermo l’interesse a presiedere al tavolo di lavoro che, come proposto, da qui a breve sarà istituito, affinché possa essere propedeutico alla nascita dell’organismo.»

Orlandino Greco: “I sindaci e i consigli comunali siano i protagonisti della Città Unica”

Da Sindaco di Castrolibero ho contribuito fattivamente, già dai primi anni 2000, alla discussione sul ruolo, la funzione e la forma istituzionale che avrebbe dovuto avere l’area urbana cosentina, cominciando da una sana gestione associata dei servizi. Una discussione mossa da buoni propositi dagli allora autorevoli colleghi di Cosenza e Rende ma che alla fine, purtroppo e per svariate ragioni, non trovava uno sbocco risolutivo.
Nel 2007, da Castrolibero, lanciammo un messaggio di apertura importante avendo avuto riconosciuti i chilometri urbani (e non più extraurbani) che la municipalizzata della città capoluogo percorreva nel nostro Comune, sancendo una pietra miliare nel processo di integrazione della nostra città nell’area urbana cosentina e superando la dicotomia, sempre in tema trasporti, anche con il Comune di Rende.
Fu il primo grande contributo di Castrolibero, seguito poi dalla primigenia del Piano Strutturale Comunale e del relativo Regolamento Edilizio e Urbanistico, al dibattito volto alla futura creazione di un’area metropolitana espansa a cerchi concentrici, partendo dal nucleo dell’area urbana Cosenza – Rende – Castrolibero, che potesse comprendere le Serre Cosentine, la Presila, il Savuto e la Media Valle del Crati.
Dico ciò per sottolineare l’importanza dei processi dal basso rispetto a temi che vanno a incidere direttamente sulla vita dei cittadini. Dunque, nell’accogliere favorevolmente i principi ispiratori della proposta di Disegno Di Legge sull’Area Metropolitana da parte della Consigliera Regionale Simona Loizzo, mi preme riaffermare il primato del metodo.
Innanzitutto, vi è già una proposta di legge regionale sulle fusioni (Disposizioni in materia di riordino territoriale delle circoscrizioni comunali – Modifiche alla legge regionale 13/1983) rispetto alla quale sarebbe opportuno incidere, avendo gli strumenti per farlo, al fine di superare alcuni gap come le attestazioni sulle condizioni di bilancio degli Enti in fusione, l’obbligatorietà di studi di fattibilità e la creazione di un osservatorio sulle fusioni stesse.
In secondo luogo, ma non per ordine di importanza, non si può dimenticare la centralità dei comuni che rischiano, seguendo la logica della consigliera Loizzo, di diventare meri esecutori di istanze calate dall’alto. Il precorso realizzativo di un progetto di fusione, infatti, proviene dai consigli comunali, i quali possono essere chiamati a decidere anche sulla spinta popolare, ma restano i consigli stessi a deliberare singolarmente sulla fusione. Ciò che allora mi sento di suggerire a Loizzo, nel rispetto istituzionale reciproco, è di evitare le fughe in avanti prive di condivisione. Occorre essere particolarmente accorti e ponderati quando in discussione ci sono in ballo storie, culture e tradizioni delle nostre comunità. Non è certamente il suo caso, ma su questi temi vanno messe da parte le ansie da prestazione elettorale, nonostante l’estate si preannunci particolarmente calda a causa del voto anticipato, per far posto ad un nuovo saper fare ispirato a cogliere realmente gli elementi di modernità di un nuovo municipalismo, partendo da ciò che di buono ha comportato l’azione dei sindaci dell’area urbana cosentina, i primi presìdi di democrazia in uno Stato sempre più confuso sull’importanza strategica delle autonomie locali.
Ecco, su questi temi Castrolibero c’è e ci sarà, con spirito costruttivo e con la forza dei fatti.


Gedac

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