ADVST
Costume e Società

Matrimonio e ruolo della donna nell’Antica Locri: un’analisi sociale e giuridica

La Repubblica dei Locresi di Epizephiri

Edil Merici

Di Giuseppe Pellegrino

Il klèros era già di per sé insufficiente e procedere a moltiplicare gli eredi non era del tutto realistico. Allora, i fratelli sposavano tutti la stessa donna, avendo come risultato di garantire da una parte il gènos, la discendenza diretta e legittima, e dall’altra di non procreare molti figli, essendo la donna una sola ed i legittimi compagni di letto più di uno.
Nel periodo di maggior splendore, dunque, il reato di adulterio non era concepibile se si rispettavano le condizioni. Ma se fosse avvenuto che la donna avesse concepito con uno straniero, perieco o ilota, la cosa cambiava. Ma era la prole a pagare le conseguenze. Detta non aveva la cittadinanza, era in sostanza una nuova genìa di schiavi e, come avvenuto per i Partheni, i figli dell’adulterio venivano scacciati dalla città o invitati ad andarsene. Diversamente erano come Falanto rasati e sostanzialmente dei servi, se non degli Iloti.
Nella vita comune le donne non avevano un comportamento molto diverso dagli uomini. Avevano l’obbligo di mantenere un fisico perfetto anche agonisticamente, tanto che allo stadio partecipavano alle gare e anche ai giochi nude esattamente come gli uomini. Gli spettatori uomini non erano esclusi, per come già detto.
Non partecipavano alla guerra, seppure si addestrassero con le armi, se non nel caso, difficile ma non improbabile, che occorresse difendere la patria da uno straniero. In questo caso partecipavano come guerriere.
A Gortina solo apparentemente la famiglia era un elemento di minor conto nel sociale. Di certo quella degli uomini era una condizione privilegiata. Essi, dopo la formazione militare nelle aghelai, entravano a far parte delle tairìai, che fornivano gli opliti all’esercito (se ne è parlato trattando dell’esercito a Locri). Dunque da una parte gli uomini e la guerra; dall’altra le donne. La donna sposata godeva dei privilegi della dote, che a Gortina poteva avvenire sia sa parte paterna che materna. Tali beni erano rigorosamente protetti contro ogni possibile prevaricazione dei kúrioi: i mariti non potevano vendere o ipotecare le proprietà delle mogli né i figli quelle delle madri; in caso di divorzio, poi, esse conservavano la propria dote, la metà di quando avevano prodotto tessendo, nonché i doni che i mariti avevano fatto loro in presenza di testimoni. Addirittura, se il patrimonio famigliare fosse costituito da beni immobili, la figlia poteva ereditare in parte. Delle cose mobili ereditavano la metà. A Gortina la donna era di fatto una cittadina, seppure esclusa dai pasti comuni (sissizi), dalla politeia e, ovviamente, dalla guerra.
Questa normativa si era riflessa anche sulla Legislazione di Locri, se la donna sposata veniva chiamata Compagna di desco, e non Legittima compagna di letto. Dunque, almeno in casa il rapporto uomo-donna era paritetico, se addirittura la donna mangiava con il marito, a differenza del resto della Grecia.La portata della norma è comprensibile con riferimento all’importanza del matrimonio e del rispetto della ritualità dello stesso tra i Greci; come pure fare riferimento alla normativa greca sull’adulterio, in genere, ben più punitiva che a Locri, seppure non considerasse la donna.
L’unione legittima tra un uomo e una donna, lungi dall’essere un fatto privato, ha avuto sempre nella storia dell’Uomo incidenze sociali ed economiche, che coinvolgevano tutta la vita sociale, che andava dalla sessualità e alla riproduzione, e al tentativo dell’uomo di tenere il proprio patrimonio nell’ambito della propria discendenza.
Oggi, quest’aspetto viene così descritto:

Da un punto di vista puramente biologico e antropologico, si può dire che questa gelosia del maschio è originata dal bisogno di essere certi che dalla relazione con la femmina non nascano figli spuri, ma solo figli legittimi. Tale aspetto non è da sottovalutare e tanto meno lo era fino a pochi anni addietro, quando non era possibile in alcun modo verificare il DNA individuale che oggi permette una più certa attribuzione della partenità. Al di là di questo bisogno di rassicurazione, si riscontra nel maschio geloso un parossistico atteggiamento di morbosità alla sola idea dell’eventualità di un rapporto sessuale della propria femmina con un altro uomo.

Al tempo, questo sentimento non era originato dalla gelosia (meglio non solo dalla gelosia), ma dalla necessità di affermare, sul piano razziale, il ghènos.
Per il resto, al di fuori di avere una successione legittima di figli, il matrimonio non apportava alcun cambiamento sociale. La donna viveva insieme alle altre donne nel gineceo, normalmente situato al piano superiore; gli uomini dormivano con altri uomini al piano terreno. Neppure, per l’occasione del pranzo vi era convivio: la donna e l’uomo mangiavano separatamente. Più precisamente, presso i Greci in genere le donne non erano ammesse ai banchetti nella sala per gli uomini, seppure appena gli uomini avevano finito di banchettare, esse potessero raggiungerli e anche partecipare alla conversazione.

Redazione

Redazione è il nome sotto il quale voi lettori avrete la possibilità di trovare quotidianamente aggiornamenti provenienti dagli Uffici Stampa delle Forze dell’Ordine, degli Enti Amministrativi locali e sovraordinati, delle associazioni operanti sul territorio e persino dei professionisti che sceglieranno le pagine del nostro quotidiano online per aiutarvi ad avere maggiore familiarità con gli aspetti più complessi della nostra realtà sociale. Un’interfaccia che vi aiuterà a rimanere costantemente aggiornati su ciò che vi circonda e vi darà gli strumenti per interpretare al meglio il nostro tempo così complesso.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button