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Quel drappo giallo che ricorda il dolore dell’Umanità

Ho visto un drappo giallo con al centro una croce a sei punte e una scritta ebraica. Non era logoro, ma era impregnato di dolore.
Yohoshua Ben Avraham di professione esercita l’avvocatura e vive nella Locride, un territorio che in passato ha ospitato importanti insediamenti ebrei, anche se poco conosciuti rispetto a quelli di altre popolazioni. Yohoshua Ben Avraham porta quel drappo giallo sempre con sé. Sono poche le persone alle quali lo ha mostrato. Io sono uno di quei pochi. L’avevo già visto in passato, me lo ha fatto rivedere il 27 gennaio scorso mentre c’era una pausa di lavoro al Tribunale di Locri. Yohoshua Ben Avraham si è commosso. Lui è un grande uomo, con il quale ho avuto sempre un rapporto meraviglioso, parliamo spesso e volentieri di religione. A volte parliamo anche di cultura e politica. Quasi mai di processi. Ci confrontiamo sulla storia e discutiamo su aspetti religiosi e di quanto possono incidere oggi e come lo hanno fatto nel recente passato. La sua cultura è davvero immensa. Eppure Yohoshua Ben Avraham è fragile come tutti noi quando parliamo dei nostri ricordi e delle nostre ferite.
Il 27 gennaio le sue ferite sono state anche le nostre. Ma Yohoshua Ben Avraham quelle ferite e quel dolore, provocato da esseri umani ad altri esseri umani, lo porta sempre con sé, in quel drappo giallo che, mi ha raccontato, gli ha regalato il suo Maestro, che lo aveva portato negli anni bui del dominio nazista in Europa.
Avevo visto nei film quei drappi, che sembravano sgualciti e senza alcun colore, il bianco e nero delle immagini e delle fotografie dell’epoca non consentono di avere chiara la percezione di un mondo a colori in mezzo alle croci uncinate.
Il drappo giallo di Yohoshua Ben Avraham fa venire i brividi solo al pensiero di quello che testimonia. Fa specie il suo candore e la sua luminosità quando è aperto e riflette i raggi del sole ed è incredibile che sembri nuovo.
Nella Giornata della Memoria, che commemora le vittime dell’Olocausto, quel drappo giallo così nuovo e luccicante mi è sembrato volesse significare che il male che rappresenta è sempre attuale.
Forse è questo il senso di quel tessuto, che è poi un monito per il presente e per il futuro del genere umano.

Oὐδείς

Oὐδείς (pronuncia üdéis) è il sostantivo con il quale Ulisse si presenta a Polifemo nell’Odissea di Omero, e significa “nessuno”. Grazie a questo semplice stratagemma, quando il re di Itaca acceca Polifemo per fuggire dalla sua grotta, il ciclope chiama in soccorso i suoi fratelli urlando che «Nessuno lo ha accecato!», non rendendosi tuttavia conto di aver appena agevolato la fuga dei suoi aggressori. Tornata alla ribalta grazie a uno splendido graphic novel di Carmine di Giandomenico, la denominazione Oὐδείς è stata “rubata” dal più misterioso dei nostri collaboratori, che si impegnerà a esporre a voi lettori punti di vista inediti o approfondimenti che nessuno, per l’appunto, ha fino a oggi avuto il coraggio di affrontare.

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