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CGIL: “Basta con il commissariamento del Porto di Gioia Tauro!”

Francamente cominciamo a comprendere davvero poco il Commissario dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, Andrea Agostinelli, che nella lettera aperta alla comunità portuale fa una serie di affermazioni che stridono fortemente con la storia degli ultimi anni e anche, ce lo permetta, con la responsabilità che si è assunto il sindacato. La prima questione riguarda quello che l’Ammiraglio Agostinelli definisce “procedure sindacali di raffreddamento” e che non sono altro che le attività svolte per la salvaguardia di diritti contrattuali, collettivi e individuali, delle persone che lavorano nell’ambito del porto. I lavoratori non sono il problema del porto ma la sua forza propulsiva! Forse a fare parlare così l’Ammiraglio è il ruolo che da sei lunghi anni ha assunto, quello cioè di Commissario di una Autorità Portuale che invece va nel più breve tempo trasformata in Autorità di Sistema Portuale per rafforzare democrazia e trasparenza indispensabili anche nella missione produttiva di uno dei più grandi porti del Mediterraneo. Perché, dunque, MSC, proprietaria del terminal, dovrebbe guardare altrove? Ma non si era detto che se i container lavorati nel Porto sono passati da 2 milioni e 500 mila TEU al 31 dicembre 2019 a oltre 3 milioni e 300 mila al 31 dicembre 2020 è stato per merito essenzialmente dell’attività dell’armatore e degli investimenti prodotti nelle banchine e nelle gru, oltre all’impegno dei lavoratori? Semmai vorremmo ricordare al Commissario che nella complicata vertenza del 2016 si era deciso al Ministero di costituire l’Agenzia per la successiva collocazione dei lavoratori nelle attività portuali.
Non comprendiamo nemmeno, per la verità, l’affermazione secondo cui, nelle prime settimane del 2021, “i traffici portuali hanno registrato un brusco calo e importantissime linee di navigazione trans-oceaniche sono state tempestivamente dirottate altrove”. A noi risulta che sia dovuto a una normale riorganizzazione dei servizi che si fa a ogni inizio anno, oltre ai lavori di manutenzione di un tratto della banchina e il ritardo della messa in funzione delle gru acquistate lo scorso anno, e che dal prossimo mese si tornerà a crescere con le movimentazioni. Altrimenti perché l’azienda avrebbe già annunciato ai sindacati nuove assunzioni? Ci risulta, invece, che 41 navi portacontainer sono ancorate di fronte ai porti di Los Angeles e Long Beach perché gli operai sono stati decimati dai contagi della pandemia, tanto è vero che MSC non accetta più prenotazioni dal Mar Nero, Grecia e Turchia per i porti del Nord America. Anche dai porti del Nord Africa, Malta, Arabia, Yemen e Giordania sono bloccate le prenotazioni per i porti del Nord America, perché i porti di destinazione sono saturi, allo stesso modo dei porti di trasbordo di Gioia Tauro e Valencia.
Noi crediamo che Gioia Tauro sia l’infrastruttura più preziosa per lo sviluppo della Calabria e va tutelata attraverso una vera e sincera capacità di confronto con le istituzioni per rafforzare non lo shipping, che è già ad alti livelli, ma per modernizzare il sistema ferroviario favorendo il trasporto delle merci, creare una vera piattaforma logistica e costruire davvero, attraverso la ZES, un retroporto industriale.
E poi pensiamo anche che l’anomalia di un Commissariamento che dura ormai da 6 anni va immediatamente sanata. Un commissario che è nominato dal Governo oggettivamente a esso risponde.
Infine, siamo tra quelli che pensano che avere scorporato i porti di Villa e Reggio dall’Autorità Portuale di Gioia Tauro e della Calabria sia stato un errore che indebolisce l’intero sistema portuale calabrese e che invece va uniformato e rafforzato dallo Stretto a Corigliano e Crotone.
Per questo, al prossimo Ministro dei Trasporti, chiederemo l’immediata costituzione dell’ADSP di Gioia e della Calabria, la fine della fase di Commissariamento e la nomina di un nuovo Presidente.

Nino Costantino, Segretario Gen. FILT-CGIL Calabria
Angelo Sposato, Segretario Gen. CGIL Calabria

Foto: googleusercontent.com

Redazione

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