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Costume e Società

Arrivano le linee guida per trattare le reazioni allergiche al vaccino anticovid

La campagna di vaccinazione al Covid-19 è ormai iniziata da diverse settimane, ma ancora non si hanno dati certi in merito all’incidenza e alla gestione di eventuali reazioni allergiche.
Negli ultimi giorni abbiamo sentito un po’ ovunque affermare che le reazioni anafilattiche ai vaccini hanno un’incidenza molto bassa, pari a circa 1,3 casi per milione di dosi, dicono gli esperti. Eppure, almeno negli Stati Uniti, la prima fase della campagna vaccinale ha visto questa statistica toccare gli 11,1 casi per milione di dosi somministrate.
In Italia, invece, l’ultimo Rapporto dell’Agenzia Italiana del Farmaco parla di 13 casi di anafilassi, dei quali 3 relativi a pazienti che avevano una storia clinica di allergia e uno con una pregressa reazione allergica a un altro vaccino. I casi sono stati tutti trattati direttamente presso il centro vaccinale e l’insorgere dei sintomi nel quarto d’ora successivo alla somministrazione del vaccino ha convinto l’Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri a consigliare alle autorità sanitarie di trattenere i pazienti a cui è stato somministrato il vaccino per un’osservazione prolungata di almeno 15 minuti. Non ci sarebbe comunque nulla da temere da parte dei pazienti né dal punto di vista dell’incolumità personale né da quello dell’efficacia della somministrazione.
Per cercare di limitare l’incidenza dei casi di anafilassi, anzi, AAIITO e Società Italiana di Allergologia Asma e Immunologia Clinica hanno stilato delle linee guida che hanno l’obiettivo di uniformare il comportamento su tutto il territorio nazionale e che, per punti, prescrivono:

  • di non escludere automaticamente dalla vaccinazione i soggetti allergici come proposto inizialmente da alcune agenzie europee;
  • di tenere in osservazione per un periodo più lungo di tempo i pazienti con una storia clinica di reazioni anafilattiche severe da altre sostanze e farmaci o affetti da malattie come mastocitosi e asma bronchiale;
  • di assicurarsi che il paziente non abbia una storia clinica di reazioni allergiche ai costituenti dei vaccini per Covid-19 comuni ad altri farmaci;
  • di vaccinare i pazienti a rischio di reazione anafilattica in ambienti con disponibilità immediata dei presidi per affrontare questo tipo di emergenze;
  • di calcolare l’aumento della triptasi sierica dopo l’evento acuto per capire quanto grave sia stato l’evento anafilattico in seguito alla vaccinazione.

Fonte: quotidianosanita.it

Redazione

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