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Perché la democrazia è cosa diversa dalla “politeia” di Locri

La Repubblica dei Locresi di Epizephiri IV - Prima di entrare nel vivo della descrizione delle caratteristiche socio-politiche dell’antica Locri è bene chiarire quali siano le caratteristiche dell’antica democrazia e, soprattutto, cosa la distingua da una Repubblica tradizionalmente detta.

Di Giuseppe Pellegrino

Il concetto base di democrazia, presso i Greci, non ha la stessa accezione odierna. Certo, demos significa popolo, ma kratia non ha il significato di governo, implicando invece un concetto di violenza. A ciò si aggiunga la non la disponibilità dei Greci di delegare ad altri la gestione della polis, con l’eccezione di quando si era di fronte a forme di potere assoluto che potevano concretizzarsi nella tirannia, nella monarchia o nell’oligarchia. Nel tempo, in effetti, il concetto di tirannia viene dai filosofi concepito come gestione del potere senza il consenso del popolo. E tuttavia, storicamente, non sempre è così. Non è stato vero per queste forme di governo e, invero, non lo è stato neppure per la democrazia greca in genere: la stessa Atene ha nascosto in seno per non poco tempo una sorta di autocrazia o potere personale di riferimento (l’età di Pericle) che di democratico aveva solo l’apparenza.
Le fondamenta del diritto greco sono da ricercare in tre dati di fondo, che sono i presupposti di ogni studio: democrazia, polis e l’origine primaria delle leggi.
Dunque occorre chiarire per prima cosa i concetti di democrazia e democrazia diretta, per poi passare alla polis e alla sua composizione astratta per come studiata da Platone e Aristotele. Si vedrà che molte delle affrettate conclusioni su Locri sono da scartare, mentre la Repubblica di Locri ben si inquadra nel concetto astratto delineato da Platone e, soprattutto, da Aristotele. Perché il richiamo continuo che i due fanno a Locri è dovuto al fatto che hanno ben studiato le istituzioni locresi, tanto che Aristotele ne trae l’origine della Democrazia di IV tipo.
Sul termine democrazia e sul suo significato non solo formale, ma anche sostanziale (Η έννοια της δημοκρατίας, “il concetto di democrazia”) è bene fare delle puntualizzazioni che spazzano via concezioni comuni, frutto spesso di inerzia intellettuale.
Abbiamo detto in apertura che democrazia (in greco: δημοκρατία) combina popolo (δῆμος) e potere (κράτος). Comunemente, si attesta che Erodoto, la cui opera è datata tra il 440 e il 430 a.C., sia il primo ad averne dato notizia. Ciò non è del tutto vero. Il concetto di democrazia è tardo-ellenico e la forma di imposizione da parte degli organi costituzionali nei confronti dei cittadini è di tipo violento.
Con Numa Denis Fustel De Coulanges si può affermare che vi è un’antinomia assoluta tra l’onnipossenza della polis e la libertà individuale. Il concetto non è stato esente da critiche, come quella di Gustave Glotz che, al contrario, sostiene che potere della polis e libertà individuale si appoggino l’uno sull’altra. Ma questo è un dato filosofico. Dal punto di vista storico l’affermazione di Fustel De Coulanges è esatta. Tra il governo della polis e la libertà individuale vi era un conflitto tale che rendeva i concetti antiteci e contrastanti.
Ora, con il termine kràtos i Greci indicavano un’imposizione violenta di regole che la totalità degli aventi diritto al voto (come a Sparta) o la maggioranza di essi (come a Locri e ad Atene) imponevano pure a sé stessi. Il verbo kratèo (κρατέω), nella lingua madre, ha più di un significato, ma giammai si discosta da un atto impositivo: ho forza, ho potenza, domino, regno, ho ragione, vinco, ho dominio su e via discorrendo.L’amore e il rispetto della legge come imposizione della polis.
Lo studio del pre-diritto ellenico ci rivela che quando il bene comuneviene inteso come valore in sé esso va tutelato, se necessario violentemente, anche a danno del bene del singolo. Solo allora nasce il termine democrazia; ma siamo già tra il V e il IV secolo a.C., non all’epoca della Repubblica di Locri.Il concetto di democrazia deve essere integrato con quello seguente di polis o, meglio, con il termine politeia. La ragione sta nel fatto che il termine democrazia entra in vigore molto tardi come concetto e come forma di governo. Bisogna arrivare nella metà del V secolo a. C. per trovarne traccia, e solo nel IV viene indicato come cosa buona. In conseguenza, l’affermazione iniziale che Locri deve essere considerata come la prima democrazia del mondo occidentale va presa cum grano salis, ossia come un concetto a posteriori. Il termine esatto è dunque politeia o Repubblica, con le conseguenti implicazioni costituzionali. Si spiega così meglio il titolo della nostra rubrica, che fa riferimento alla politeia, e non alla demokratia. Diversamente sarà un concetto monco. Ma prima ancora è bene parlare del pre-diritto in Grecia, cosa utile ai fini di spiegare le ragioni del Proemio di Zaleuco e anche delle sue leggi.

Foto: La scuola di Atene

Redazione

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