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Il pugno duro contro il Covid farà slittare il voto a settembre?

L’irrigidimento di alcune norme da parte del Governo Draghi per cercare di contenere gli effetti della pandemia da Covid-19 potrebbe avere strascichi pesanti sulle scadenze elettorali. Starebbe infatti già circolando sul tavolo del Governo una proposta che potrebbe determinare lo slittamento di tutte le scadenze elettorali al mese di settembre. La norma, che riguarderebbe non solo il turno elettorale delle amministrative previsto per maggio ma anche quello sempre più prossimo delle regionali calabresi fissato per l’11 aprile, potrebbe essere emanata per evitare l’organizzazione di campagne elettorali e iniziative politiche che potrebbero produrre pericolosi assembramenti.
Se confermata, la notizia rappresenterebbe certamente una brutta tegola per la Regione che, ricordiamo, in seguito alla scomparsa della Presidente Jole Santelli, è attualmente amministrata da una Giunta Regionale che non può agire nel pieno delle sue funzioni.
Ma, rimanendo nella Locride, il nostro pensiero va anche al tanto agognato rinnovo delle cariche istituzionali di Siderno, la cui data potrebbe una volta di più allontanarsi cominciando ad apparire ai cittadini come una sorta di miraggio.
E il clima di incertezza, sia a livello comprensoriale sia (soprattutto) a livello regionale, verrebbe ulteriormente acuito dai movimenti posti in essere dalle compagini politiche, che avevano già cominciato a muovere i primi passi sullo scacchiere elettorale: a Siderno pensiamo alla candidata a sindaco Maria Teresa Fragomeni, che potrebbe divenire la protagonista della campagna elettorale più lunga della storia, o a quanto ancora potrebbero mutare gli assetti tra i componenti di una stessa compagine come avvenuto recentemente tra #inpiedipersiderno e Volo.
In ambito Regionale, invece, non riusciamo proprio a immaginare che ripercussioni potrebbe avere una dilazione così lunga sulla campagna elettorale del centrosinistra e sull’asse Luigi De Magistris-Carlo Tansi, soprattutto dopo che il candidato a presidente dei dem, Nicola Irto, aveva cercato un’intesa con l’ex magistrato di Catanzaro e l’ex capo della Protezione Civile che è stata prontamente rispedita al mittente. Il clima si distenderà o la tensione si farà ancora più acuta?
A nostro modesto avviso, chi potrebbe vedere del buono in questo slittamento è il centrodestra, che le sue carte non le ha ancora scoperte e che potrebbe a questo punto avere tutto il tempo di costruire una corazzata in grado di sfruttare le fragilità già improvvidamente mostrate dagli avversari…

Fonte: napolike.it

Jacopo Giuca

Nato a Novara in una buia e tempestosa notte del giugno del 1989, ha trascorso la sua infanzia in Piemonte sentendo di dover fare ritorno al meridione dei suoi avi. Laureatosi in filosofia e comunicazione, ha trovato l’occasione di lasciarsi il nord alle spalle quando ha conosciuto la sua compagna, di Locri, alla volta del quale sono partiti in una altra notte buia e tempestosa, questa volta di novembre, nel 2014. Qui ha declinato la sua preparazione nella carriera giornalistica ed è sempre qui che sogna di trascorrere la vecchiaia scrivendo libri al cospetto del mare.

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