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Recovery Plan: “La quota da destinare alla Calabria è già fissata”

Di Rosella Cerra – Movimento Tesoro Calabria

In qualità di convinta meridionalista e candidata di Tesoro Calabria alle prossime Regionali, mi sono subito occupata di un tema cruciale per il Sud quale il Recovery Plan ricevendo peraltro il massimo sostegno da parte del presidente e fondatore del Movimento, Carlo Tansi, anch’egli molto sensibile rispetto a questo fondamentale argomento. A riguardo, inizierei con il mettere in rilievo il fatto che nei giorni scorsi la rete di oltre trecento sindaci del Meridione, costituitasi con la sigla Recovery Sud, ha consegnato un documento al nuovo sottosegretario per il Mezzogiorno, la calabrese Dalila Nesci, in cui si chiede maggiore attenzione per il Meridione nella ripartizione dei fondi del Recovery Fund.
L’interesse si focalizza sul Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza che il Governo dovrà presentare entro la fine del mese venturo con progetti di spesa e piani per gli investimenti. Il ruolo della Calabria rischia purtroppo di essere marginale nella fase in corso, mancando di fatto una Giunta Regionale in grado di avanzare proposte e realizzare i giusti investimenti. Comunque sia è utile rimarcare, come già da me specificato in altre occasioni, che i criteri per la ripartizione dei fondi sono tre: popolazione, disoccupazione e reddito medio. Riguardo a tali ultimi parametri la Calabria si pone purtroppo in testa alla classifica. E dunque se a tutto il Sud spetta circa il 70% dei 209 miliardi di Euro destinati al nostro Paese per tale asset, ossia 147, qui da noi ne dovrebbero arrivare circa 14, limitatamente al solo riferimento sulla popolazione e considerando gli altri due criteri in media uguali per le regioni del Mezzogiorno.
È di conseguenza chiaro che in Calabria, con tali cifre, si possono sistemare moltissime cose. A cominciare da Infrastrutture, Sanità e Ambiente, compresa la depurazione e la bonifica dei siti inquinati, ahimè causa di innumerevoli morti. Tutto ciò comporterà inoltre la creazione di numerosi posti di lavoro che, così come indicato dall’Unione Europea, è una delle finalità dello stanziamento dei fondi, ossia l’incremento dell’occupazione per diminuire il macroscopico e crescente divario fra Nord e Sud Italia.
Ma vi è di più: in relazione alle dichiarazioni del sottosegretario Nesci sui criteri da applicare per quantificare l’esatto ammontare delle risorse destinate alle nostre regioni io, grazie al prezioso lavoro svolto insieme ad altri esperti della materia, sostengo che i criteri sono invece stati stabiliti da subito e definiti nell’allegato 1 del documento recante il contenuto del cosiddetto Recovey Plan scaricabile dal sito della Commissione Europea. Mi riferisco, nello specifico, a Com 2020 408 Final del 28 maggio dell’anno scorso. Ragion per cui vanno soltanto applicati per come già determinati. Ecco perché, forte dell’appoggio del mio presidente Tansi che, ribadisco, ha pienamente condiviso e supportato l’iniziativa da me intrapresa, mi limito a invitare chi di dovere a utilizzare la formula già elaborata da me con i numeri che ho fornito nel comunicato stampa.

Redazione

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