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Costume e Società

Mariantonietta e quell’amore per gli animali che fonde tradizione e innovazione

Ammirare la natura, in tutta la sua magica infinità, è segno di un amore che mostra un profondo senso di gratitudine per l’ambiente circostante, verso il quale ogni essere umano dovrebbe sentirsi in debito, attuando dei comportamenti di tutela e rispetto. Le campagne e le montagne di Calabria, in questo caso quelle aspromontane, offrono ricchezze e risorse inestimabili, talvolta poco apprezzate e valorizzate, per colpa di concezioni e mentalità non opportunamente visionarie e coraggiose, che non consentono di compiere il tanto famigerato salto di qualità necessario per uscire da una staticità priva di prospettive future socio-economiche e occupazionali.
La storia di Mariantonietta (26 anni), figlia sentitamente legata alla sua madre terra, rappresenta uno di quegli esempi in cui la tradizione incontra l’innovazione grazie a una costante dedizione rivolta alla ricerca e agli studi, elementi che arricchiscono le conoscenze e amplificano la consapevolezza delle potenzialità. La sua curiosità si sviluppa sin dall’infanzia, all’interno dell’impresa di famiglia, sita a Careri e abbracciata da bellezze paesaggistiche mozzafiato, considerata la presenza della Valle delle Grandi Pietre, tra le quali domina Pietra Cappa, il monolite più grande d’Europa.
Proprio nel cuore dell’Aspromonte, intorno agli anni ’90, nasce l’azienda agro-zootecnica della famiglia Richichi, impegnata in varie attività: allevamento di bovini, capre e suini; raccolta olive e produzione propria di olio Extra Vergine; elaborazione vitivinicola e coltivazione di alberi da frutto (mandarini, limoni e così via); produzione di latte per la preparazione di formaggio, ricotta e caciocavallo per autoconsumo. Ogni componente della famiglia contribuisce fattivamente alla causa, con lo scopo di non disperdere la preziosità dei saperi e dei sapori tradizionali di un territorio che offre qualità e opportunità di una certa rarità. A spendersi per il 70% della gestione aziendale è il padre, Severino, che concentra il suo apporto nella mungitura, nella conduzione dei pascoli e nella semina di loietto/sulla/avena per la produzione del fieno, mettendo a disposizione la sua esperienza anche in tutte le altre attività. Ad affiancarlo la moglie Mariarosa, addetta alla gestione della parte economica e burocratica ma soprattutto artefice della trasformazione del latte in formaggio, caciocavallo, ricotta e, da circa un anno, anche in burro. Del lavoro concernente la coltivazione della vite e la fabbricazione del vino, invece, se ne occupa Carmine (24 anni), l’altro figlio, che opera scrupolosamente con passione, grazie alle conoscenze acquisite nel tempo, anche in merito alla cura degli alberi da frutto. A tutto ciò si aggiunge il premuroso aiuto da parte di Jessica (21 anni), sorella minore, che nel frattempo coltiva convintamente il sogno di diventare una stilista. Nella cronistoria del team aziendale e collaborativo, inoltre, occorre riportare che, negli anni, la gestione dei suini è passata nelle mani dell’altro Carmine, il cugino, nel segno di un’omonimia che sottolinea la conservazione di una vecchia usanza, quella di dare il nome del nonno paterno al primo figlio maschio.
Per quanto riguarda, infine, l’interessamento e l’inserimento di tutti i dati specifici, è Mariantonietta a mettere in campo la sua preparazione e i suoi approfondimenti universitari, fresca di laurea magistrale in Scienze Zootecniche e Tecnologie animali. Lei, attualmente, si trova fuori regione, impegnata nello sfruttamento di un assegno di ricerca in zootecnia, utile per accrescere il bagaglio culturale accanto a esperti del settore, con l’obiettivo di poter implementare il livello di innovazione dell’azienda famigliare. Difatti, nelle sue operazioni di aggiornamento del database aziendale, figurano diversi punti, che richiedono senz’altro una certa competenza tecnica e teorica: produzione e qualità del latte; gestione della riproduzione (calori e parti delle bovine); spese dell’alimentazione acquistata da esterni per dare aggiunta al fieno e all’erba dei pascoli, al fine di aiutare le bovine a produrre maggior latte di qualità; quantità di alimento somministrato agli animali e così via).
Un amore viscerale, quello di Mariantonietta, verso il mondo animale e verso tutti i doni della natura, che invita a una doverosa riflessione sull’importanza di credere nei propri desideri e nelle proprie capacità, attingendo dalle radici della memoria per costruire un futuro più autentico e consapevole. Questi modelli di restanza, colmi di umiltà e senso del sacrificio, possiedono la forza di trasmettere e alimentare la speranza e il coraggio, sentimenti imprescindibili nelle lotte quotidiane contro la rassegnazione dell’oggi e il timore del domani. Perché se certe storie e certe esperienze si possono ancora raccontare, vuol dire che esistono e che nulla può impedirci di viverle, senza mai smettere di percepire e cogliere il dolce sussurro delle emozioni e delle ispirazioni positive.

Mariantonietta nell’azienda di famiglia

Giovanni Ruffo

Nato e cresciuto sullo Jonio, con il corpo accarezzato dalla brezza del mare e un potente richiamo spirituale in Aspromonte. Cittadino e straniero ovunque, amante della bellezza immateriale e delle meravigliose ricchezze che madre natura dona ai suoi ospiti. Avventure radiofoniche di musicultura e una passione viscerale per il teatro e la scrittura, terapie dell’anima necessarie per coltivare i princìpi di resilienza e r-esistenza, coniuga la tradizione con l’innovazione, le radici con le ali. Ricerca sprazzi e scorci di poesia nelle crepe, negli anfratti più nascosti, in ogni spigolo di mondo. Ama la diversità e la libertà, intese come opportunità e strumenti di crescita. Detesta i muri dell’indifferenza e crede nei ponti dell’umanità, trovando nelle differenze delle autentiche risorse costruttive e collettive.

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