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Il Parco della Biodiversità Mediterranea di Catanzaro

Di Silvia Turello

Oggi parleremo di un bene di natura paesaggistica, situato nel capoluogo di Regione, Catanzaro. Si tratta del Parco della Biodiversità Mediterranea di recente installazione in cui convergono tutti insieme arte, percorsi, varietà di piante, installazioni artistiche che ricordano il visionario e suggestivo Parc Güell di Antoni Gaudí a Barcellona e aree dedicate allo sport. Non mancano gli specchi d’acqua, le sculture e persino un anfiteatro. Un luogo perfetto, insomma, per passare una giornata o un pomeriggio all’aperto, quando il tempo lo permette o durante la bella stagione.
Il Parco della Biodiversità Mediterranea è un’area verde che si estende per 60 ettari nel cuore della città di Catanzaro. È facile arrivarci: arrivando a Catanzaro, dalla Strada Statale 109, c’è subito l’uscita che porta direttamente al cancello esterno. Sorge proprio sotto l’ospedale Pugliese.
Il Parco, inaugurato nel 2004, è un ecosistema in cui convivono grandi varietà floristiche e faunistiche: sono circa 50.000, infatti, le piante scelte e utilizzate per la riqualificazione dello spazio, tutte provenienti dalla flora mediterranea; ma è soprattutto un sistema multitematico in cui la natura si intreccia con l’arte, la cultura, lo sport e il tempo libero. All’interno dello stesso, inoltre, sorge la scuola superiore di Agraria e il Museo delle Armi.
Entrando, dà l’impressione di trovarsi in un altro luogo per la diversità delle aree, i laghetti popolati da pesci, anatre e cigni, i percorsi curvilinei a tratti inseriti tra archi rivestiti di piante rampicanti, persino un labirinto e l’affaccio sulla città che offre spettacoli di tramonti suggestivi.
Nel Parco si passa senza soluzione di continuità da una fruizione degli aspetti naturalistici del paesaggio al contatto con una dimensione culturale di ampio respiro rappresentata dal Museo Storico Militare Brigata Catanzaro e da una prestigiosa raccolta open air di arte contemporanea: le installazioni di Dennis Oppenheim (Electric Kisses), Tony Cragg (Cast glance), Jan Fabre (De man de wolken meet /L’uomo che misura le nuvole), Mimmo Paladino (Testimoni), sette sculture in ferro del ciclo Time Horizon di Antony Gormley, una betoniera di Wim Delvoye; Totem, ovvero la rappresentazione del personaggio Darth Vader, di Marc Quinn; un dittico in bronzo dipinto di Stephan Balkenhol raffigurante un uomo e una ballerina.
Ma non solo l’aspetto botanico è rilevante all’interno del parco: anche la fauna è ben rappresentata: gufi reali, vari esemplari di pappagalli, aquile, gru coronate, un grifone del Pollino, esemplari di falco lanario e varie specie di interesse ornitologico sono state sistemate nella zona del laghetto dove nuotano oche e cigni.
Nel Parco della Biodiversità sono molte le attività che si possono fare. Una riqualificazione paesaggistica e artistica molto ben riuscita che ha interessato l’area circostante della scuola di Agraria, ora inglobata nello stesso.
Fortemente consigliato andarci.

Redazione

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