CronacaReggio Calabria

Per la Corte d’Appello la ‘ndrina Muià di Siderno “non sussiste”

La Corte di Appello di Reggio Calabria ha demolito l’impianto accusatorio del maxi processo Canadian ’ndrangheta Connection mandando assolti tutti gli imputati accusati di far parte di una associazione per delinquere di stampo mafioso, in particolare denominata ‘ndrina Muià, operante in Contrada Ferraro di Siderno, con la formula “perché il fatto non sussiste”.
Il processo ha riguardato i sette imputati che hanno adito al giudizio in abbreviato, che in primo grado si era concluso con pesanti condanne per i sette, per un totale di 68 anni di reclusione e con una sola assoluzione, peraltro già definitiva.
Il Giudice dell’Udienza Preliminare di Reggio Calabria, allora, aveva ritenuto sussistente la ‘ndrina Muià, e ne aveva evidenziato l’operatività a seguito dell’omicidio di Carmelo Muià, detto Mino, ucciso la sera del 18 gennaio 2018 a Siderno. Un delitto ancora oggi senza alcun colpevole. All’epoca gli investigatori hanno seguito alcuni famigliari del defunto Muià fino in Canada dove, secondo gli inquirenti, si sarebbero recati per meglio comprendere il movente dell’omicidio del congiunto.
In questo contesto la Procura ha ipotizzato l’esistenza di una consorteria operante a Siderno collegata con le altre famiglie di ‘ndrangheta operanti nella cittadina ionica che, nel medesimo solco individuato dai precedenti giudiziari, avrebbero offerto un portato conoscitivo fondamentale ai fini della ricostruzione del Siderno Group of Crime, confederazione criminale radicata in Canada.
L’impianto accusatorio aveva retto in primo grado ma la sentenza, anche grazie alle competenze del consulente tecnico Antonio Miriello, che ha lavorato per alcune difese del maxi processo occupandosi di trascrizioni e captazione informatica, è stata ribaltata in sede di appello con la decisione della Corte di Reggio Calabria, che ha assolto completamente gli imputati Domenico Cerisano, Bruno Filippone, Francesco Filippone e Vincenzo Muià detto il fontaniere (ottobre 1969). Assolto dall’accusa di partecipazione a un’associazione mafiosa anche Vincenzo Muià (novembre 1969), condannato a 5 anni di reclusione per altri reati. Pena rideterminata per Cosimo Futia, detto Shuster, a complessivi 3 anni, e per Michelangelo Archinà a 1 anno e 4 mesi con pena sospesa, e per entrambi revocata la misura cautelare in corso.
I giudici reggini hanno accolto i ricorsi degli avvocati Antonio Speziale, Giacomo Iaria, Eugenio Minniti, Valeria Iaria, Valerio Vianello Accoretti, Giuseppe Belcastro, Antonio Russo, Antonio Sotira e Angelica Commisso.
L’avvocato Eugenio Minniti, a margine della sentenza, ha dichiarato: «La Corte di Appello di Reggio Calabria, Seconda Sezione Penale, assolvendo tutti gli imputati dal delitto di associazione mafiosa ha ripristinato quella dispersa verità processuale affermando quei sacrosanti principi di diritto che, nonostante siano tutelati e salvaguardati dalla Nostra Carta Costituzionale, vengono quotidianamente calpestati da una produzione giurisdizionale marcatamente giustizialista. I Giudici Distrettuali hanno pedissequamente applicato in ordine alla contestata condotta partecipativa mafiosa quei rinnovati criteri giurisprudenziali delle Sezioni Unite della Cassazione che pretendono “la messa a disposizione permanente dell’asserito sodale attraverso un patto reciprocamente vincolante con la consorteria” che, nel caso di specie, è stato ritenuto assolutamente insussistente.»


“Birra”

Oὐδείς

Oὐδείς (pronuncia üdéis) è il sostantivo con il quale Ulisse si presenta a Polifemo nell’Odissea di Omero, e significa “nessuno”. Grazie a questo semplice stratagemma, quando il re di Itaca acceca Polifemo per fuggire dalla sua grotta, il ciclope chiama in soccorso i suoi fratelli urlando che «Nessuno lo ha accecato!», non rendendosi tuttavia conto di aver appena agevolato la fuga dei suoi aggressori. Tornata alla ribalta grazie a uno splendido graphic novel di Carmine di Giandomenico, la denominazione Oὐδείς è stata “rubata” dal più misterioso dei nostri collaboratori, che si impegnerà a esporre a voi lettori punti di vista inediti o approfondimenti che nessuno, per l’appunto, ha fino a oggi avuto il coraggio di affrontare.

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