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Ultime da Reggio: il furto alla Castore, i centri diurni e “Rara Avis”


Edil Merici

Proseguono le attività dell’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria, la cui giunta, guidata dal sindaco facente funzioni Paolo Brunetti, ha dovuto questa mattina dare conto del furto di alcuni mezzi comunali, è intervenuta sulla questione dei centri diurni e ha presentato la mostra Rara Avis.

Rubati cinque mezzi al Comune di Reggio Calabria

Sono stati rubati questa notte cinque mezzi da lavoro della Società a Responsabilità Limitata Castore del Comune di Reggio Calabria. Nello specifico si tratta di tre camion cassonati e scarrabili, un mezzo a pala meccanica e un escavatore, per un valore complessivo di 270mila euro. A darne notizia in una nota il sindaco ff del Comune Brunetti e l’Assessore delegato alle Società comunali Francesco Gangemi.
“Si tratta, purtroppo, dell’ennesimo episodio di furti e atti vandalici che subisce la nostra società – hanno spiegato Brunetti e Gangemi – un fatto gravissimo che intendiamo stigmatizzare con forza, nella speranza che gli autori del furto ai danni della collettività siano presto assicurati alla giustizia e che i mezzi, come già avvenuto in passato, possano essere recuperati.”
Allertati dai vertici della Castore e dell’Amministrazione comunale, presso il deposito di Ravagnese, dove i mezzi si trovavano, sono intervenuti questa mattina gli uomini del Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, che in queste ore stanno effettuando i rilievi per verificare la dinamica del furto, che secondo una prima ricostruzione dovrebbe essere avvenuto intorno alle 2:00 di notte. L’area del parcheggio dove i mezzi erano custoditi durante la notte è presidiata da telecamere di sorveglianza. Dopo gli episodi di furto e danneggiamento avvenuti negli anni scorsi la Società si è anche dotata di un servizio di vigilanza notturna che però non è bastato a evitare il nuovo furto.
“Siamo rammaricati e avviliti – hanno aggiunto Brunetti e Gangemi – ciò che è avvenuto è gravissimo. È l’ennesimo atto ai danni della comunità reggina. E quello che ci preoccupa non è solo il danno materiale, visto che comunque i mezzi risultavano assicurati, ma il danno funzionale alle attività della Società che ogni giorno opera con abnegazione al servizio dei cittadini, intervenendo con il proprio personale, che ringraziamo per la preziosa attività, curando il comparto delle manutenzioni e del decoro urbano. È chiaro che l’attività in questi giorni subirà un rallentamento. E fa rabbia pensare che ciò è dovuto al gesto di qualche scellerato. Ma i reiterati tentativi di furto e danneggiamento lasciano pensare che ci sia qualcuno a cui la piena operatività di Castore sta dando fastidio. Ed è evidente che questi episodi non danneggiano solo la Società o il Comune, ma l’intera collettività. Noi chiaramente non arretriamo di un millimetro e faremo tutto quanto necessario per fare in modo che i danni all’operatività della società siano ridotti più possibile e le attività possano presto tornare a regime.»

Centri diurni: «Modificare il regolamento regionale, a breve tavolo tecnico con l’assessore Minasi»

«La vicenda che riguarda i quattro centri diurni costretti a interrompere le loro attività dal vigente regolamento regionale è estremamente grave, perché si tratta di servizi necessari e irrinunciabili per la comunità cittadina, per le famiglie e per le fasce più fragili della popolazione. Non meno allarmante è poi la questione occupazionale che si lega a tale situazione, poiché lo stop a questi servizi significa mettere a rischio numerosi posti di lavoro in un contesto sociale come quello reggino già particolarmente debole sotto questo profilo». È quanto afferma l’assessore comunale al Welfare Demetrio Delfino intervenendo sulla vicenda dei quattro centri diurni per minori della città, alle prese con le stringenti disposizioni della normativa regionale risalenti al 2019 e alla quale i soggetti interessati avrebbero dovuto adeguarsi per tempo.
Tutto nasce dal processo di riforma del settore Welfare di qualche anno fa, ricorda infatti Delfino, «e poi incorniciato nella Legge Regionale 503 a cui fece seguito il regolamento regionale nº 22 del 2019. Una disciplina che ha imposto alle strutture del settore tutta una serie di vincoli e prescrizioni estremamente rigorose rispetto a quello che era il modo di operare precedentemente adottato. Parliamo a esempio del numero dei bagni presenti all’interno delle strutture, del numero dei metri quadrati per utente, dell’eliminazione e integrazione di determinate figure professionali, solo per citare alcuni dati.»
Un complesso di norme e vincoli, dunque, che ha inciso pesantemente in modo particolare su quelle realtà che non hanno la possibilità di conformarsi a tali prescrizioni in tempi rapidi, ad esempio adeguando i locali a loro disposizione o individuando una struttura più ampia che ovviamente richiederebbe investimenti ancora maggiori. Inoltre, si è anche verificato, in conseguenza di tale regolamento, la diminuzione del monte orario settimanale di alcune figure professionali e pertanto, a fronte della stessa utenza, molte realtà hanno visto diminuire il loro personale.
Rispetto a questo quadro così complicato, in cui tra le altre cose si intersecano anche i due anni di pandemia, «il Comune – sottolinea Delfino – ha fatto fronte alle esigenze dei centri diurni per minori operando in proroga rispetto alla normativa regionale, dunque assumendosi una grande responsabilità con l’obiettivo di offrire una soluzione ponte temporanea agli operatori in difficoltà. Oggi, con la legge e il regolamento regionale operativi e il Piano di zona pienamente attuativo, dopo l’ultima proroga terminata lo scorso 30 giugno, non è più possibile autorizzare strutture che non hanno i requisiti previsti dalla vigente normativa regionale.
«Non ci siamo fermati qui, tuttavia – rimarca il rappresentante di Palazzo San Giorgio, – perché crediamo che si debba individuare in tempi brevi una via d’uscita ragionevole a tale situazione. Per questo motivo ho formalmente chiesto all’assessore regionale al Welfare Tilde Minasi la convocazione di un tavolo tecnico di concertazione con il coinvolgimento dello stesso assessorato regionale, dei dirigenti della Regione Calabria, del Terzo Settore, dei sindacati e, naturalmente, del Comune di Reggio Calabria, affinché si faccia chiarezza sulle modalità di applicazione del regolamento e sulle possibili modifiche chieste a gran voce dal terzo settore. Una richiesta che ha fatto registrare da parte dell’assessora Minasi la pronta apertura e la piena disponibilità al confronto. In quella sede, peraltro, – conclude Delfino – avremo anche modo di valutare una strada che consenta di far fronte all’inevitabile fase di stallo che si verrà a creare nell’immediato, in attesa che si avvii il processo di modifica del regolamento regionale.»

Al via dal 9 luglio la mostra Rara Avis nel segno della Magna Grecia e dei Bronzi di Riace

È stata presentata nel Salone dei Lampadari Italo Falcomatà di Palazzo San Giorgio la mostra dal titolo Rara Avis di Antonio Affidato, a cura di Emanuele Bertucci. L’evento, promosso dal Comune e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria in collaborazione con la Michele Affidato orafo e con il patrocinio del Leo Club 108YA e dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, andrà in scena fino al 9 settembre nella Pinacoteca Civica di Reggio Calabria dove è in programma la cerimonia ufficiale di inaugurazione sabato 9 luglio, a partire dalle ore 18:30.
A illustrare i dettagli dell’iniziativa l’assessore comunale al Turismo e Cultura Irene Calabrò, l’artista e scultore Antonio Affidato, il curatore della mostra Emanuele Bertucci, il poeta e autore del libro Faillo il Pitionico Gianluca Facente, il critico d’arte Gabriele Romeo e il presidente distretto Leo Club 108YA Calabria/Basilicata/Campania Paolo Battaglia.
Sei, dunque, le opere bronzee (Gea, Medusa, Pitagora, Serse, Alcmeone e Phayllos) firmate Antonio Affidato e ispirate ai temi della Magna Grecia, che saranno esposte in Pinacoteca lungo tutta la stagione estiva, dal 9 luglio al 9 settembre.
«Si tratta di un appuntamento molto importante e di grande prestigio – ha sottolineato l’assessore Calabrò – che va nella direzione di un’ulteriore valorizzazione delle nostre radici storico culturali più autentiche e profonde, rilanciando inoltre la centralità dei Bronzi di Riace nell’anno che celebra i cinquant’anni dal loro ritrovamento. In questo contesto – ha poi aggiunto Calabrò – l’amministrazione comunale ha accolto con entusiasmo la proposta dell’artista Antonio Affidato che ha voluto presentare una linea scultorea composta da creazioni bronzee legate al tema della Magna Grecia. È un momento importante anche perché si dà spazio a quelle eccellenze del territorio che rendono onore e lustro alla Calabria, a livello nazionale e internazionale.»
E, guardando ai Bronzi, «il percorso di rilancio e valorizzazione deve essere necessariamente di lungo respiro – ha rimarcato la rappresentante di Palazzo San Giorgio – puntando al riconoscimento di patrimonio dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura e rafforzando l’identità storica della nostra città.»
In questa direzione è arrivata una bella notizia da Chalkis, in Grecia, la cui municipalità ha deliberato a favore del gemellaggio con Reggio Calabria, riavviando dunque un percorso virtuoso partito già nella scorsa consiliatura su iniziativa del Sindaco Giuseppe Falcomatà.
«Poter esporre le mie opere nell’ambito del calendario di eventi dedicati ai Bronzi di Riace è per me un’emozione fortissima – ha detto l’artista Affidato, – e ringrazio l’amministrazione comunale di Reggio Calabria per aver creduto in questo mio percorso artistico che nasce da lontano, dal laboratorio orafo di mio padre Michele per poi evolversi progressivamente fino ad abbracciare il mondo della scultura. E proprio il connubio tra oreficeria e scultura sarà uno degli elementi che caratterizzeranno la mostra in Pinacoteca.»


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