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Daniela Marzano: «Il bando borghi mostrerà la capacità di fare squadra dei cittadini di Bivongi»

Il progetto con il quale Bivongi ha conquistato il 67º posto nella graduatoria del Bando per la valorizzazione dei borghi si articola in cinque interventi che ridaranno prestigio al centro.
«Bivongi Exhibit è stato progettato non solo per valorizzare il borgo, ma soprattutto per creare nuove opportunità di sviluppo socio-economico sfruttando le risorse culturali in ambito turistico», ci spiega l’ex vicesindaco, Daniela Marzano, in carica al momento della presentazione della proposta progettuale alla Regione Calabria.
«L’Amministrazione Comunale ha pensato bene di individuare, tra i tanti obiettivi prefissati, il potenziamento di due settori di fondamentale importanza per Bivongi: enogastronomico e artigianale. Spetta a noi in primis riconoscere il valore che possiede il nostro borgo e le consistenti risorse di cui dispone. Abbiamo, altresì, predisposto una serie di interventi tra loro connessi che riguardano gli aspetti più disparati. Quello che desideriamo accada è la partecipazione attiva e diretta della popolazione che, siamo sicuri, comprenderà la bontà dell’opportunità offerta e inizierà sicuramente a investire nei settori produttivi che intendiamo potenziare, contribuendo così nell’ottica dell’avvio di quei processi di sviluppo turistico-culturale tanto ambiti e auspicati. L’investimento da parte di privati e giovani imprenditori richiederà la formazione adeguata e, di conseguenza, la creazione di laboratori artigianali con un sensibile aumento delle opportunità occupazionali. Solo così le attività da svolgere all’interno e attorno al borgo “costringeranno” gli attori pubblici e privati a una collaborazione reciproca e di stretta sinergia e da essa dipenderà il raggiungimento degli scopi. Il nostro progetto si basa su un concetto di comunità impegnata a rimboccarsi le maniche nel luogo in cui vive».

Foto: cloudfront.net

Caterina Sorgiovanni

Nata a Locri nel non molto lontano 1993, è iscritta al Corso di Laurea in Scienze delle Pubbliche e Private Amministrazioni, ma conserva in un cassetto di cui non ha ancora trovato la chiave un debole per la facoltà di Lettere Classiche. Non si tira indietro dinanzi al confronto verbale ma preferisce scrivere, arte che, leggenda vuole, ha praticato dal primo giorno di vita. Scriveva infatti sulla schiena della madre quando la cullava, lo ha fatto per mettere a tacere i cattivi pensieri, lo fa oggi per Métis. L’armonia e la flessibilità che condivide con le parole le hanno rese le sue più care amiche… a differenza di quanto avvenuto con quegli antipatici dei numeri che si ostinano a racchiudere tutto in schemi.

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