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“Progetto Sud”: quattro atti intimidatori in pochi giorni

Negli ultimi 8 giorni ben quattro operatori della Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme hanno ritrovato le proprie auto con le gomme squarciate. È l’odioso bilancio di reiterati atti intimidatori subiti dai lavoratori del gruppo sociale fondato da Don Giacomo Panizza e che vanno a completare un quadro reso davvero sconfortante dalle sette denunce depositate in pochi mesi presso la Procura della Repubblica di Lamezia Terme.
A dirsi preoccupato dall’escalation lo stesso Don Panizza, inquietato dal fatto che, in questa occasione, a essere stati presi di mira siano proprio i dipendenti della Casa Pensieri & Parole, che sorge in un bene confiscato di Via dei Bizantini, e non, come avvenuto in passato, l’Ente stesso.

L’Assessore regionale Gianluca Gallo: «Sicuri che nessuno si arrenderà»

«Di fronte al perpetuarsi di atti intimidatori del genere, proviamo grande amarezza ma anche la consapevolezza che nessuno si arrenderà» ha commentato dalla Cittadella Jole Santelli l’Assessore Regionale al Welfare Gianluca Gallo, che auspica un pronto intervento delle Forze dell’Ordine per fare luce su quanto accaduto.
«Noi siamo e saremo senza incertezze né tentennamenti al fianco di questa Calabria – ha chiosato l’assessore, -contro le ‘ndrine e il malaffare».

Santo Biondo: «‘ndrangheta sempre più all’angolo»

Solidarietà è stata espressa anche dal Segretario generale della UIL Santo Biondo, che esprime piena vicinanza «agli operatori di Progetto Sud, finiti ancora una volta nel mirino di stolti senza coraggio.»
Anche per Biondo solo un deciso intervento della Magistratura e delle Forze dell’Ordine potrà garantire la chiusura definitiva di questa odiosa parentesi, così come certamente contribuirà l’attenzione massima del Prefetto in virtù del fatto che quanto accaduto in queste ore non sia il primo degli atti intimidatori subiti da Don Panizza e dalla sua comunità.
«Ci rincuora il fatto – conclude Biondo, – di poter leggere fra le righe di quanto accaduto il segnale che il fenomeno ‘ndranghetistico sta trovando argini sempre più forti a quello che, storicamente, è stato (e speriamo presto non sia più) il suo straripante potere intimidatorio.»

Nicola Irto: «I calabresi faranno quadrato attorno alla Comunità»

E la vicinanza è arrivata anche da Nicola Irto.
«Ogni calabrese deve essere grato per l’operato che don Giacomo Panizza compie per il Lametino e per la Calabria in generale, verso l’affermazione dei principi di legalità e solidarietà attraverso un impegno di vita sempre rivolto agli ultimi e alle persone in difficoltà» ha affermato il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Calabria, che ha proseguito dicendosi certo che i calabresi faranno quadrato “attorno a questo grande patrimonio di valori umani e sociali.”

Carlo Tansi: «Don Panizza ha sfidato la ‘ndrangheta con i fatti»

Vicino a Don Panizza anche l’esponente di Tesoro Calabria Carlo Tansi, per il quale Don Panizza «ha sfidato la Piovra con i fatti e non con le chiacchiere. Un confronto a viso aperto, il suo. Un atto di guerra alla più potente mafia del mondo, seppur portato avanti da una persona mite. Un soldato di Cristo, punto e basta. Ma con una tempra tale da costargli appunto timori e sofferenze ingiusti». Panizza, prosegue Tansi, testimonia nella quotidianità la vera missione di Cristo in una terra ancora soggiogata dalla più pericolosa consorteria malavitosa del pianeta.

Foto: lametino.it

Redazione

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