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La nomina della consulta dei calabresi all’estero non è più procrastinabile


Edil Merici

Di Orlandino Greco – L’Italia del Meridione

Egregio Presidente Occhiuto,
subito dopo la sua elezione a Presidente della Regione, Le ho indirizzato una missiva per richiamare la sua attenzione sull’importanza e il valore della Consulta dei Calabresi all’Estero.
Sono nuovamente a scriverle in merito, facendomi portavoce delle diverse richieste che mi giungono da più parti e dai tanti nostri corregionali che vivono oltreoceano. Proprio in questi in giorni mi trovo in America, dove ho avuto modo, tra l’altro, d’incontrare alcune delle figure più rappresentative dei calabresi che vivono oltreoceano, i quali mi hanno manifestato la loro volontà di volersi impegnarsi fattivamente, attraverso una programmazione mirata e sinergica. Diversi mesi sono passati dalla nomina dei nuovi referenti ma, a oggi, non è stata ancora intrapresa alcuna azione in merito e, soprattutto, nessun contributo finanziario è stato, dopo la sospensione durante la legislatura della presidente Jole Santelli, ricollocato.
Sarebbe superfluo ritornare nuovamente su quel grande patrimonio che sono i nostri calabresi all’estero e sul valore e l’importanza della Consulta, riconosciuta e formalizzata proprio attraverso una legge regionale. Basta solo fermarsi a contemplare i numeri: 7 milioni i nostri corregionali nel mondo e oltre 405mila i calabresi residenti all’estero e iscritti all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero, che rappresentano quindi oltre il 20% della popolazione residente in Calabria, per comprendere che la nomina della consulta non è più procrastinabile. Una vera e propria istituzione che, collaborando a stretto contatto con la Regione, ha fatto sentire con forza la propria presenza con le comunità, le associazioni e le federazioni di calabresi in tutto il mondo.
L’impegno non è più rafforzare, rinsaldare un rapporto d’affetto, ma è necessario perseguire una serie di azioni e di interventi tesi a supportare la creazione di relazioni istituzionali ed economiche, favorire il passaggio di testimone fra le diverse generazioni, diffondere le tradizioni, la cultura, la conoscenza della nostra regione, così da incentivare la nascita di opportunità e di processi virtuosi. Molte altre regioni d’Italia, così come molti altri Paesi, hanno riconosciuto il valore dei propri emigrati intessendo relazioni forti e capaci d’incidere sullo sviluppo d’interi territori, accorciando distanze e offrendo partenariati internazionali con valenza strategica per l’export e il turismo, ma anche per la conoscenza della propria terra d’origine all’estero e viceversa, con il racconto e la testimonianza dei tanti personaggi che hanno fatto la storia oltre oceano. Nel mondo ci sono migliaia di calabresi che con talento, intuito e sacrificio, hanno raggiunto ruoli apicali in diversi settori della società, rappresentando dei veri e propri modelli di riferimento in ambito economico, sociale e istituzionale. Molti di loro oggi chiedono di poter prestare il proprio impegno, il proprio know how, la propria rete di relazioni, per far crescere la loro regione e i loro territori d’origine. Un lavoro che era già stato avviato, processi virtuosi messi in atto, molti progetti in itinere, che per la Calabria hanno rappresentato un aprirsi al mondo, proprio grazie a quel ponte che da sempre ha rappresentato un legame imprescindibile con la propria terra. Disperdere quanto costruito è un errore per l’immagine della Calabria in Italia e nel mondo, far ripartire la Consulta e ridare rappresentatività ai consultori non è una scommessa ma un reale investimento. Sono certo che anche in questa circostanza il Suo interessamento non venga meno e che, in tempi brevissimi, restituirà legittimazione alla Consulta.

Foto: zoom24.it


“Birra”

Redazione

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