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Costume e Società

Il vescovo in vista al Classico di Locri affida un messaggio di speranza agli studenti


Edil Merici

Di Elisa Ierace, Giorgia Ada Guerrisi, Pia Emanuela Abatriatico e Alessandro Lizzi – Liceo Classico Ivo Oliveti di Locri

L’ Istituto Oliveti-Panetta di Locri ha accolto presso la propria sede Monsignor Francesco Oliva. In quanto vescovo della Diocesi di Locri-Gerace (la sua nomina è avvenuta il 5 maggio 2014 e, successivamente, ufficializzata il 20 luglio a Gerace), ha espresso la volontà di organizzare un incontro con gli studenti di tutte le scuole della Locride (primarie e superiori di primo e secondo grado), tra cui il tanto rinomato Liceo Classico. L’incontro , tenutosi lo scorso 7 maggio, è stato sicuramente un’esperienza formativa dalla quale trarre validi insegnamenti, per gli studenti.
Monsignor Oliva è stato calorosamente accolto della Dirigente Concetta Sinicropi, dalla Docente di religione Rosanna Trapasso e, soprattutto, da un gruppo di studenti in rappresentanza delle singole classi. Il Coro della scuola, per l’occasione, ha cantato Ragazzo fortunato di Jovanotti, esprimendo così chiaramente il sentimento dei giovani guidato da profonda gioia e passione per la vita. L’incontro è dunque proseguito presso l’Aula Magna.
«Vengo da pellegrino» ha dichiarato il Vescovo agli studenti rievocando l’origine latina del termine, alla ricerca di qualcosa che vada oltre; con l’intento di ascoltare e discutere senza trattare un tema specifico; per trasmettere la sua esperienza ad altri pellegrini come lui, cercando di cogliere nei ragazzi ciò che di vero, spontaneo e utile possa esserci nella realtà di oggi, per leggere al meglio il mondo moderno. Ha ribadito molte volte come la cultura sia l’unico strumento per superare gli ostacoli, combattere l’ignoranza e avere una propria indipendenza. Un’affermazione che ha colto subito l’attenzione degli studenti , che hanno dato inizio a una serie di domande su tematiche specifiche come la guerra in Ucraina, la politica, l’allontanamento dei giovani da Dio e dalla Chiesa.
Il disinteresse dei giovani per la religione non viene considerato dal vescovo una loro colpa. Esso sarebbe invece il frutto di una cattiva presentazione, da parte della Chiesa, del messaggio cristiano. Il cosiddetto formalismo religioso non contribuisce, oggi, a una trasmissione spontanea del messaggio di Dio e della religione come emblema della vita. Ha approfittato, per questo, per parlare di Sinodo o tempo di sinodalità, che deve coinvolgere tutta la comunità. Solo questo potrà contribuire a un’apertura maggiore della Chiesa verso la società e i suoi bisogni.
Monsignor Oliva ha dunque raccontato l’esperienza dell’accoglienza ricordando come la Diocesi abbia ospitato un gruppo di ucraini. Tra questi rifugiati il Vescovo in persona ha accolto presso la propria abitazione, per alcuni giorni, una famiglia composta da madre, figlia e una nonna anziana, che lo hanno meravigliato per i loro sorrisi nonostante fossero fuggite da tutto ciò che, purtroppo, sta accadendo in Ucraina. Pensando a loro e al dramma della guerra, Monsignor Oliva ha sottolineato l’importanza della pace e della fratellanza tra i popoli, invitando tutti gli studenti a pregare per coloro che ancora combattono in nome del proprio Paese una guerra inconcepibile («Il ricorso alle armi è un ritorno al passato, un farsi ragione con la violenza che umilia la nostra umanità»).
Ma accoglienza è anche quella nei confronti dei migranti ,che intraprendono un viaggio di Speranza verso una metà più sicura e sbarcano sulle nostre coste in condizioni disumane ,andando molto spesso incontro alla morte.
E il pensiero è immediatamente corso allo sbarco dei migranti avvenuto nei giorni scorsi sulla spiaggia sidernese, in merito al quale Monsignor Oliva ha evidenziato che l’accoglienza debba essere un gesto spontaneo e che gli animi delle persone dovrebbero confrontarsi con l’altro comprendendo che coloro che cercano disperatamente rifugio accorrono nella nostra terra con prospettive di speranza e futuro e non vanno visti come degli ostacoli o dei nemici, ma come fratelli, piuttosto che estranei.
In conclusione, la professoressa Trapasso ha ricordato la lettera del vescovo agli studenti in occasione della Pasqua, nella quale si evidenziava il motivo della visita: “Verrò con l’unico scopo di poter dire a ciascuno di voi: non abbiate paura di questo tempo, abbiate in voi la speranza che un mondo più giusto, più bello e onesto è possibile” e ha citato Corrado Alvaro affermando che “la disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che essere onesti sia inutile”.
L’ incontro è terminato con la lettura dell’Inno della Carità (1 Corinzi, 13) di San Paolo da parte di una studentessa, in seguito alla quale il vescovo ha visitato alcune classi della scuola che non aveva incontrato in precedenza. Al termine della visita, il presule ha preso commiato con l’auspicio che tutti gli studenti abbiano potuto cogliere i migliori frutti dal suo messaggio di condivisione e fratellanza per una società rinnovata nell’amore del prossimo.


“Birra”

Redazione

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