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Costume e SocietàLetteratura

Gli illustri medici di Locri

La Repubblica dei Locresi di Epizephiri


GRF

Di Giuseppe Pellegrino

Questo raccontò Antipatro non rendendosi conto di parlare. Così disse e non capiva il perché la moglie, i figli e il fratello piangessero. Asclepio il divino, il grande, il miracoloso, aveva dimostrato la sua benevolenza a un miscredente. Non si poteva impunemente ignorare un Dio. Ora il pensiero di Antipatro andò a Persefone e al suo tesoro. Occorreva rimediare al mal fatto. Ora Antipatro sapeva cosa doveva fare.

Termina così il romanzo, ma la realtà non era diversa da quanto raccontato. Vere la presenza delle suppliche, seppure dagli scavi non è emerso niente (perché si è scavato in luogo non idoneo), vere le figuline, come a San Rocco e San Cosma e Damiano.
Democede era di Krotone, ma a Locri vi era anche un medico non meno illustre: Filistione.
Molti e famosi i medici a Locri, seppure non conosciuti, tranne Filistione. Di Filistione ne parlano tutti, anche Girolamo Marafioti, seppure non pochi tendono a collocare la sua nascita a Siracusa. Si ripete che Max Wellmann, in uno studio che comprendeva anche i medici Acrone di Agrigento e Diocle di Caristo, cita le fonti principali , non di poco conto, se il nostro viene citato da Plutarco e Ateneo lo dà nativo di o Locròs. Rufo lo cita come “Filistione che proviene dall’Italia” e Galeno lo inserisce tra i medici che vengono dall’Italia. E con il termine Italia, si rammenta ancora, veniva citata anticamente la Calabria, ma all’origine solo la Locride. Solo Diogene Laerzio lo colloca in Sicilia, ma studi recenti considerano apocrifa l’opera, che oggi si attribuisce a Speusippo. Di certo, se nato a Locri, Filistione si era trasferito a Siracusa presso la corte di Dionisio II. Fondò una scuola che ebbe una grande fama, se addirittura lo stesso Platone sentì l’esigenza di conoscerlo, tanto che nel Timeo ne parla diffusamente, ricordando le sue teorie mediche. È lo stesso Marafioti a informarci dei grandi studi che Filistione fece sull’alimentazione, tanto che egli stesso, nella parte finale della discussione dedicata ai benefici effetti del pane sulla salute, fa elencare da uno dei convitati, Galeno, i diversi tipi di pane (di frumento, di orzo, di semola, di farina di grano tenero, integrale) con l’indicazione delle proprietà nutrizionali di ciascuno, collocando al primo posto il pane di cruschello, poi il pane di semola, infine il pane di farina di grano tenero. Galeno, dopo aver chiamato Filistione il locrese, proseguiva classificando i diversi tipi di pane anche in funzione della loro digeribilità.
Filistione, secondo le ricerche di un Anonimo Londinese che attingeva a una dossografia di matrice peripatetica, ne sintetizzava le teorie. Filistione aveva indicato quattro elementi corporei: fuoco, aria, acqua e terra, ognuno dei quali caratterizzato rispettivamente dalla proprietà del caldo, del freddo, dell’umido e del secco. A suo avviso, le malattie erano determinate da cause interne (vale a dire da eccesso di caldo o di umido, o da difetto di caldo nel corpo), o da cause esterne come ferite e piaghe. Eccesso di caldo, freddo e simili, riprendendo la teoria degli elementi quali principio della vita di Talete.
Plinio il Vecchio, Rufo, Plutarco, Gellio, Galeno, Ateneo, Diogene Laerzio, Oribasio e Celio Aureliano, invece, lo menzionano solo superficialmente, trascurandolo, dedicando molta più attenzione a quanti nelle loro dottrine svilupparono teorie mediche più ampie, che riguardavano le proprietà di alcuni cibi, di preparati medicamentosi di largo uso.
Solo l’Anonimo Londinese ne cita specificatamente parte della dottrina nella sua sezione dossografica, mentre la 2ª lettera pseudoplatonica e una lettera attribuita a Speusippo ne ricordano la presenza alla corte di Dionisio II. La scarsezza dei dati e l’oggettiva difficoltà di delinearne con precisione vita, percorso professionale e teorie mediche spiegano la scarsa attenzione che, dopo Wellmann, Filistione ha avuto tra gli studiosi, che gli hanno dedicato brevi voci di enciclopedia, o si sono limitati a veloci citazioni in studi su temi più ampi.
Eppure Platone è chiaro.

Foto di Giuseppe Emanuele Ortolani


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