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Paolo Pulitanò: «Ecco come abbiamo preparato Precacore al bando borghi»

Il progetto con il quale Samo ha conquistato il 70º posto nella graduatoria del Bando per la valorizzazione dei borghi mira al ripopolamento di Precacore.
«Con il nostro progetto vogliamo valorizzare tutto ciò che si trova nel borgo di Precacore – ci spiega il sindaco Paolo Pulitanò, – dove si trovano molti ruderi che abbiamo intenzione di restaurare e destinare a nuovo utilizzo. L’intento è ovviamente stimolare lo sviluppo turistico-culturale del borgo alimentando l’interesse di imprenditori del settore privato per la creazione di strutture ricettive e di ristorazione.
«Oggi, in effetti, Precacore è un borgo completamente disabitato, la cui unica forza economica è proprio quella del settore turistico.
«Per sfruttare in maniera efficace il finanziamento di cui il paese è destinatario, abbiamo già restaurato la chiesa di San Giovanni Battista installando le campane nuove, realizzando una nuova pavimentazione, sostituendo gli infissi in legno in stile bizantino e rifacendo l’impianto elettrico. Sempre per la chiesa abbiamo poi acquistato nuove sedie in legno per i fedeli e, grazie a una sottoscrizione popolare, una seconda statua del santo protettore San Giovanni Battista. Un altro fronte sul quale ci siamo impegnati, poi, è quello della messa in sicurezza delle strade di accesso al borgo: la via nuova, realizzata dopo il terremoto del 1908, in seguito al quale, con decreto regio, l’intera popolazione di Precacore venne fatta trasferire nell’attuale Samo, ma anche la cosiddetta via vecchia, quella che originariamente collegava il borgo ai centri limitrofi. Per la messa in sicurezza di questa seconda arteria in particolare, abbiamo fatto realizzare una ringhiera in ferro battuto e una nuova pavimentazione, che hanno dovuto ovviamente ricevere l’approvazione della Soprintendenza per i Beni culturali, che ci ha dato il via libera anche per un sistema di illuminazione a led installato nello stesso selciato. Con questi lavori di rifacimento stiamo inoltre portando l’acqua potabile fino in paese, perché non possiamo avere un borgo non collegato all’acqua potabile o privo anche solo di una fontana, a maggior ragione se pensiamo che già oggi, con la festa patronale di San Giovanni Battista, tutta la popolazione di Samo sale al borgo per ascoltare la novena, che culmina con la santa messa del 28 agosto attirando un enorme numero di fedeli, che speriamo di far crescere ulteriormente.
«Indipendentemente dal restauro e dal recupero del borgo antico – conclude il primo cittadino, – il nostro scopo principale è proprio quello di arginare il fenomeno di spopolamento facendo conoscere il nostro centro attraverso un’importante campagna pubblicitaria, tanto più che il nostro borgo vanta ancora una casa baronale in buone condizioni, nella quale contiamo non a caso di realizzare una foresteria.»

Foto: touringclub.it

Jacopo Giuca

Nato a Novara in una buia e tempestosa notte del giugno del 1989, ha trascorso la sua infanzia in Piemonte sentendo di dover fare ritorno al meridione dei suoi avi. Laureatosi in filosofia e comunicazione, ha trovato l’occasione di lasciarsi il nord alle spalle quando ha conosciuto la sua compagna, di Locri, alla volta del quale sono partiti in una altra notte buia e tempestosa, questa volta di novembre, nel 2014. Qui ha declinato la sua preparazione nella carriera giornalistica ed è sempre qui che sogna di trascorrere la vecchiaia scrivendo libri al cospetto del mare.

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